mercoledì 7 marzo 2012

Perché è così difficile lavorare serenamente con colleghi e superiori?


Mi sono posta spesso questa domanda. Sicuramente gioca un ruolo fondamentale il fatto che non possiamo sceglierli.  

Mentre al contrario siamo liberi di non frequentare più determinati amici, di tagliare i ponti con genitori, fratelli e parenti vari, se vogliamo mantenere il posto di lavoro, dobbiamo per forza averci a che fare ogni giorno.
Nella mia carriera lavorativa  non sono certo le mancate le discussioni, più o meno animate, con colleghi ma anche con superiori.
Devo ammettere che ogni volta questi ‘scontri’ sono stati occasione per me di profonda riflessione.
Ora sono profondamente convinta che, raramente in un conflitto la colpa è di una parte sola.
Certo non è piacevole sentirsi dire che si hanno un ruolo ed una responsabilità; è molto meglio disquisire su come qualcun altro renda la nostra vita un inferno.
In fondo, a pensarci bene, inveire contro il capo o il collega, anche se a ragione, non ci libera dalla responsabilità di essere persone capaci anche nell’avere a che fare con lui.

Di certo, non possiamo cambiare i nostri colleghi o i nostri capi, ma si può modificare il nostro approccio ed il modo di trattarli, cosa che influirà positivamente sulla nostra vita e ci permetterà di svolgere il nostro lavoro in maniera più efficiente.

Vale forse la pena perdere il sonno, farsi ribollire il sangue, stare male per cose che non possiamo cambiare?
Nutrire risentimento è come bere veleno e aspettarsi che sia l’altro a morire.
La strada più giusta credo sia quella che ci permette di conquistare:

a) la serenità necessaria ad accettare quello che non possiamo cambiare;
b) il coraggio per cambiare quello che possiamo;
c) la saggezza per capire la differenza tra le due cose.

Due  sono due le parole che, secondo me, possono riportare in vita un rapporto personale o professionale:

“HAI RAGIONE!”

Se si smette di insistere sul volere avere ragione a tutti i costi, molte barriere iniziano a crollare. 
In fondo ognuno ha le proprie ragioni, poiché ciascuno vede le cose dalla sua personale prospettiva.
Lasciare che la rabbia salga e scoppi significa vivere lunghi periodi di tensione crescente, intervallati da brevi episodi di sollievo; riuscire invece a mantenersi sereni e tranquilli di fronte a situazioni di stress e di tensione, questo sì che fa sentire bene!

Il libero arbitrio è potere. La nostra vita personale è intrecciata a quella professionale ed il nostro potere decisionale è sufficiente a modificarle entrambe, in meglio.
Siamo dotati di un  potente strumento, l’empatia, per trasformare i nostri capi e colleghi in creature tollerabili. Sta a noi decidere quale è la cosa giusta e farla, tenendo bene a mente che lo stiamo facendo innanzitutto per noi stessi e per il nostro benessere.






3 commenti:

  1. mi piace molto questo tuo punto di vista...mi fa riflette...
    grazie per l'ottimo spunto!
    complimenti
    Samy

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  2. che bello questo post!!!! grazie mille per averlo condiviso!!!
    Fede

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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)