giovedì 29 marzo 2012

Una serata diversa dal solito




Una mia amica ha organizzato una conferenza sul buddismo e mi ha invitata.
Spinta dalla curiosità ho deciso di partecipare, visto che non conosco, se non a grandi linee, l’argomento.
Questo quanto è stato narrato (nelle sue linee generali):



 Il Buddha storico Sakyamuni, nacque circa 2560 anni fa nel nord dell’India.
Dopo una lunga ricerca,riconobbe in profonda meditazione la natura della mente, raggiungendo così l’illuminazione.
Contrariamente a quanto pensavo, il Buddha faceva parte della casta dei guerrieri e non di quella sacerdotale, da ciò ne consegue che il buddismo non sorge come movimento religioso, ma come via per il raggiungimento della felicità.
Fondamentalmente, ha riferito il relatore, il buddismo nasce da una domanda, quella che tutti rivolgevano al Buddha:

“come faccio io a diventare come te?”
.
Gli insegnamenti furono poi strasmessi in India per 1500 anni e successivamente i in Tibet per altri mille anni.
Tutte le scuole sono accomunate dalla pratica meditativa.

Nel buddismo meditazione significa: restare senza sforzo in ciò che è.

Questo stato può essere ottenuto calmando e focalizzando la mente, realizzando compassione e saggezza oppure identificandosi con la propria natura di Buddha.
Attraverso lo stato di concentrazione spontanea che si raggiunge focalizzando l’attenzione su un determinato oggetto o immagine, prestando attenzione alla propria respirazione, è possibile agire direttamente sulla nostra mente.
Questo ci permette innanzitutto ,di prendere coscienza di questa mente-pappagallo, che continuamente discute con se stessa, che ci fa rivivere all’infinito situazioni del passato, che è anche  capace di immaginarsi gli avvenimenti che devono ancora accadere, distorcendoli con l’ansia e la paura.
In questo modo le energie nervose si consumano, l’essere si logora, perdiamo fiducia in noi stessi, e l’energia vitale che dovremmo adoperare per progredire nella vita, viene dispersa inutilmente.
Se abbiamo una preoccupazione, la mente disordinata vi si attacca e via via la dilata, la amplia fino a renderla più importante di quello che è. In tale modo la mente alimenta incessantemente la sofferenza nutrendola col pessimismo e il timore del peggio.
Il dominio sul movimento disordinato della mente invece, ci permette a poco a poco di raggiungere la quiete interiore.
Inoltre, mentre indirizziamo i pensieri nella direzione opposta, facciamo sì che la mente si trasformi in uno strumento meraviglioso per agire efficacemente sulla vita.

Oggi sono molte le tecniche ed i metodi che si rifanno a queste tradizioni orientali, proponendo tecniche e pratiche di rilassamento e concentrazione.
Ci sono anche numerosi studi scientifici che ne dimostrano gli effetti positivi che si esprimono in un profondo senso di benessere e di salute fisica e mentale.
Riduzione dello stress, dell’abuso di alcool e tabacco, emicrania, ansia, ma anche aumento della capacità di concentrazione e di memoria sono solo alcuni dei benefici che sono stati riscontrati.

Sinceramente non pratico la meditazione regolarmente.
Devo dire però che, in periodi particolarmente difficili ed intensi, l’essermi ritagliata dei momenti da dedicare al rilassamento ed alla focalizzazione dell’attenzione, mi ha aiutato a distaccarmi da pensieri che prendevano il sopravvento e non mi permettevano
di guardare con chiarezza alle situazioni difficili che stavo vivendo.



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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)