lunedì 9 aprile 2012

Uomini: padri



Oggi viviamo un momento storico in cui coscientemente cerchiamo di liberarci sempre più dal vincolo delle situazioni e delle nozioni costituite: l’appartenenza ad una specifica razza, classe sociale, famiglia o sesso non sono più criteri che
giustificano un modello di comportamento.

In particolare le donne, hanno già iniziato nel secolo scorso a difendersi dal ruolo che la società aveva assegnato loro in virtù della differenza sessuale.
Per quanto riguarda la paternità e la maternità, se poniamo il bambino al centro del nostro interesse, allora diverrà chiaro che l’essere padre o madre, non è legato all’accettazione di un ruolo sessualmente determinato, quanto dalla capacità di esprimere quelle qualità umane di cui il bambino ha bisogno per crescere.
La rivoluzione generazionale degli anni 70, ha definitivamente messo in crisi l’autoritarismo sia nella famiglia, che nelle istituzioni; è pertanto necessario stabilire ora un nuovo ‘principio paterno’, trovare altri modelli e forme di  relazione.
Tendenza e compito istintivo del padre è quello di provvedere alla sicurezza e protezione della sua famiglia, ma oggi i giovani papà, sempre più consapevoli dell’importanza del loro ruolo, sperimentano la possibilità di pren dersi cura
del bambino sin da subito, nelle prime cure quotidiane, senza aspettare la soglia  dei 2 o 3 anni. 

Se l’uomo vive questo ruolo serenamente, può custodire e prendersi cura del bambino del bambino con la stessa intimità e sensibilità della madre.
Questo non significa che occorre femminilizzarsi, ma i nuovi papà possono occuparsi del bambino pur restando uomini e padri.
In tutto ciò gioca un ruolo fondamentale la figura materna, per la quale non è sempre facile lasciare questo spazio al padre, specie se essa stessa desidera un rapporto esclusivo e totale con il proprio figlio.
Anche se la famiglia cambia  e si modificano i ruoli genitoriali, padre e madre, continuano a svolgere due funzioni distinte nello sviluppo psico-affettivo del bambino.
Se la figura materna risulta centrale nei primi anni di vita, per la dedizione e l’attenzione ai bisogni del bambino, il padre diviene determinante negli anni successivi; egli con la sua capacità di proteggere e sostenere, aiuterà il bambino a staccarsi emotivamente e psicologicamente dalla madre, e guiderà i suoi  passi favorendo una progressiva individualizzazione e  autonomia.
Lo accompagnerà verso il mondo esterno con i suoi principi e le sue regole.

Quindi chi è un buon padre oggi?

Un uomo che è capace di mettersi in discussione, riflettere su se stesso ed ascoltarsi.
Un uomo che è in grado di modificarsi per rispondere alle diverse esigenze del figlio nel corso del suo sviluppo, che ha dei dubbi ma che è disposto a cercare delle risposte senza farsi prendere dall’ansia e senza mai rinunciare alle sue responsabilità.


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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)