venerdì 23 giugno 2017

Piadina romagnola con farina di mais


Vivo in Romagna e la piadina è una tradizione ed in casa non manca proprio mai. Si abbina bene con tutto ed è perfetta per chi ha problemi con il lievito.
Gli ingredienti che vengono utilizzati per la sua preparazione variano da zona a zona ed anche da famiglia a famiglia; ognuno ha la sua particolare versione.
Chi la realizza con lo strutto di maiale (buona e saporita..ma un po' pesantuccia), chi con semplice olio di oliva, alcuni aggiungono il latte, altri l'acqua, chi il bicarbonato, chi la ricotta ed alcuni addirittura il vino bianco.

Insomma ce n'è per tutti i gusti!

Ovviamente anche io ho la mia versione, quella di base, che vario utilizzando farine di tipo diverso.
Preferisco un impasto leggero a base di olio di oliva, sale e acqua.
Spesso la preparo con farina integrale, oppure di farro o kamut, in base all' ispirazione del momento.
L'ultima volta ho provato ad unire la farina di mais.

L'esperimento è ben riuscito; la piadina acquista un sapore particolare ed è stata apprezzata da tutti, anche da mio marito che di solito non gradisce la farina di mais.
Se amate la piadina, dovete assolutamente provare questa ricetta.

mercoledì 21 giugno 2017

Come contribuire alla salvaguardia delle api


Tutti noi conosciamo il ruolo fondamentale delle api per la nostra vita; sono responsabili di circa il 70%  della impollinazione delle principali specie vegetali viventi sul pianeta, tutelano la biodiversità e sono indispensabili per la produzione di cibo a livello globale in quanto garantiscono la riproduzione di varie specie vegetali spontanee, ma anche di tante culture orto-fruttifere e sementiere.

L'impiego di pesticidi, in particolare i Neonicotinoidi, in agricoltura, la progressiva urbanizzazione, l'acaro Varroa ed altri virus, hanno reso difficile la vita delle api; pensate che il numero di alveari nei paesi dell'Unione Europea è diminuito di oltre il 50% (fonte:www.scientificast.it).

Ma ecco la notizia positiva di oggi: noi tutti possiamo contribuire con piccoli gesti a creare un ambiente pronto ad ospitarle. 

lunedì 19 giugno 2017

Scrub labbra fai da te aromatizzato alla vaniglia




Gli scrub labbra non hanno mai attirato la mia attenzione; ho sempre pensato che nutrirle e proteggerle  un buon balsamo labbra fai da te fosse sufficiente, sia d’estate che d’inverno.

In realtà ho provato su me stessa che, per eliminare l’accumulo di pelle morta che le rende ruvide e spente, lo scrub è davvero il rimedio d’urto più immediato ed efficace.
Ho scelto di prepararne uno a base di miele, olio di mandorle  aromatizzato alla vaniglia e zucchero di canna.

Il miele è noto per le sua capacità di accelerare la guarigione in caso di ferite ed ustioni, ha quindi proprietà curative ottime per fare tornare in ottima salute le labbra screpolate e danneggiate dal freddo o dal sole. Inoltre, in questa ricetta, aiuta ad emulsionare gli ingredienti.
L’ olio di mandorle  è ricco di vitamine A ed E, quindi perfetto per nutrire le labbra. Io ho preparato un oleolito alla vaniglia, trovate la ricetta QUI,  per dare allo scrub un profumo “biscottato”.

sabato 17 giugno 2017

8 modi per rendere le pulizie più difficili di quanto lo sono in realtà


Di certo siamo tutti d’accordo sul fatto che ci sono modi migliori di trascorrere il tempo piuttosto che impiegarlo nelle tanto noiose, quanto necessarie, pulizie di casa.

Alcuni semplici accorgimenti possono però aiutarci a rendere i lavori domestici più veloci, facili e quindi meno terrificanti.

Oggi vi elenco una serie di errori che tutti noi, chi più chi meno, commettiamo e semplici modi per correggerli. L'obiettivo è sempre lo stesso: ridurre il tempo e la fatica che le pulizie domestiche richiedono.

lunedì 12 giugno 2017

Schiuma sapone per le mani che non secca la pelle e ci fa risparmiare


Oggi vi voglio raccontare della mia ultima scoperta; i dispenser per sapone a schiuma. Li trovo assolutamente fantastici i bambini li adorano e mi permettono di risparmiare tantissimo detergente.
La schiuma soffice e morbida che producono è una vera e propria coccola.

Ne sono talmente entusiasta che li utilizzo anche per il detersivo piatti. Una nuvola soffice di detergente sulla spugna ed il gioco è fatto.

In famiglia ho sempre insistito moltissimo sull’igiene delle mani; non sono una fissata della disinfezione, evito gli antibatterici, ma una sana lavata di mani con un buon detergente è la regola in casa mia.

I dispenser a schiuma mi hanno aiutato moltissimo, soprattutto con i bambini.

venerdì 9 giugno 2017

Hamburger di pesce che piace ai bambini


Per me non è facile fare mangiare il pesce ai bambini; cerco di variare le proposte, trovare soluzioni accattivanti e sempre nuove.
Questa volta mi sono inventata gli hamburger di pesce. La ricetta è una variante delle polpette di pesce che trovate qui.

Hanno avuto molto successo perchè sono talmente sottili e fragranti che si stenta a riconoscere che siano di pesce. Forse è per questo che sono piaciute tanto? 😂

Come preparare gli hamburger di pesce


Come base per la preparazione potete utilizzare il tipo di pesce che preferite, per facilitarvi le cose vi consiglio di scegliere quello senza spine. Potete anche optare per un misto, per variare il sapone a vostro piacere.
Ecco gli ingredienti che ho utilizzato io:

- 400 g di merluzzo
- 100 g di salmone
- 1 grossa patata
- 1 uovo intero ed una chiara
- 1 o due alice sott'olio
- qualche cucchiaio di grana
- origano, prezzemolo, sale

Ho cotto a vapore il pesce  (condito con del sale) e bollito in acqua salata la patata.
Dopo avere fatto raffreddare il tutto ho schiacciato la patata ed il pesce con i rebbi di una forchetta.
Ho frullato nel mixer un pezzetto di grana, le alici, l'origano fresco, il prezzemolo ed il sale.
Ho unito il tutto al pesce ed alle patate.
Infine ho aggiunto l'uovo e mescolato per bene.
A questo punto ho ricavato dall'impasto i miei hamburger avendo cura di lasciarli sottili, li ho passati nella chiara d'uovo sbattuta, poi nel pangrattato.
Ho scaldato un poco di olio in una padella antiaderente e cotto gli hamburger su entrambi i lati sino a doratura.

E voi come cucinate il pesce per i vostri figli?

mercoledì 7 giugno 2017

Profumare l'aria e tenere lontane le zanzare in modo naturale: rimedio fai da te


Avete mai sentito parlare della cera che si scioglie? Si tratta di piccole “formine” di cera profumata che si sciolgono, grazie al calore prodotto da una candela all’interno di un diffusore.

Quando la cera si scioglie sprigiona il suo profumo nell’aria in maniera delicata e duratura, diffondendo l’aroma in modo discreto e gradevole.
In questa stagione in cui le zanzare ahimè infastidiscono  oltre misura, seleziono oli essenziali  che aiutano a tenerle alla larga (per quanto possa essere possibile), come citronella, geranio e lavanda.


Sono semplicissime da fare e richiedono solo pochi ingredienti.
Queste simpatiche formine sono diventate la mia passione, sono anche una carinissima e originale idea regalo, non trovate?

Cosa vi serve per realizzare le formine di cera profumata 100% naturali 




- 90 gocce circa di oli essenziali naturali a vostra scelta
- Stampini in silicone

All’interno di un vasetto di vetro, versare la cera d’api e l’olio di cocco. Mettete il vasetto a bagnomaria sino a completo scioglimento di cera e olio.
L’utilizzo dell’olio di cocco, facilita lo scioglimento della formina che, se realizzata completamente in cera d’api avrebbe difficoltà a liquefarsi con il solo calore di una candela.
Mescolate e aggiungete 90 gocce di oli essenziali (possono sembrare molte 90 gocce ma tenete presente che vi permetteranno di realizzare diverse formine; io ne ho realizzate 6).
Versate all’interno degli stampini in silicone, mi raccomando scegliete formine di piccole dimensioni e lasciate rapprendere (per velocizzare mettete in frigorifero).
Una volta che si sono solidificati estraeteli dallo stampino e conservateli in un vasetto di vetro al fresco.

Io adoro, la sera, accendere il mio diffusore e sciogliere una formina di cera al profumo rilassante di lavanda, mentre leggo un libro. E’ un rituale che mi calma, mi rilassa e favorisce un buon sonno.
Le formine durano a lungo e sprigionano il loro profumo per ore!

***

lunedì 5 giugno 2017

Quando finisce un'amicizia



La nostra vita è fatta di incontri, momenti fondamentali che ci mettono in relazione con gli altri. Alcuni di questi Altri diventano “speciali” tanto che scegliamo di ripetere questi incontri nel tempo accogliendo le persone nella nostra vita.

La crisi di importanti relazioni di amicizia in questo anno mi ha portato a capire, più precisamente a sperimentare quanto sia vero che, nel momento in cui scegliamo di entrare in relazione con un'altra persona, sia essa un'amica/o o un compagno, c'è sempre una grossa componente di idealizzazione; quindi difficilmente si vede l'altro per quello che davvero è ma ci si limita a scorgerne un' immagine. A volte perché l'amico/a riflette una rappresentazione ideale  di come noi vorremmo essere, o di un compagno ideale, un alter ego.
Il fatto è che nelle relazioni umane il confine tra amarsi e usarsi è davvero molto sottile, tanto sottile da poter essere superato anche dalle persone più buone e amorevoli; per questo motivo le relazioni rischiano di non resistere nel tempo, perché è proprio nel tempo e nella quotidianità che emerge quella parte della nostra natura che ci rende difficoltoso accogliere e rispettare l'altro per come esso è, o a farci rispettare per come siamo.
Per questo non è importante nella vita la quantità di incontri che si hanno, ma la qualità dei rapporti che si riesce a stabilire.

Ma cosa rende un rapporto di qualità?


Secondo me un rapporto sano è quello in cui si ricerca comunque e sempre il dialogo, il chiarimento. Purtroppo succede spesso che, per evitare discussioni e tensioni, si finisce per accettare che tra noi e gli altri cali un insopportabile silenzio, fatto di maschere e di bugie, una pace forzata che però testimonia la nostra rinuncia a costruire relazioni profonde, sane e sopratutto vere. Non si parla perché non si vuole litigare, per paura di rompere la relazione senza pensare che la rinuncia al dialogo è già di per sé morte del legame, finzione.

L'arte del litigio


Troppo spesso si trascura il fatto che esiste anche una rabbia sana, che è quella che ci permette di dare voce ai nostri bisogni, di difenderci da ciò che ci infastidisce. Una rabbia però che sa riconoscere, confrontandosi con l'altro, quanto alcune di quelle che consideriamo nostre ragioni sono infondate, per dare vita ad un adattamento e quindi ad una revisione anche solo parziale delle nostre posizioni. Questo non significa tradire noi stessi, ma anzi imparare a conoscere e conoscersi grazie al rapporto con l'altro, per costruire una realtà non immaginata ma realistica. Significa anche uscire dal mondo immaginario infantile per entrare un quello reale dell'adulto.

Personalmente quello che mi ha fatto soffrire di più è stata la rinuncia completa al dialogo ed al confronto, che ho vissuto dopo tanti anni di relazione, come una porta chiusa in faccia. 
Io ho avuto bisogno di questo confronto, l'ho richiesto più volte, l'ho ottenuto ed ho apprezzato moltissimo lo sforzo che è stato fatto dall'altra parte. Si tratta di momenti sempre difficili perché sono coinvolte le emozioni che tendono ad irrompere rompendo gli argini come un fiume in piena; ma credo siano occasioni che fanno crescere e ci aiutano a conoscere lati delle persone che non avevamo visto, accecati dall'immagine che ce ne eravamo fatti. Aspetti di una personalità che vanno ad aggiungersi e non a sostituirsi a quelli già noti.

Una confronto o una lite non si risolvono fino a quando l'uno spinge l'altro a guardare ai suoi torti, con il risultato che si resta sulle stesse posizioni. Si lavora sulla risoluzione di un contrasto solo quando ognuno si sforza di guardare se stesso.

Proprio per questo sono arrivata alla conclusione che questi momenti di “incontro/scontro/chiarimento” hanno poi bisogno di tempo per essere metabolizzati, non è possibile ripartire come prima, proprio perché inevitabilmente non è più come prima.
Non è ne meglio ne peggio è solamente diverso. Di certo più vero. E siccome la vita resta sempre l'arte del possibile e questo possibile non sempre coincide con il nostro ideale, ma quanto piuttosto con ciò che siamo in questo momento, tenuto conto di tutti i nostri limiti. 
Piuttosto che nascondersi dietro scuse e giustificazioni come la mancanza di tempo ed i tanti impegni, meglio concedersi questo tempo di separazione per lasciare che tutto si sedimenti.
Quando e se tornerà il desiderio di frequentarsi e stare assieme, di certo il tempo non sarà un ostacolo.

Ma un'amicizia che di possa definire tale, può davvero finire? 


Di certo si concludono i rapporti che erano semplici frequentazioni, oppure quelli che definisco  “imbrigliamenti” , legati cioè a “bisogni” reciproci. Quando in una delle due parti  viene a mancare la spinta utilitaristica, sparisce anche il piacere di stare assieme.
Ci sono diversi gradi di profondità nei rapporti umani ed è importante anche capire ed accettare il livello che contraddistingue ogni relazione. Spesso occorre tempo ed un certo distacco per poter vedere chiaramente.
Sono del tutto convinta che i legami, quelli veri, incontrano momenti di crisi, possono anche tenerci lontani per qualche tempo, ma essendo sorretti da sentimenti profondi e sinceri e da un riconoscimento reciproco nella singola diversità ed unicità,  restano come stelle in un firmamento ad illuminarci la vita.

venerdì 2 giugno 2017

Burro corpo fai da te con soli 3 ingredienti, per tutti i tipi di pelle


E' arrivata l'estate! Caldo, sole e, per chi può, mare. Non dimentichiamoci però di proteggere la nostra pelle e quella dei nostri bambini, dai raggi solari.
Vi invito quindi a rileggere due post che ho scritto, specifici sulla protezione solare; regole semplici ma molto importanti per la nostra salute e quella dei nostri famigliari:

Sole e abbronzatura: consigli per l'uso parte I
Sole e abbronzatura: consigli per l'uso parte II

Nulla più del caldo e del sole secca e inaridisce la propria pelle, così ho già preparato il mio burro corpo estivo, lenitivo, nutriente ed idratante.
Il burro di cacao, l' olio di cocco, il burro di karitè, sono tutti ingredienti meravigliosi per realizzare i burri corpo. Sono solidi a temperatura ambiente e quindi danno consistenza al burro. Una quantità insufficiente di questi grassi farà letteralmente smontare il vostro cosmetico, rendendolo liquido ed impossibile da spalmare. Una dose eccessiva lo renderà invece troppo solido. 

L'olio di oliva, olio di jojoba,  e l' olio di avocado sono oli che mi piacciono molto e cerco di inserirli sempre nei miei burri. Non bisogna esagerare con le quantità per fare sì che il burro abbia la giusta consistenza.

3 ingredienti perfetti 


Per il mio burro corpo ultra idratante  ho scelto i miei tre ingredienti preferiti: olio di cocco,  burro di cacao, e olio di jojoba. Ne ho sempre una piccola scorta in casa perchè sono molto versatili e si prestano a molte ricette di cosmesi fai da te.

L'olio di cocco permette al  burro di sciogliersi facilmente non appena viene riscaldato dalla pelle. Si tratta di un olio leggero che ha  anche meravigliose proprietà antibatteriche e anti-fungine. 
Il burro di cacao è ricco di antiossidanti e grassi benefici che possono aiutare a guarire le eruzioni cutanee, attenuare i segni di invecchiamento e la secchezza della pelle. Molti lo usano come rimedio per le smagliature e le macchie.
L'olio liquido in questa miscela è l'olio di jojoba, che in realtà è una cera. E' un ottimo idratante naturale che penetra facilmente nella pelle e fornisce una barriera naturale. E' antibatterico e antinfiammatorio. Lenisce e contrasta vari disturbi cutanei come psoriasi, secchezza, desquamazione, acne, prurito eczemi.

Molti amano integrare i burri corpo con oli essenziali e  profumi ma questa ricetta funziona bene anche da sola. L'odore del cocco infatti le conferisce un aroma leggero e  gradevole. 

Burro corpo fai da te la ricetta:


10 g circa di burro di cacao 
45 g di olio di cocco
10 g di olio di jojoba


-Fate sciogliere a bagnomaria, all'interno di un vasetto di vetro, l'olio di cocco ed il burro di cacao;
-aggiungete l'olio di jojoba continuando a mescolare;
-mettete il vasetto nel freezer per qualche minuto e controllate di tanto in tanto.

Appena il composto inizia a rapprendersi, estraetelo e montatelo con le fruste sino a quando diventa morbido, soffice e vellutato.
Attenzione a non farlo indurire troppo, altrimenti non riuscirete a montarlo. In caso questo accada, fatelo sciogliere leggermente a temperatura ambiente.
Versate il burro in contenitore ben lavato.

Di solito i burri possono essere conservati fuori dal frigorifero senza problemi. Considerate le temperature di questi giorni ed il fatto che queste tenderanno ad aumentare con l'avanzare dell'estate, tenete il burro in frigorifero, altrimenti si smonterà diventando liquido. Tenuto al fresco si rapprenderà e perderà la sua morbidezza ma è sufficiente poi prelevarne una piccola quantità e tenerla qualche secondo tra le dita per scioglierla.
In compenso l'effetto fresco sulla pelle in questa stagione è davvero fantastico.

Si tratta di un burro che a me piace molto e che utilizzo anche per il viso, in quanto viene assorbito velocemente senza lasciare la pelle troppo unta.
E' un ottimo doposole!

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lunedì 29 maggio 2017

Fare l'orto sul balcone con i bambini



Non avrei mai pensato che i miei bambini si facessero coinvolgere così tanto dalla realizzazione di un piccolo orto/giardino sul balcone.
Certo è sempre una magia vedere sbocciare la vita, giorno dopo giorno. Ma è stato altrettanto commovente vedere con quanta dedizione e costanza i bambini si sono presi cura dei loro semini, annaffiandoli regolarmente più volte al giorno.
A scuola avevano già fatto questa esperienza e devo dire che li ho trovati piuttosto preparati, hanno anche voluto raccogliere l'acqua piovana, per "nutrire" al meglio le loro piantine.

L'aspetto educativo di questa pratica va quindi ben oltre il comprendere come nasce un seme, da dove viene il cibo di cui ci nutriamo, dell'importanza della luce e dell'acqua, nozioni per lo più tecniche, ma arriva sino in profondità nell'anima del bambino stimolando quel desiderio di "prendersi cura" che richiede un interesse vivo ed un sentimento vero profondo.

Tutti i compiti quotidiani eseguiti con costanza, cura ed amore, vanno a stimolare le forze legate alla volontà, che viene così indirettamente esercitata e piano piano anch'essa matura, diviene forte.
La volontà è alimentata dal desiderio, ne è lo strumento primario, indispensabile per la realizzazione dei propri sogni. 
Troppo spesso la volontà è sottovalutata, si tratta invece di una delle qualità più preziose per l'uomo. E' infatti la forza della nostra volontà lo strumento sul quale si fonda la possibilità di vivere una vita ricca e piena, per noi stessi e per gli altri.

Leggi anche: Educazione:come vincere la paura


Ho dato ai bambini corrette indicazioni per la semina di fiori (nasturzio, pisello odoroso e girasoli) e di erbe aromatiche (rucola, basilico, maggiorana, timo).
Giorno dopo giorno le hanno annaffiate; hanno controllato costantemente lo stato del terriccio ed aggiunto la preziosa acqua piovana se questo era troppo asciutto.
Fino a che sono iniziati a spuntare i primi germogli e da questi le piccole piantine.





Ho spiegato ai bambini che il lavoro è ancora arduo, questo è solo l'inizio, le piante hanno bisogno di ancora di tanta attenzione e cura per poter crescere ed offrirci i loro fiori, profumi e sapori.

E voi, avete mai realizzato un piccolo orto con i bambini? Come è andata?

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venerdì 26 maggio 2017

Rimedi fai da te (facili) per la bellezza dei piedi



E' arrivata finalmente la bella stagione, tempo di sandali e infradito, di spiagge e quindi di piedi sempre in mostra.
Durante l'inverno non impiego smalto, mi limito solo ad applicare una buona crema idratante e nutriente per mantenere la pelle morbida.

Io mi prendo cura dei piedi da sola; mi piace e mi rilassa. Ciò che ripaga è la costanza; applicare una buona crema ogni sera è un'ottima abitudine ed evita che la situazione degeneri.

Le creme fai da te che prediligo e che sono veramente miracolose, sono anche facilissime da preparare.


La prima è la:



L'altra, dall'enorme potere riparatore, indicato sopratutto per i talloni è il mio:



Prima di esporre i vostri piedi è necessario però un buon trattamento a base di pediluvi, pietra pomice e sistemazione della cuticole.
Trovate tanti semplici consigli per realizzare ottimi pediluvi nel mio articolo:



E dopo un buon pediluvio non fatevi mancare, il tocco finale che vi aiuterà non solo a levigare i vostri piedi ma anche a renderli freschi, profumati e leggeri. Vi presento il mio:





Queste sono le soluzioni più efficaci che ho sperimentato per la cura e la bellezza dei piedi. Inoltre sono semplici da realizzare e richiedono pochissimi ingredienti.

Fatemi sapere quale è il vostro preferito!


lunedì 22 maggio 2017

Pulire la camera: come prendersi cura del proprio letto


I letti sono il luogo preferito degli acari, che trovano un ambiente particolarmente favorevole alla loro proliferazione.
Per questo motivo  è importante che cuscini, coperte e piumoni vengano messi a prendere aria frequentemente e lavati  ogni 6/12 mesi.
A questo punto della stagione, primavera inoltrata, ho già portato in lavanderia il mio piumone, mentre per i cuscini aspetto l'arrivo della bella stagione. Per questi infatti eseguo un lavaggio in lavatrice, secondo le indicazioni riportate in etichetta e li faccio asciugare al sole.

Quando e come lavare lenzuola e copricuscini



Lenzuoli e copricuscini andrebbero invece cambiati ogni 9/10 giorni durante l'inverno ed una volta a settimana nella stagione estiva.
E' molto importante scegliere lenzuoli in tessuti naturali, come cotone o lino che sono traspiranti, possibilmente dai colori chiari.
Lavateli a 40/60° e fateli asciugare perfettamente prima di riporli.

Come mantenere in buono stato il materasso


Per mantenere in buono stato il nostro materasso invece è importantissimo girarlo più volte l'anno, sotto-sopra e testa-piedi e, se possibile, lasciato all'aria per qualche ora privo di coperture.
Io lo faccio ogni volta che cambio le lenzuola, in questo modo è inserito nella mia routine e non me ne dimentico mai.
Ogni tanto, lo passo con l'aspirapolvere per rimuovere almeno gli strati superficiali di polvere e acari.

Non dimenticate che, almeno una volta all'anno, è importante pulire le doghe del letto; una semplice spugna o panno in microfibra  e dell'acqua calda con qualche goccia di detersivo piatti, sono più che sufficienti per rimuovere sporco e polvere.

E voi, come vi prendete cura del vostro letto?



martedì 16 maggio 2017

Uscire dalla crisi economica è possibile: ecco un esempio virtuoso made in Italy


Oggi vi racconto una storia, quella di un gruppo di amici sardi che con la loro iniziativa sono riusciti, in un periodo di crisi, a rimettere in moto l'economia non solo del loro piccolo paesino, Serramanna, ma dell'intera regione Sardegna. 
E pensate che il progetto è stato esportato in altre 8 regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise e Campania e ben presto anche  in Umbria e Veneto. 

Di cosa sto parlando? Del Sardex.

Il Sardex la moneta virtuale che salva l'economia



Tutto è nato nel lontano 2009. La mancanza di liquidità metteva in ginocchio le aziende locali, a seguito della crisi finanziaria del 2008.  Molte imprese si vedevano così costrette a licenziare i propri dipendenti e nella peggiore delle ipotesi a chiudere i battenti.
Eppure  avevano capacità di produzione, inventiva, forza lavoro disponibile e nella maggior parte dei casi merci nei magazzini. 
Solo la mancanza di liquidità impediva loro di fare partire il sistema e di fare girare l'economia.
Ecco perché gli sforzi dei 5 giovani si sono concentrati sulla realizzazione di una moneta virtuale, parallela all'euro, che agevolasse e rimettesse in moto gli scambi locali tra le aziende ed aggirasse il problema della mancanza di liquidi.

Hanno così ideato un circuito basato su un sistema di credito a interessi zero, che le aziende iscritte si concedono reciprocamente. Beni e servizi vengono "pagati" in Sardex; poi i crediti ed i debiti vengono compensati all'interno del sistema, in questo modo non è necessario ricorrere all'impiego di euro. Le imprese aderenti si finanziano a vicenda, per giunta senza interessi. Un Sardex equivale ad un euro, ma non è assolutamente convertibile in moneta reale.

Il Sardex è semplicemente un mezzo di scambio, è uno strumento non un fine. Scopo del Sardex non è l'accumulo; deve invece  essere speso nell'esercizio della propria impresa. In questo modo gli euro "risparmiati" possono essere utilizzati per affrontare tutte le altre spese. 
Questo ha dato ossigeno alle aziende che non solo hanno ripreso a lavorare, ma hanno anche ampliato la propria clientela.
Entrare all'interno del circuito Sardex permette di conoscere altre imprese e di farsi conoscere, trovare fornitori e clienti, di allacciare rapporti sociali.
La cooperazione, la fiducia reciproca, l'interconnessione hanno sostituito l'individualismo e la competizione che caratterizzano l'economia tradizionale.

"I fratelli Cherchi, formaggiai, hanno un modesto bancone di ottimi prodotti in provincia. Vorrebbero ingrandirsi ma non hanno capitale. Chiedono quindi di entrare nel circuito Sardex, dove vengono ammessi dopo che i gestori hanno verificato che i loro prodotti hanno un potenziale di vendita tra le altre aziende del circuito (es.: ristoratori e simili). A quel punto la camera di compensazione del circuito mette a disposizione dei fratelli Cherchi una quantità di crediti Sardex pari a 25 mila euro.

Non essendo il Sardex una valuta convertibile ma un’unità interna al circuito, i formaggiai possono spendere il loro credito di 25 mila Sardex solo dentro il circuito stesso: dove cercano e trovano un’azienda che offre loro un banco refrigeratore con cui possono iniziare a vendere formaggi anche al mercato centrale di Cagliari. Ne consegue un aumento di fatturato, parte del quale avverrà in Sardex, essendo i loro prodotti acquistati, come previsto, anche dai ristoratori interni al circuito. Nel giro di poche settimane, i Sardex incassati dai fratelli Cherchi vendendo formaggi agli altri iscritti superano i 25 mila di debito inizialmente contratto. Insomma il loro conto Sardex va in positivo. Quindi con i Sardex ricavati (e-o richiedendo nuovi crediti) possono fare nuovi investimenti produttivi, sempre usando come fornitori e clienti aziende interne al circuito. E così via, potenzialmente, all’infinito". Tratto da:  L'Espresso


Anche i privati possono utilizzare il Sardex



Ad un certo punto, come afferma uno dei fondatori Carlo Mancosu, è sorto il desiderio di estendere la rete ai cittadini privati. Vendendo i loro prodotti o commercializzando i loro servizi in Sardex, le imprese ricevono crediti in moneta virtuale che possono utilizzare per acquistare materie prime o servizi, sempre all'interno del sistema.
Alcune aziende hanno così deciso, con il consenso dei lavoratori, di corrispondere una fetta della retribuzione in Sardex, da spendere presso le aziende del circuito; oggi su quasi 3000 imprese aderenti sono oltre 300 a farlo.
Viene quindi aperto, a ciascun dipendente, un conto B2E (in Sardex) ed attraverso il rilascio di una carta ad esso collegata o direttamente tramite l'App "io pago Sardex", ciascuno ha la possibilità di fare acquisti presso gli aderenti al circuito: supermercati, negozi, associazioni ed anche professionisti come dentisti e avvocati che in numero sempre maggiore hanno aderito al sistema.

Il primo supermercato in Sardex nasce nel 2014



Il 4 agosto del 2014 nasce a Decimomannu "Meglio Sardo", il primo supermercato dove il 70% dei prodotti viene da aziende sarde iscritte al circuito Sardex e dove gli acquisti possono essere effettuati sia in Sardex che in Euro.
Non solo, tutto l'investimento è stato finanziato dal circuito che ne ha permesso la completa realizzazione.
Ma pensate che c'è chi ha organizzato il proprio matrimonio in Sardex, chi ha ridato slancio alla propria professione, chi ha realizzato progetti e sogni che la mancanza di liquidità imbrigliava nel cassetto.
Si tratta di un esempio pratico di come attraverso questo sistema sia possibile valorizzare l' economia locale, per un rilancio del tessuto sociale e per il miglioramento della vita di tutti.


I Sardex idea anticrisi studiata da tutto il mondo



"Il Sardex è un esempio seguito e studiato in tutto il mondo, Bankitalia  invita i fondatori a convegni pubblici e incontri riservati, i commissari Ue li chiamano a Bruxelles per capire come hanno fatto, le Nazioni Unite gli richiedono progetti per lo sviluppo in Africa e America latina". Tratto da: L'Espresso.

"Ha attirato l'attenzione di Commissione europea, Dipartimento di sviluppo delle Nazioni Unite e atenei del calibro di Bocconi, Yale, London School of Economics e Politecnico di Zurigo. L'obiettivo è intensificare la ricerca di innovazione fintech ed esportare il modello Sardex anche sui mercati internazionali". Tratto da: Il Sole 24ore



Per saperne di più:









domenica 14 maggio 2017

Crema fai da te rigenerante per pelli secche, arrossate e soggette ad eczemi


Questa ricetta è realizzata con un ingrediente che ho scoperto da poco e che mi ha dato risultati davvero ottimi.
Si tratta di un olio molto pregiato, l'olivello spinoso, conosciuto per le sue proprietà rigeneranti e per la ricchezza di nutrienti, tanto è vero che è raccomandato per trattare le dermatiti atopiche, l'acne e tutte le irritazioni cutanee (in questo caso è bene utilizzarlo puro, direttamente sulle zone da trattare).
E' perfetto per preparare la pelle al sole e per lenirla dopo l'esposizione.
Il suo costo non è affatto contenuto, ma è un acquisto di cui non mi sono affatto pentita e di certo continuerò ad utilizzarlo.
Di fatto, conti alla mano, questa crema ( 70 g di prodotto) mi costa circa 8 euro; un ottimo rapporto qualità/prezzo, direi che vale decisamente la pena prepararla.

Come realizzare la crema all'olivello spinoso


Gli ingredienti che ho utilizzato sono pochissimi, perché come sapete mi piacciono le soluzioni semplici, ma soprattutto perché si tratta di prodotti di altissima qualità la cui combinazione rende questa crema perfetta senza l'aggiunta di altro.

Ingredienti

30 g di olio di olivello spinoso
40 g di burro di karitè
2 cucchiaini scarsi di amido di mais

Il procedimento oramai lo conoscete, se siete abituali frequentatori del mio blog, si tratta di :

  1. sciogliere a bagnomaria, all'interno di un vasetto di vetro, il burro di karitè;
  2. unire l'amido di mais e mescolare; 
  3. aggiungere l'olio di olivello spinoso continuando a mescolare.
Infine mettete il vasetto nel freezer per qualche minuto e controllate di tanto in tanto.
Appena il composto inizia a rapprendersi, estraetelo e montatelo con le fruste sino a quando diventa morbido, soffice e vellutato.
Attenzione a non farlo indurire troppo, altrimenti non riuscirete a montarlo. In caso questo accada, fatelo sciogliere leggermente a temperatura ambiente.
Riponete in un vasetto di vetro sterilizzato.

Il preparato non contiene acqua per cui si mantiene senza problemi, se tenuto lontano da fonti di calore.
Noterete che poi la mousse che avete ottenuto tenderà a rapprendersi un poco nel tempo ma questo non rappresenta affatto un problema, anzi sarà molto più facile da stendere.

La testimonianza che vi posso dare è che ho utilizzato questa crema su una piccolo eczema che mio figlio ha da mesi su una gamba. La situazione è notevolmente migliorata nel giro di una settimana ed il rossore è completamente scomparso.

La pelle diventa morbida e setosa con poche applicazioni, anche la mia che tende ad essere eccessivamente secca, ha cambiato aspetto in pochi giorni.


Aspetto i vostri commenti, fatemi sapere come vi trovate.

***


giovedì 11 maggio 2017

6 comportamenti tossici che ci impediscono di vivere in pace con noi stessi e con gli altri


Come pensiamo, come agiamo e ci comportiamo quotidianamente hanno un ruolo fondamentale nel determinare il nostro stato d'animo. Spesso, sono solo le abitudini tossiche che mettiamo in campo, per lo più inconsciamente, che sottraggono gioia e serenità alla  nostra vita.

Una volta individuati questi comportamenti possiamo lavorare sulla creazione di nuove abitudini, per incominciare a vivere in modo più pieno ed appagante.
Certo non è facile sradicare in noi modi di agire che si sono cristallizzati nel corso degli anni e con i quali ci identifichiamo senza quasi rendercene conto, ma non dobbiamo stravolgere completamente e subito la nostra vita.
La marchesa Deffand  sosteneva che:

"La distanza non conta: è il primo passo che è difficile"

Proviamo quindi a leggere di che comportamenti si tratta, se non altro per verificare se qualcuno di questi ci appartiene; riconoscerli è già un primo passo.
Siete d'accordo?

6 comportamenti tossici che ci rubano serenità e gioia



1) Confrontare noi stessi con gli altri.  Misurarci continuamente con gli altri è fonte di notevole stress e frustrazione, sia che il confronto risulti positivo che negativo.
E’ importante invece ricordare che ognuno di noi è diverso dall’altro, unico ed irripetibile ed è questa la ricchezza dell’umanità.
Ciascuno di noi è portatore di talenti ed al contempo di limiti e mancanze.
Purtroppo siamo immersi  in una cultura della competizione, figlia un po’ del materialismo che contraddistingue l’epoca moderna, e siamo abituati a ragionare sempre in termini di più e meno:
“ io sono più bravo di …”,
“ lei è meno intelligente di…”,
“io raggiunto questo traguardo qui, lui/lei invece è fermo là”.
E si potrebbe continuare all’infinito.
Di certo le relazioni interpersonali sarebbero meno complicate se dalla logica “quantitativa” si passasse a quella qualitativa, imparando a considerare l’altro come una risorsa in virtù della sua diversità,  piuttosto che un rivale.
L’altro non vale più di noi, ne meno; è semplicemente diverso. Cambia completamente la prospettiva non trovate?

2) Prendere le cose sempre sul personale. Con questa affermazione intendo l’abitudine a riferire azioni, gesti e parole degli altri sempre a noi stessi. Questo, a seconda del tipo di azione o comportamento agito dall’altro, può suscitare in noi rabbia, sconforto, dolore, calo di autostima, sfiducia etc…
Qualche tempo fa ho trovato in rete questa frase, di cui purtroppo non ricordo l’autore:

Quando qualcuno è sgarbato con te o ti tratta male, non prenderla sul personale. Non dice nulla su di te, ma molto su di lui”.

Certo è difficile non farsi coinvolgere quando qualcuno ci urla contro aggredendoci, esprime un giudizio o una critica malevola o ci manca volontariamente di rispetto. In questo caso per me è stato di enorme aiuto pensare questo: le persone felici non attaccano gli altri.
Mi aiuta a mantenermi distaccata dalla situazione, mentre cerco di concentrarmi sulle persone che invece mi apprezzano e che si relazionano con me in maniera empatica ed accogliente. Sono certa che ognuno di noi ne ha incontrate nella vita.

3) Partecipare al conflitto.  Questo non significa che dobbiamo costantemente porgere l’altra guancia, incassare e tenere dentro. Molte persone hanno timore dei conflitti perché li associano ad atti di violenza, anche se solo verbale (altrettanto deleteria di quella fisica).

Siamo abituati ad una modalità di conflitto che ha come finalità quella di affermare  la propria posizione come giusta, il proprio comportamento come corretto, in cui è sempre l’altro ad essere sbagliato.

Quindi per affermare noi stessi e le nostre ragioni, aggrediamo l’altro. Di contro quando una persona si sente violata reagisce a sua volta, facendosi coinvolgere in questa spirale deleteria.
Lo scontro mette in moto energie che solo apparentemente sembrano farci stare bene, perché buttiamo fuori ciò che ci portiamo dentro da troppo tempo.
In realtà questi scoppi di rabbia non fanno altro che debilitarci emotivamente. Si tratta di eventi  che spesso degenerano, in cui perdiamo il rispetto degli altri e quindi anche di noi stessi.
La bella notizia è che questo tipo di conflitto non puo’ sopravvivere se noi non accettiamo di partecipare; se ci rifiutiamo di farci ingurgitare da questa spirale distruttiva.
Il conflitto invece, se ben gestito e vissuto, è sicuramente un’occasione preziosa per fare crescere il rapporto o la relazione.
E' fisiologico che in un rapporto di lavoro, d’amore, d’amicizia si  abbia a che fare con una diversità di vedute, in virtù delle differenze che ci distinguono gli uni dagli altri e che ci rendono così unici.
Incassare e restare in silenzio, ingoiando il rospo, è deleterio tanto quanto attaccare la persona con rabbia e veemenza.
Un buon conflitto è quello in cui ciascuno può restare fedele a se stesso nel momento in cui esprime il suo punto di vista, in cui muove delle osservazioni sul comportamento altrui, in cui spiega l’accaduto dal proprio punto di vista evitando giudizi negativi sull’altro. L’intento non deve essere mai quello di trovare il colpevole e neppure di ricostruire dettagliatamente i fatti, ma di trovare assieme un punto di accordo che tenga conto dei bisogni di entrambi.

4) Rimanere ancorati al passato. Il passato è passato. Non avremo più la possibilità di modificarlo. Nonostante ciò tendiamo a rimanervi aggrappati, a riviverlo. Certo noi siamo fortemente condizionati dagli eventi che abbiamo vissuto e dalle esperienze che abbiamo fatto; ognuno di noi ha affrontato nella vita difficoltà, ostacoli, ciascuno ha incontrato il dolore nelle sue mille sfaccettature.
Nessuno escluso. Ignorare il passato non è certo la soluzione, come non lo è continuare a rivangarlo per giustificare i propri comportamenti o per finire nella spirale del confronto con chi ha sofferto meno, con chi ha avuto di più.
E’ importante invece abbracciare il nostro passato per poi lasciarlo andare.
Ci sono molte tecniche che ci possono aiutare, come la meditazione, l’ecoterapia e tutte le attività che ci riportano nel qui e ora.

5) Vivere il sogno di qualcun altro. Ogni giorno siamo influenzati dalle aspettative degli amici, della famiglia, della società. Spesso è difficile sentire la nostra voce interiore, quella che chiede di essere ascoltata che è portatrice dei nostri desideri più profondi.
L’abbiamo ignorata per tanto tempo che facciamo davvero fatica ad udirla e forse non la comprendiamo nemmeno più.
Ma questa è la nostra vita, il nostro momento di brillare. Troviamo il tempo per chiederci se quello che stiamo facendo è ciò che desideriamo davvero, se abbiamo dei sogni nel cassetto, delle aspirazioni che da troppo tempo teniamo nascoste. Mettiamo le ali ai nostri sogni, facciamoli volare, buttiamoci e viviamo!
E’ importante sognare in grande, avere obiettivi intelligenti e lavorare sodo per realizzarli ma non restiamone ingabbiati. Disegniamo a matita il nostro progetto ed utilizziamo sempre la gomma per adattarlo alle circostanze, agli eventi, alle nuove esperienze.

6) Ricercare la perfezione. La perfezione è un’illusione. Sempre.  Nulla soffoca la creatività e ci nega la possibilità di essere felici quanto la ricerca della perfezione, tanto in noi stessi quanto negli altri. La ricerca della perfezione ci spinge a rifiutare il fallimento, l'errore, la mancanza.
Nessuno di noi potrà di certo negare quanto le esperienze negative e gli insuccessi nella propria vita siano state comunque esperienze fonte di apprendimento e di crescita.
Il fallimento,  non è solo insuccesso, sconfitta, sbandamento ma è un’opportunità per conoscere e conoscersi.
Thomas Edison, l’ inventore della General Electric, disse: “Non ho mai fallito. Ho semplicemente trovato 10.000 modi che non hanno funzionato”.

La vita è una cosa seria ma, allo stesso tempo, siamo qui per divertirci, per imparare, fare errori.
Tutto questo lo facciamo accanto agli altri che sono qui anche loro per trovare la loro strada, proprio come noi.
E allora perché non goderci il viaggio?

Leggi anche:









martedì 9 maggio 2017

Copertine in stoffa fai da te: come personalizzare agende, libri e schedari


Oggi  vi presento un tutorial che cambierà il volto alle vostre agende, ai libri, a diari, raccoglitori, quaderni. 
E' un'ottima idea anche per personalizzare un regalo, rendendolo unico e speciale.

L'idea me l'ha data la mia amica Sonia, che ho conosciuto grazie al blog e con la quale ci scambiamo spesso mail in cui condividiamo idee e progetti. Lei è bravissima ed è per me grande fonte di ispirazione.
Quando mi ha mandato le foto dello schedario che ha personalizzato per suo figlio, che lo utilizzerà per archiviare appunti e foto del suo prossimo viaggio, non ho potuto resistere ed ho subito provato a cimentarmi nell'impresa.

Tengo sempre, appoggiata sul comodino vicino al letto, un'agenda in cui raccolgo pensieri, appunti, sogni, frasi che mi colpiscono particolarmente. Si tratta di un'agenda di quelle che le banche danno in omaggio ai correntisti, anonima e decisamente poco attraente.
L'idea di trasformarla in un oggetto gradevole, esteticamente accattivante mi ha stuzzicata a tale punto da non poter fare altro che mettermi all'opera.
Ho seguito solo in linea generale il tutorial che ha utilizzato Sonia, semplificando il progetto per renderlo più adatto alle mie esigenze.
In questo modo anche chi non è particolarmente esperta di cucito, potrà realizzare la copertina senza troppe difficoltà

Come realizzare una copertina in stoffa per personalizzare agende, diari, quaderni, libri


Cosa vi serve:

-stoffa
-fettuccia
-filo e forbici
-macchina da cucire

Prendete le misure della vostra agenda e riportatele sul pezzo di stoffa, avendo cura di lasciare 1 cm da ogni lato per l'orlo.
Con l'aiuto di una macchina da cucire eseguite l'orlo sui 4 lati.
A questo punto realizzate le due alette in cui verrà infilata la copertina.
Applicate anche la fettuccia (posizionandola al centro del lato superiore) che farà da segna pagina.
Ora posizionate un'altro pezzo di fettuccia, quella con cui chiuderete l'agenda, a metà dell'altezza della copertina che avete realizzato.


Ora con la macchina da cucire fissatela.
Attenzione: fermatevi all'altezza della piegatura dell'ala senza cucire la parte sottostante, altrimenti non riuscirete ad infilare la copertina.


Avete terminato, infilate i lati della copertina all'interno delle alette, posizionate il segna pagina, e con un bel fiocco chiudete.

Questo invece è il raccoglitore realizzato da Sonia, che ha seguito il tutorial che trovate QUI.
Non vi spaventate, è in tedesco ma le immagini illustrano benissimo il procedimento.



Se vi piace l'idea, ma entrambi i procedimenti vi sembrano troppo complicati, oppure non disponete di una macchina da cucire, curiosando su internet ho trovato un facilissimo tutorial che vi permetterà di realizzare bellissime copertine in stoffa senza cucire!
Provate a dare un'occhiata QUI.








sabato 6 maggio 2017

Menù vegetariano per una cena in famiglia



Non siamo una famiglia di vegetariani anche se limitiamo molto il consumo di carne, che acquisto sempre di ottima qualità.
Siamo attenti all'alimentazione senza estremismi; cerco di autoprodurre quanto possibile (pane, pizza, focaccia, dolci), scelgo ingredienti di prima qualità dando la preferenza a quelli di origine biodinamica , ai prodotti freschi e cerco di variare il menù per soddisfare le esigenze di tutti.

In settimana, ho preparato una cena vegetariana mettendo assieme portate che avevo già sperimentato in altre occasioni singolarmente e che erano state accolte con entusiasmo.
Si tratta di un pasto veloce da preparare, che non richiede grandi capacità culinarie 😃.

Primo piatto: risotto porri e patate



Ingredienti per 4 persone:

-350 g di riso (io ho utilizzato il "Basmati")
-900g circa di brodo vegetale
- 1 patata
- 1/2 porro (un pezzetto di circa 
- 1 scalogno
-olio 
-sale, pepe, parmigiano

Tritate lo scalogno e fatelo appassire in una pentola con un poco di olio. 
Nel frattempo tagliate porri e patate a pezzi piuttosto piccoli, ed aggiungeteli allo scalogno. Unite il brodo vegetale, insaporite con un cucchiaino di dado vegetale (io utilizzo il mio autoprodotto).
Fate cuocere, a fuoco basso, per circa 20-30 minuti fino a quando porri e patate sono ben cotti.
Unite poi il riso, aggiustate di sale, aggiungete del pepe se lo gradite e completate la cottura del riso.
Infine, spolverizzate con del parmigiano e servite!

Secondo e contorno:  mini frittatine  e carciofi gratinati



Ingredienti per le mini frittatine:

-400g di zucchine
-2 uova medie
-20 g di parmigiano grattugiato
-80 g di ricotta
-sale, pepe, noce moscata


Pulite le zucchine e tagliatele a pezzettini piccoli. Versate dell'olio in una padella antiaderente, unite le zucchine, uno spicchio di aglio, sale, pepe e fate cuocere a fiamma bassa.
Fate raffreddare e frullate con un mixer.
Montate a neve ferma gli albumi.
Mescolate i tuorli alle zucchine, aggiungete la ricotta, il parmigiano ed un pizzico di noce moscata, aggiustate di sale.
Alla fine incorporate delicatamente gli albumi.
Versate il composto in pirottini di alluminio precedentemente unti con dell' olio e spolverizzati con un poco di pane grattugiato, fate cuocere in forno caldo a 180°  per 20/30 minuti.
Lasciate intiepidire ed estraete dallo stampo.

Leggi anche: tortini di spinaci

Ingredienti per i carciofi gratinati:

- 5 carciofi
- 5 cucchiai di pecorino
- 40 g circa di pangrattato
- prezzemolo
- olio, sale e pepe

Tagliate le foglie più esterne dei carciofi, eliminate il gambe e le punte. Lavateli e passateli con del limone per evitare che diventino neri.
Mettete a bollire dell'acqua, unite del sale e versate i carciofi. Lasciateli bollire sino a che diventano teneri ma non sfatti. 
Nel frattempo unite al pangrattato il pecorino, il prezzemolo tritato, il sale, il pepe e tanto olio quanto basta a bagnare completamente il composto.
Scolate il carciofi, fateli intiepidire e tagliateli a fettine.
Posizionate i carciofi in una pirofila ricoperta di carta da forno, salateli e cospargeteli con il composto di pane preparato in precedenza.
Mettete a gratinare in forno a 180° sino a doratura.

Il dolce: torta leggera senza latte e uova (vegana)



Ingredienti

-330 g di acqua
-300 g di farina per dolci
-130 g di zucchero 
-1 bustina di lievito per dolci
-80 g di olio di semi
-1 baccello di vaniglia


Con una frusta mescolate l'acqua e lo zucchero sino a farlo sciogliere. Aprite il baccello di vaniglia, prelevate i semini ed aggiungeteli all'acqua zuccherata.
Sempre mescolando unite poi l'olio, la farina (a cui avrete in precedenza unito il lievito) e continuate a sbattere con la frusta (meglio quella elettrica)  in maniera vigorosa, in modo che non si formino grumi.
Versate l'impasto in uno stampo da 24 cm rivestito con carta da forno e cuocete  a 180° per 50 minuti circa (fino a doratura).
Quando la torta è fredda cospargete con zucchero a velo.

Questa foto immortala l'ultimo pezzo di torta, che nel pomeriggio del giorno successivo a quello in cui l'ho realizzata era quasi terminata!!! Sono riuscita a fare la foto per un puro colpo di fortuna...😜.





lunedì 1 maggio 2017

Vizi e virtu' della candeggina e sue alternative naturali



La candeggina viene utilizzata per le sue virtù smacchianti ed igienizzanti. Non tutti sanno però che c'e' candeggina e candeggina.
Dobbiamo infatti distinguere la "candeggina comune", definita comunemente anche "varechina", dalla "candeggina delicata".

La candeggina comune o varechina contiene ipoclorito di sodio, un composto altamente inquinante. Premesso questo, nulla da dire sulle sue proprietà: è un potente igienizzante ed un formidabile sbiancante su ogni tipo di macchia anche a basse temperature.

Molti la utilizzano diluita in acqua per trattare i capi molto sporchi o macchiati e per le pulizie di casa, nell'intento di liberarla dalla presenza di fantomatici virus e batteri. Si tratta di timori e paure per lo più infondate ed ingiustificate, alimentate soprattutto dalla pubblicità martellante allo scopo di vendere prodotti.

Di certo l'uso della varechina per le pulizie di casa è alquanto discutibile. In ambiente domestico una pulizia con un normale detergente a base di tensioattivi ( va benissimo anche un buon detersivo per i piatti), acqua calda e magari l'aggiunta di un cucchiaio di soda Solvay è più che sufficiente per garantire un' igiene profonda e del tutto sicura.
Ci preoccupiamo tanto di batteri e germi, quanto trascuriamo completamente la tossicità dei detergenti con cui puliamo la nostra casa e che sono dannosi tanto per l'ambiente, quanto per la nostra salute.

Perchè dire no alla candeggina comune (varechina)


Innanzitutto perché è molto inquinante. Se non riuscite a farne a meno, lasciatela almeno svaporare qualche ora dopo averla utilizzata, prima di buttarla nello scarico, poichè in questo modo il suo impatto ambientale si riduce.

Si tratta di una sostanza altamente irritante che va maneggiata con precauzione, opportunamente diluita e possibilmente non mescolata ad altri detergenti domestici in particolare ammoniaca, acido muriatico e sostanze acide, come l'aceto, in quanto genera gas tossici.
Tenete presente che queste sostanze sono spesso presenti anche dove non pensate. Ad esempio tra gli ingredienti di molti detergenti per pulire i vetri, prodotti per il wc, alcuni detersivi piatti. E ricordate che la legge europea non obbliga i produttori a riportare la lista degli ingredienti in etichetta, anche se questi possono essere rintracciati sul sito web del fornitore.
Secondo una statistica dell'Istituto Superiore di Sanità, si contano ogni anno 10 mila avvelenamenti da prodotti domestici.
Per cui, se proprio decidete di fare uso di candeggina comune, non mescolatela mai ad altri detersivi.

La varechina inoltre reagisce con determinati materiali danneggiandoli. Un tipico esempio sono gli oggetti metallici (ad esempio la rubinetteria), che vengono ossidati se lasciati a contatto con la sostanza senza essere subito risciacquati.

Valide alternative naturali alla candeggina


La candeggina delicata che trovate in commercio, a differenza di quella comune o varechina, è a base di acqua ossigenata, questo significa che si scinde in ossigeno ed acqua, per cui è del tutto innocua per l'ambiente e per la nostra salute.
Potete trovarla in commercio addizionata di tensioattivi e profumi sintetici, oppure potete scegliere di prepararla in casa. Il procedimento è davvero semplice,  trovate la ricetta QUI
Da ottimi risultati sul bucato ed è perfetta per le pulizie domestiche, se si seguono alcune semplici ma determinanti indicazioni, che ho dettagliatamente descritto nel mio e-book "Pulire facile, tecniche e strategie per una casa naturalmente pulita".

Anche il percarbonato deve la sua efficacia all'azione dell'ossigeno, infatti come sostiene il chimico Fabrizio Zago, altro non è che acqua ossigenata cristallizzata in sodio carbonato. Ad una certa temperatura l'ossigeno si libera sbiancando ed igienizzando perfettamente i tessuti senza impatti sull'ambiente.
Potete aggiungerne due cucchiai da minestra nella vaschetta insieme al detersivo per bucato, oppure direttamente nel cestello della lavatrice all'interno della pallina dosatrice.
E' possibile aggiungerne mezzo cucchiaino alla polvere per la lavastoviglie se avete esigenza di igienizzarle.
Il percarbonato svolge al meglio la sua azione solo a temperature superiori ai 40°, mentre la candeggina delicata è attiva già a 30°. Questo è un particolare che dovete sempre tenere in considerazione.

Per il  bucato in lavatrice più la temperatura è alta, maggiore è l'azione sbiancante del percarbonato (se questo è puro e non è addizionato con TAED che è un attivatore). Se volete sbiancare i capi senza impiegare temperature troppo elevate, potete provare come faccio io, lasciando in ammollo i capi in acqua calda e percarbonato per qualche ora e solo dopo passarli in lavatrice. I lunghi tempi di ammollo fanno si che anche senza raggiungere temperature troppo elevate, il percarbonato sbianchi alla perfezione.

E voi, quale candeggina utilizzate?


Percarbonato Sbiancante - Busta
Sbianca e igenizza in lavatrice e a mano
€ 4.9

La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)