giovedì 8 marzo 2012

Questione femminile:festeggiamo la donna ogni giorno

Trenta anni fa era ovvio che una donna, dopo la nascita di un figlio, restasse a casa a fare la mamma.
Su 100 donne, 80 restavano a casa e solo un quinto riprendeva a lavorare.
Oggi questo rapporto si è completamente capovolto e la maggioranza delle donne riprende il lavoro, al più tardi dopo un anno dal parto.

L’immagine materna e professionale della donna è quindi completamente mutata, e se questo da una parte rappresenta un potenziale rischio di dissolvimento della famiglia, dall’altro, per la madre, significa vivere individualmente, liberamente, seguendo le proprie potenzialità.
E’ vero anche che, un numero crescente di donne, specialmente negli ultimi anni, ha riscoperto il piacere e l’arricchimento che deriva dal veder crescere ogni giorno i propri figli.
Esse vivono come un sacrificio il dover andare via, il tenere d’occhio l’orologio, il dover imporre un ritmo serrato, necessità che la ripresa del lavoro impone.
Questo  nonostante la nostra società, tenda ad idealizzare il doppio lavoro delle donne ed a prospettare come valida soluzione l’assistenza a tempo pieno dei bambini.

Il problema è che non sempre per la donna è possibile scegliere.

Molte però sono le donne che non si arrendono, ma si inventano lavori del tutto nuovi, che possono essere svolti da casa, sfruttando le nuove frontiere offerte dalla comunicazione, mettendo in campo energie e creatività.
Sia per le madri che tornano al lavoro , sia per quelle che scelgono di restare a casa con i propri figli ci sono vantaggi e svantaggi.
La madre che lavora riceve stimoli e riconoscimenti dal mondo esterno, d’altra parte spesso si sente dilaniata, con la sensazione di dover procedere su due binari diversi; quello familiare e quello lavorativo.
Il vantaggio per la madre a tempo pieno invece, è che può dedicarsi completamente ai figli.
Se apprezza il suo lavoro, la madre a tempo pieno ne ricava gioia e riconoscimento, che non viene però dall’esterno, ma deve imparare a darselo da sé.
Spesso in fatti sono gli altri  ad avere dei problemi di fronte ad un madre del genere, perché purtroppo il lavoro familiare ancora oggi, continua a non venire considerato un lavoro soddisfacente e a non essere  debitamente riconosciuto.
Uno degli svantaggi è che spesso per l’intera giornata questo tipo di madre si ritrova sola, senza alcun adulto con cui parlare. Di tanto in tanto può quindi sentire il bisogno di cambiare aria.
Di certo c’e’ da dire che le madri oggi non hanno vita facile; questo prima ancora di decidere se riprendere il lavoro o no.
Appena rientra a casa dopo il parto, la donna spesso si ritrova sola, priva dei sostegni che un tempo la famiglia estesa offriva.

Per molte donne è un punto d’onore dimostrare di non avere bisogno di nessuno e di farcela da sole.
Tutto questo implica uno sforzo notevole, che produce stanchezza, nervosismo, tensione.

Credo che la donna debba imparare a chiedere aiuto ed a saperlo accettare, adattandosi ai limiti di chi, bene o male, le dà una mano.

In qualsiasi professione c’è il momento dell’attività e quello del riposo  e del tempo libero.
Questo deve valere anche per il lavoro di mamma, altrimenti  la donna non potrà reggere a lungo la situazione e rischierà di incorrere in una crisi da esaurimento delle forze o di essere colta da rassegnazione o indifferenza nei confronti del proprio ruolo.
E’ qui che entra in gioco la figura paterna.
Maternità e paternità nel loro aspetto ideale sono ruoli intercambiabili.
L’uomo può infatti acquisire qualità materne come l’intimità, lo spirito casalingo, e può prendersi cura del bambino, altrettanto quanto la madre è in grado di esprimersi pienamente nel ruolo professionale lavorativo.
Il papà moderno può quindi affiancarsi alla madre, senza aspettare che il figlio sia più grande, è sufficiente dargli il modo e l’occasione di imparare.
Ricordiamoci che la prima esperienza che i bambini fanno è la famiglia. In essa imparano l’autostima, la convivenza sociale e la comunicazione.
Il bambino infatti si forma l’immagine dei comportamenti sociali attraverso le esperienze del rapporto che i genitori vivono tra di loro e con lui; agiscono su di lui due tipi di impressioni, quella che padre e madre esercitano direttamente su di lui con il loro comportamento e quella che deriva dall’immagine che il padre ha della madre e viceversa.
Con le nostre  scelte e comportamenti quotidiani, siamo noi genitori, a determinare la società di domani.

Di fronte al’importanza e alla sacralità di questo compito non è più giusto festeggiare ogni giorno la donna, e con essa l’uomo che la affianca lungo il percorso di consapevolezza e crescita interiore, che la cura della famiglia reca con sé?
Ha ancora senso, mi chiedo, parlare di questione femminile?
Non si tratta forse di un compito che riguarda tutta l’umanità e che necessita del contributo generato dalle forze  sia della donna che dell’uomo, tra loro diverse ma complementari?

2 commenti:

  1. complimenti davvero complimenti!!!!
    Lucia

    RispondiElimina
  2. 'Di fronte al’importanza e alla sacralità di questo compito non è più giusto
    festeggiare ogni giorno la donna, e con essa l’uomo che la affianca lungo il percorso di consapevolezza e crescita interiore, che la cura della famiglia reca con sé?'
    Rispondo ASSOLUTAMENTE siiiiiiiiiiiiii!
    BELLISSIMA PROSPETTIVA
    Ale

    RispondiElimina

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