giovedì, settembre 29

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12 attività da 5 minuti che ti aiuteranno ad organizzarti meglio in casa

 



Quante di noi trovano, ogni giorno, le scuse più varie per rimandare le tanto odiate pulizie di casa o il riordino? Molte sono efficienti sul lavoro, mamme attente e premurose, ma quando si tratta di pulizie e riordino si sentono prive della spinta necessaria a iniziare o portare a termine qualsiasi attività. 

Eh sì, la procrastinazione puo' essere un vero problema: ore e addirittura giorni interi sprecati a non concludere nulla, per non parlare della frustrazione e dello stress per il disordine che dilaga, la montagna di panni da lavare che cresce a dismisura, lo sporco che si accumula; tutto questo genera stress e non ci permette di vivere serenamente.

I motivi che ci portano a rimandare possono essere i più diversi: non amiamo occuparci della casa perchè lo riteniamo tempo sprecato, non ci sentiamo in grado di farlo perchè non possiamo raggiungere gli standard di perfezione che ci siamo imposte, per un senso di ribellione magari legata all'educazione che abbiamo ricevuto o semplicemente perchè non conosciamo le strategie più efficaci e veloci per avere una casa in ordine e pulita.

Non è necessario organizzare una avvilente maratona di pulizie per sistemare casa, possiamo scegliere la via dei piccoli passi (la mia preferita); si tratta di compiere piccole azioni quotidiane che ci aiuteranno ad organizzare al meglio la gestione delle nostre attività domestiche.

Abbiamo tutti qualche finestra di 5 minuti a disposizione durante il giorno, quindi perché non usarle per organizzarci un po' di più?

Se avete qualche minuto libero prima di andare al lavoro, mentre aspettate che i vostri figli finiscano di prepararsi,  mentre la pasta cuoce, o in qualsiasi altra occasione in cui potete sfruttare 5 minuti di tempo, scegliete un'attività dalla lista che vi propongo e portatela a termine.

lunedì, settembre 12

Accumulo di oggetti ed accumulo di peso: come la cura della casa puo' diventare cura di sè


Quanti di noi tendono a consolarsi per una giornata no, una cattiva notizia, i mille problemi connessi alla nostra quotidianità  comprando nuovi oggetti, vestiti, libri, riviste, cosmetici, utensili, elettrodomestici, oggetti di arredamento?

Le nostre abitazioni o quelle dei nostri amici, conoscenti, parenti trasmettono la sensazione di essere libere e ordinate oppure sono troppo piene e caotiche?

Esistono case così ricolme di cose da rendere difficoltoso il passaggio da una stanza all'altra; si tratta di oggetti che per lo più non vengono utilizzati ma che i proprietari si rifiutano di eliminare. Si parla in questi casi di "disposofobia" o disturbo da accumulo ed è una vera e propria patologia.

Il fatto è che il comportamento di accumulo è comune a malati e sani, con la differenza che i primi lo portano fino a conseguenze estreme, tanto da compromettere il normale svolgimento della propria vita.

L'impulso all'acquisto compulsivo di oggetti per compensare le nostre carenze e sofferenze emotive non solo svuota i nostri conti correnti, ma ci obbliga alla "gestione" di questi oggetti che siamo costretti a pulire e spostare con conseguente spreco di energie e tempo. Per non parlare delle volte in cui  ci troviamo nella situazione di non riuscire a svolgere al meglio un'attività in casa nostra perchè lo spazio che ci servirebbe è occupato da pile di oggetti che utilizziamo poco o per nulla.

Gli studi ci dicono che almeno il 50% della popolazione nei Paesi industrializzati ha un problema di accumulo (sebbene la sua forma estrema sia rara). Forse sarebbe opportuno definirla una malattia del benessere, sostengono F.Berrino e D.Lumera nel loro libro "La via della leggerezza", esattamente come le malattie cardiache e l'obesità.

I casi di obesità così estrema da confinare le persone a letto sono eccezioni ma gran parte della popolazione occidentale è in sovrappeso.

Le cause che spingono ad acquistare oggetti ben oltre i bisogni funzionali sono, in linea generale, le medesime per le quali si mangia ben oltre le necessità biologiche. La società del consumo, facendo leva sulla paura e sulla mancanza o su altre insicurezze, induce le persone a comprare oggetti o cibo per agganciare a fattori esterni il proprio valore personale o per tamponare disagi emozionali.

Si instaura così un rapporto disordinato con il cibo e gli oggetti (oltre che un danno ambientale e sociale). Accumulare peso e oggetti è facile, ma una volta presi è difficile rimuoverli.

sabato, agosto 27

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domenica, luglio 24

Aceto di rosa fai da te


Oggi voglio condividere una ricetta semplice, che tutti possono realizzare con pochi ingredienti e zero esperienza nel campo del fai da te. L'aceto di rosa è ottimo per aromatizzare le insalate, ma anche per preparare un ottimo tonico viso.

Negli ultimi anni l'interesse verso il fai da te e l'autoproduzione è cresciuto in modo esponenziale; certo le ragioni sono da ricercarsi in parte nella maggiore sensibilità nei confronti dei temi legati alla sostenibilità, in parte nel desiderio di avvicinarsi ad uno stile di vita più semplice e frugale, ma per lo più ciò che fa proseguire su questa strada sono i grandi benefici  sull'umore e sul benessere psicologico.

Oggi sono tanti gli studi e gli esperimenti clinici che testimoniano  il potere terapeutico ed i  benefici sulla salute dell'attività creativa; viene addirittura considerata un antidepressivo naturale. Di fatto le attività manuali collegano il corpo e la mente in un processo profondamente terapeutico.

Il fatto di creare qualcosa e di acquisire sempre maggiori abilità pratiche puo' fare emergere riserve inutilizzate di gioia interiore, forza, resilienza e talento. La fiducia in sè stessi e la sensazione di "sapere fare" permettono di sentirsi più "forti" e di conseguenza il mondo sembra meno temibile, qualunque sia la sfida da affrontare.

Personalmente questo è il motivo principale per cui da oltre 15 mi dedico al fai da te e cerco, come educatrice, di avvicinare le persone a queste attività che, con l'adeguato supporto psicoeducativo, possono essere decisive per affrontare periodi difficili.

Qualunque sia la ragione che vi ha portato al mio sito e all'interesse per i tutorial che condivido, sono felice di avervi qui e spero continuiate a leggermi; se non l'avete ancora fatto, in fondo all'articolo trovate il modulo per iscrivervi alla newsletter così da non perdere nessun articolo.

La ricetta vi propongo oggi richiede solo 2 ingredienti: aceto di mele e petali di rose (vanno benissimo anche quelle che avete in giardino).

mercoledì, luglio 20

Fai da te il gelato al caffè buono come in gelateria

 

Pensiero positivo, esercizio fisico e mangiare sano sembrano i nuovi capisaldi della dittatura della felicità, una sorta di sindrome del benessere!
Ovviamente non sto dicendo che ci sia qualcosa di sbagliato nel prestare attenzione a tutte queste cose, ma a volte ho la sensazione che si stia trasformando in una ossessione, che purtroppo va nella direzione opposta rispetto ai risultati sperati.

Cambiare, modificarsi, evolvere sono diventati quasi un dovere nella società moderna che esalta l'uomo quale artefice del proprio destino, anche se i dati reali ci dicono che i livelli di stress e depressione non sono mai stati così alti.

Forse dovremmo provare a trovare un punto fermo invece di essere sempre in corsa per superare nuovi ostacoli?
Questa folle corsa richiede tempo, una risorsa importante e preziosa in un'epoca in cui ci sembra di averne sempre meno.

Ecco perchè quando tutto va troppo di corsa o i problemi sembrano non avere soluzioni, fermarsi e ritagliarsi del tempo per il "fai da te" puo' fare la differenza ed aiutarci a creare quello spazio in cui emozioni e pensieri si focalizzano sul "fare" e si rigenerano proiettandoci in altri mondi.

Ecco, in quello spazio, maneggiando semplici ingredienti abbiamo la possibilità di esprimere noi stessi così come siamo e sperimentare la vera gioia del creare.

Questo gelato è nato così, in una giornata in cui avevo semplicemente voglia di fermarmi e stare in contatto con me stessa. L'esperimento creativo è riuscito ed il gelato è davvero gustosissimo!

Scopriamo subito come realizzare questo gelato davvero buono come in gelateria.

domenica, luglio 3

5 consigli TOP per difenderci dal caldo


Come educatrice mi occupo di benessere a 360 gradi ed uno dei miei obiettivi è quello di proporre soluzioni semplici alla portata di tutti che possono migliorare la nostra salute fisica e psicologica.

Scopri di più su di me qui.

Siamo oramai in piena estate e le temperature salgono a livelli vertiginosi, il caldo diventa eccessivo e questo compromette la qualità della nostra vita.

Così ho deciso di raccogliere  5 efficaci rimedi che vi aiuteranno a trovare sollievo a questa calura in modo facile e pratico.

domenica, maggio 22

Come essere più felici

 


Qualche tempo fa sul mio profilo instagram (clicca QUI per visitare il mio profilo) ho realizzato un sondaggio per capire in che misura le persone dedicano tempo a loro stesse; prendersi momenti per sè è infatti uno dei passi fondamentali sulla strada verso la felicità.

Eppure l'esito del sondaggio è stato questo:

  • il 20% delle persone ha risposto che dedica tempo a sè regolarmente
  • il 26% non dedica MAI tempo a sè
  • il 54% ha risposto che ne dedica troppo poco

Solo il 20% delle persone dedica regolarmente tempo ai propri hobby, alle attività che ama, al rilassamento, alla cura di sè.

La prima domanda che mi sono posta di fronte a questi risultati è :

perchè così tante persone non dedicano  tempo a loro stesse?

Nel suo libro "Contro il sacrificio" M. Recalcati dipinge la rinuncia alla cura di sè, come una forma di rifiuto della vita. Il "sacrificarsi", per la famiglia, i figli, i parenti, gli amici, il lavoro etc...assume la veste di VALORE MORALE.
Quanto più ti sacrifichi, rinunci a te stesso per "gli altri", tanto più HAI VALORE come persona.
E allora, sostiene Recalcati, il sacrificio diventa una forma di godimento anche se, in qualche modo ci fa del male.
Spesso questa dedizione diventa un gioco al massacro, perchè ci lascia, frustrati, stanchi, talvolta arrabbiati, nervosi, privi di energie.
L'altra faccia della medaglia è rappresentata dal fatto che, a fronte di tali rinunce, ci aspettiamo dagli altri una forma di risarcimento. Se questo non avviene allora ci sentiamo poco amati, non riconosciuti,  non adeguatamente apprezzati e si innesca così un circolo vizioso di emozioni negative che finiscono per avere conseguenze sulla qualità delle nostre relazioni.

venerdì, maggio 13

Ecco perchè se l'intestino è in salute ci sentiamo più felici


Lo sapevate che circa l’ 80-90% della popolazione soffre, a vari livelli, di qualche tipo di problema intestinale?

Nell'articolo di oggi andrò proprio ad approfondire questo tema; scopriremo che i problemi intestinali possono influenzare il nostro benessere emotivo e vedremo in dettaglio cosa compromette il buon funzionamento di un organo così importante per la nostra salute.

Già Ippocrate nel 400 a.c. dichiarava che “la cattiva digestione è l’origine di tutti i mali” individuando nell’intestino un organo in grado di influenzare la nostra salute.

Per molti secoli i batteri sono stati considerati potenziali nemici da combattere, a causa dell’assoluto dualismo batterio-malattia che si era fortemente radicato nella concezione degli scienziati, sin dal lontano 1674 quando lo studioso olandese Antoni van Leeuwenhoek, con la prima descrizione dei microorganismi diede vita ad una nuova disciplina scientifica, la Microbiologia.

Risale solo al  2007 uno dei più innovativi progetti di ricerca mai eseguiti prima sul mondo batterico; lo “Human Microbiome Project” ad opera del National Institutes of Health degli Stati Uniti. Questo studio ha arricchito la visione dell’essere umano quale macrorganismo in cui vivono, interagiscono, competono e comunicano in simbiosi complesse comunità di virus, funghi, batteri e protozoi.

Queste comunità furono definite per la prima volta da Whipps et al, nel 1988, MICROBIOTA.

Tali studi ci hanno permesso di capire che, come gli esseri umani, anche i batteri si dividono in buoni e cattivi, regolano funzioni indispensabili alla nostra vita, o la distruggono.

Vediamoli in dettaglio.

mercoledì, aprile 20

Fai da te il detergente viso: ricetta semplice e naturale

 


Ho recentemente fatto una super scoperta; i "burri detergenti" per il viso. Sono perfetti anche per rimuovere il trucco, soprattutto quello degli occhi che è sempre particolarmente difficile da eliminare.

Se state cercando un modo molto semplice, conveniente e non tossico per rimuovere il trucco, questa ricetta è la vostra soluzione.

Questo tipo di detergente viso fa per voi se, dopo la pulizia del viso, sentite la pelle secca e tirata. L'azione del burro detergente va ad agire su questo problema; elimina da una parte lo sporco, per affinità, ma senza compromettere lo strato più superficiale della nostra epidermide. In questo modo riusciamo a mantenerla in buona salute!

Insomma, possiamo proprio dire che, quando si tratta di lavare il viso, i balsami detergenti sono una delle scelte più delicate e gentili con la nostra pelle.

Oltre ai benefici per la pelle, usare un balsamo detergente è anche un ottimo modo per coccolarci. È davvero piacevole massaggiare qualcosa di ricco e nutriente sul viso dopo una lunga e faticosa giornata.

Dal momento che richiedono così pochi ingredienti, i burri detergenti sono i cosmetici più semplici da sperimentare per il fai-da-te. In effetti, con solo 3 ingredienti principali, potete realizzare questo fantastico burro detergente; non è assolutamente rivoluzionario, ma vi assicuro che funziona.

sabato, aprile 2

Quando l'autostima diventa pericolosa

 


L'idea che dobbiamo avere un'alta autostima per essere psicologicamente sani  è talmente diffusa nella cultura occidentale che le persone sono terrorizzate dal fare qualsiasi cosa possa metterla in pericolo.

Ci viene detto che dobbiamo pensare positivamente di noi stessi a tutti i costi; ci dobbiamo sentire orgogliosi e speciali. L'autostima è una merce preziosa che deve essere acquisita e protetta.

Ma l'autostima è davvero la panacea che se ne è fatta? Kristin Neff, professoressa di sviluppo umano, sostiene che l'autostima sembra essere la conseguenza piuttosto che la causa dei comportamenti sani. 

Prima di continuare, però vale la pena fare un esame più dettagliato di ciò che veramente costituisce l'autostima. Il fulcro centrale dell'autostima è una valutazione del proprio valore, un giudizio che siamo bravi e validi.  Le persone con alta autostima si  descrivono piacevoli e attraenti e dicono di avere buone relazioni con gli altri, più di quelle con bassa autostima. Ma gli osservatori più attenti non sono necessariamente d'accordo. 

In realtà gli studi hanno riscontrato che le persone con alta autostima sono più convinte della propria popolarità, mentre le persone con bassa autostima credono di non piacere agli altri. Normalmente però sia le persone con alta autostima che quelle con bassa autostima piacciono agli altri in egual misura. E' solo che quelli con  bassa autostima sottovalutano enormemente quanto in realtà gli altri li approvino, mentre quelli con alta autostima sopravvalutano enormemente l'approvazione altrui.

In altre parole l'alta autostima non significa essere una persona migliore ma pensare di esserlo!

E' certamente vero che  l'alta autostima ha almeno un beneficio tangibile e per niente trascurabile: la felicità. Se ti piaci, tendi ad essere gioioso; se non ti piaci, tendi ad essere depresso. Questi stati d'animo colorano i nostri sentimenti e le nostre vite. La felicità è un aspetto importante per vivere bene e sicuramente vale la pena coltivarla. Ma il prezzo pagato per la felicità momentanea puo' essere eccessivo.

venerdì, marzo 18

3 strategie pericolose che mettono a repentaglio la nostra salute




Cosa ci motiva veramente e cosa è davvero importante per noi? La terapia comportamentale ha coniato a tale proposito il termine progetto intenzionale. I progetti intenzionali sono particolari convinzioni ed obiettivi interiorizzati che ci si propone di raggiungere  e realizzare.

Questi progetti intenzionali  nutrono le nostre aspettative ed anche i nostri timori, tanto da condizionarci nel desiderare o evitare qualcosa. Abbiamo acquisito i nostri progetti intenzionali nel corso dell’infanzia,  attraverso determinate regole e frasi educative che ci sono state ripetute sin da quando eravamo piccoli (tanto da interiorizzarle) oppure attraverso le esperienze negative.

Se ad esempio tra i  vostri progetti intenzionali c’e’ quello di essere un bravo lavoratore che da’ sempre il  150% , considerate normale fare tante ore di straordinario e anzi, cercate in ogni modo  di essere sempre più produttivi. Non potete sopportare di deludere il capo ed i colleghi, per questo vi imponete di rendere al massimo. E pensate che avrete una promozione, la felicità, il riconoscimento e  sarete apprezzati solo se svolgete le vostre mansioni al meglio. Non fate caso alla qualità della vostra vita nel presente, tirate diritto come un siluro incuranti dei messaggi che il vostro corpo tenta di inviarvi per destare la vostra attenzione.

Prendiamo un altro esempio; il vostro progetto intenzionale potrebbe essere quello di svolgere al meglio il ruolo di madre. Trascorrete probabilmente molto tempo con vostro figlio e cercate di fare di tutto per lui. Desiderate un bambino felice, magari anche l’approvazione e l’ammirazione delle altre madri. Inoltre temete che il bambino possa soffrire di vostre eventuali mancanze. Finite così per mettere da parte il vostro essere Donna e lasciate tutto lo spazio al ruolo di Mamma.

Il problema si aggrava quando i due progetti intenzionali risultano in contraddizione fra loro, pur esistendo in contemporanea. Non potrete dare il 150% al lavoro ed essere presente al 150% per vostro figlio. 

A questo punto sorge il conflitto. Nello stesso tempo però si innescano diabolici circoli viziosi che ci mantengono ancorati ai nostri comportamenti, alimentati magari da scenari catastrofici  di questo tipo :"se non sono efficiente e disponibile perderò la stima di tutti" oppure "se non sono abbastanza presente per mio figlio chissà che traumi posso creargli". Il rischio è che tutto ciò puo' causare prima o poi un crollo tale da ripercuotersi sul piano fisico.

Si tratta di una spinta “autodistruttiva” che ci mantiene fermamente attaccati ai nostri principi, all’incapacità di ammettere i nostri limiti , che ci fa vivere nell’illusione di poter “controllare” la nostra vita.

Una grande lezione che ho imparato a mie spese, è che nella vita non si puo’ fare tutto, sapere tutto, volere tutto. Bisogna scegliere, e scegliere significa sempre rinunciare a qualcosa.

Non è così scontato, come non è semplice spezzare questi circoli viziosi. Sono percorsi che richiedono lavoro ed impegno ma che cambiano la vita per sempre.

Vi propongo alcuni schemi di pensiero che ci tengono ancorati ai nostri circoli viziosi e che mettono a repentaglio la nostra salute. Provate a vedere se qualcuno vi risulta famigliare.

La consapevolezza è il primo passo lungo il difficile cammino dell'autorealizzazione.

Leggi anche: scopri cosa vi impedisce di portare a termine i tuoi progetti

Leggi anche: ecco perché stabilire degli obiettivi non sempre è un metodo efficace per ottenere ciò che desideriamo


domenica, marzo 6

Come realizzare una mousse corpo perfetta

 


Quando sono nervosa, agitata, stressata so che dedicarmi al fai da te puo' cambiare completamente la mia giornata. La società ci fa credere che la felicità è la condizione naturale degli esseri umani e che se non sei felice hai qualcosa che non va. Ci illudiamo di poter controllare pensieri e sentimenti, così che, quando i nostri tentativi di controllo falliscono ci sentiamo frustrati, inadeguati, impotenti.

Il fatto più grave è che nel tentativo di evitare i sentimenti spiacevoli (affongandoli nel gelato, facendo indigestione di serie tv, spendendo i soldi che non abbiamo in shopping compulisivo, etc) trascuriamo le attività che per noi hanno davvero valore e che rendono piena e significativa la nostra vita.

La realizzazione di un cosmetico semplice come una mousse mi riporta al momento presente, al qui e ora, mi riconnette con la quotidianità, con le mie passioni, con le attività che mi nutrono da dentro. Mi permette di rallentare, di dedicarmi del tempo e di prendermi cura di me stessa.

La mousse diventa una buona "scusa" per concedermi una coccola, una doccia calda, magari dopo una lunga camminata, un meraviglioso automassaggio delicato, una carezza sulla pelle, che accoglie la soffice mousse restitutendole l'antica morbidezza.

Ora vi racconto quali sono i segreti per realizzare una mousse perfetta, soffice e setosa; si tratta di piccoli accorgimenti che però faranno una grande differenza.

lunedì, febbraio 21

Ecco perché stabilire degli obiettivi non sempre è un metodo efficace per ottenere ciò che desideriamo


Sui social ed in rete si trovano oramai ovunque consigli su quanto è importante  fissare i propri obiettivi per vivere una vita piena e ottenere ciò che desideriamo. D’altronde gli essere umani hanno bisogno di sfide per sentirsi vivi, attivi, per rafforzare la propria autostima, alimentare la soddisfazione, insomma per stare bene.

Eppure una volta fissati gli obiettivi e trascritti nero su bianco, dopo poco tempo avvertite già quel sottile senso di colpa per non averli seguiti. Vi è mai capitato?

Vi hanno spiegato che qualsiasi traguardo desideriamo, di certo per raggiungerlo il primo passo da fare è stabilire gli obiettivi, ovvero decidere di impegnarsi.

Fissare nero su bianco gli obiettivi è, ci dicono gli esperti, il primo fondamentale passo. Poi non resta che pianificare le azioni ed il gioco è fatto!

Sembra tutto semplice ma la realtà troppo spesso ci racconta una storia del tutto diversa.  Iniziamo con le migliori intenzioni e poi finiamo per annaspare, restare indietro e nel peggiore dei casi mettere in pausa i nostri obiettivi. Ci sentiamo frustrati e nervosi e magari finiamo per prendercela con chi ci sta accanto.

Come ho già scritto nell’articolo “Scopri cosa ti impedisce di portare a termine i tuoi progetti”, la nostra personalità si compone di tante parti diverse. Se una di queste parti (ricordate il sabotatore interiore?) cerca di fare fallire i vostri sogni, lo fa convinto che sia per il vostro bene. Lo fa ad esempio per mantenersi fedele a determinati valori, ad abitudini di comportamento oramai acquisite ed interiorizzate.

Ecco perché il modo migliore per scoprire le motivazioni del vostro sabotatore è occuparvi del passato e riportare alla memoria gli antichi valori. E’ importante avvicinarsi a questo tipo di lavoro su sé stessi facendosi accompagnare da un professionista che possa offrirvi il supporto necessario.

Ma c’è del lavoro che potete fare anche da soli. Vediamo di cosa si tratta.

venerdì, febbraio 4

Maschera idratante e nutriente fai da te al miele e karitè

Negli ultimi anni sempre di più la nostra attenzione è bombardata da migliaia di input che arrivano al nostro cervello, mille richieste che giungono da ogni dove. Siamo sottoposti ad una overdose di informazioni che intasano il nostro cervello. Come se ciò non bastasse veniamo assorbiti da una enorme quantità di azioni e compiti differenti e spesso ci troviamo a svolgere più mansioni  contemporaneamente.

Si tratta del fenomeno comunemente definito "Multitasking". Sandra Bond Chapman, fondatrice del Center for brain health dell’Università di Dallas, ad esempio riporta tra i principali effetti del multitasking sul nostro cervello un significativo aumento dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Altri studiosi  hanno collegato il multitasking ad una ridotta capacità di attenzione e ad un maggior rischio di depressione ed ansia.

E' evidente che, avere una mente “piena” di pensieri riguardati ciò che dobbiamo fare, doveri da assolvere, mansioni da portare a termine, non ci permette di  vivere veramente il momento presente e di godere delle piccole gioie della vita.

Ecco quindi che diventa importante ritagliarci del tempo per rallentare, per restare concentrati sul qui e ora, per lasciare andare e permettere alla nostra mente di rigenerarsi.

Le attività manuali sono quelle che mi permettono di staccare letteralmente la testa; creare cosmetici e saponi, farmi inebriare dai profumi, dalle consistenze, curarne l'estetica,  mi traghetta in mondi magici che mi ristorano e che mi infondono energia ad ogni livello.

E per aggiungere piacere ad altro piacere, mi prendo cura di me stessa con prodotti naturali che non sporcano l'ambiente e che mi fanno sentire bene nel mio corpo.

L'ultima ricetta che ho sperimentato è questa fantastica maschera al miele e burro di karitè. La pelle del mio viso aveva bisogno di un trattamento extra, e devo dire che applicata regolarmente mi ha regalato risultati davvero sorprendenti.

Vi occorrono solo 3 ingredienti ed è velocissima da preparare.

La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)