lunedì 26 marzo 2012

Il bambino piccolo




Che cosa è veramente necessario per la formazione del suo essere?

“Tutti quei genitori o insegnanti che considerano il bambino tanto plastico da credere di poterlo formare soltanto mediante continue impressioni esterne, non sono ancora arrivati a capire la vera natura della psiche.
La psiche può essere paragonata ad una pianta, non ad un blocco di argilla.
L’argilla infatti non può crescere e prende forma unicamente dall’esterno.
Una pianta invece riceve la sua forma da dentro e precisamente dalle sue forze di crescita interiori.”
( da: Arnold Gesell, Il bambino dai 5 ai 10 anni)
Se ci pensiamo il bambino nei primissimi anni di vita, in condizioni di assoluta Dipendenza dalla figura adulta, acquisisce tre importantissime  facoltà umane: il camminare, il parlare ed il pensare.
Si tratta di facoltà che trovano il loro fondamento nella natura specifica dell’uomo, che sono presenti in latenza sin dalla nascita e che maturano grazie a impulsi interiori dell’organismo.
Ebbene il bambino apprende tutto ciò in uno stadio del suo sviluppo in cui è materialmente più impotente di qualunque animale della stessa età.
Secondo Steiner,  il camminare non è soltanto un modo di procedere, bensì  qualcosa di più, ovvero un processo motorio molto complesso che permette di trovare una posizione di equilibrio nello spazio del mondo,così come il parlare non è solo un modo di esprimersi oralmente, ma  permette la comprensione reciproca e quindi di interagire con gli altri.
Il pensare infine è un processo del tutto spirituale, che si forma sulla base dello sviluppo della lingua.
Camminare, parlare e pensare derivano l’uno dall’altro.
Gesti e movimenti si ripercuotono sulla formazione del centro del linguaggio situata nel cervello e su tutta l’organizzazione del capo.
In relazione a ciò per l’educatore valgono tre principi inderogabili, ovvero: 

“l’assistenza che prestiamo al bambino quando impara a camminare sia intrisa di amore;  che la nostra attenzione sia rivolta alla verità quando impara a parlare, ed infine non creiamo confusione nella sua vita a causa di ordini dati senza riflettere, quindi che ci sia chiarezza nel nostro pensare”
(da: Carlgren e Klingborg, Educare alla libertà)

Il bambino, soprattutto nei primi sette anni è completamente organo si senso.
In altre parole, nel bambino è esteso in tutto l’organismo, quel che nell’adulto è localizzato nei sensi.
Nel bambino infatti non vi è separazione tra anima, corpo e spirito e tutto ciò che opera dall’esterno viene interiormente riprodotto.
Questo significa che il bambino non è ricettivo solo per gli influssi fisici che lo circondano, ma lo è anche per quelli morali,specialmente per l’influsso dei pensieri.
Per questo motivo è importante che noi educatori e genitori prestiamo molta cura alla qualità dei nostri pensieri e sentimenti, oltre che alle nostre parole e azioni, poiché  è proprio sulla base di tutto questo che il bambino plasma il proprio essere.
Un ruolo chiave gioca anche l’ambiente fisico di vita del bambino.
Quest’ultimo dovrebbe essere tutelato da un eccesso di rumori, di stimoli, protetto da un uso eccessivo di computer e tv e dalla presenza ingombrante di un numero esorbitante di giocattoli.
Altri oggetti sono atti a stimolare la fantasia e la creatività del bambino come ad esempio:  
pennarelli, carta, matite colorate, qualche libro, pezzetti di legno, stoffe variopinte, pasta di sale, lana cardata, sassi, conchiglie che sono spesso sufficienti ad intrattenere il bambino per diverso tempo.
Particolare rilievo all’alimentazione, che dovrebbe essere il più possibile naturale.
Si tratta di preparare i cibi con amore e di usare, per quanto possibile, i doni di una terra sana e i prodotti dei ritmi stagionali.
Infine perché i nostri bambini possano crescere sani, devono poter avere i loro ritmi regolari.
Questo si traduce nel cercare di mantenere costanti gli orari del risveglio, della nanna, dei pasti, e nel fari sì che alcuni avvenimenti si ripetano in maniera costante nella giornata, sia che si tratti del  lavoro della mamma, del cucinare, del momento
della favola, della preghierina prima di andare a dormire.
Ebbene tutto questo è come una medicina per l’anima del bambino, e forma basi importanti per un futuro rapporto armonico di anima e corpo.










4 commenti:

  1. Bellissimo questo post! non conosco la pedagogia steineriana e sono contenta di informarmi attraverso il tuo blog!
    Samanta

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  2. Sono proprio contenta! grazie mille

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  3. ...a questo punto non vedo l'ora di leggere altri post!!!
    Aspetto!
    Paola

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  4. grazie ...non tarderanno ad arrivare!
    a presto

    RispondiElimina

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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)