lunedì 24 ottobre 2016

Quanto siamo adulti noi genitori?



Quest'anno mio figlio minore frequenta la II elementare. La scorsa settimana ho partecipato alla prima riunione di classe e ne sono uscita con tanti pensieri in testa.

I maestri affermano che in classe, nei momenti di pausa dalle lezioni, i bambini chiedono spesso di poter ascoltare brani musicali. I maestri acconsentono volentieri, ma quest'anno le proposte mosse dagli alunni li hanno lasciati un po' interdetti:  brani, di "noti" rapper decisamente non adatti alla loro età, in particolare per il lessico ed i contenuti.
I bambini dimostrano di conoscere a memoria i testi, che canticchiano di tanto in tanto.


I maestri consigliano ai genitori di selezionare maggiormente la qualità della musica, dei programmi televisivi e di regolare opportunamente l'accesso a tutti gli apparecchi tecnologici. Ciò che mi ha lasciato senza parole, è che gli stessi genitori poi si lamentano con i maestri, per il lessico ed il modo di esprimersi dei loro figli, ed accusano di questo la scuola; in particolare, il contatto con i bambini più grandi, durante la ricreazione, favorirebbe, a loro avviso, l'apprendimento di "parolacce" e atteggiamenti poco educati.

Se partiamo dal presupposto che un adulto è qualcuno che prova ad assumersi le conseguenze dei suoi atti e delle sue parole, sorge in me spontanea la domanda: ma dove sono questi adulti?

L'impressione è che i genitori di oggi si pongano come obiettivo principale quello di essere amati dai loro figli, per questo motivo hanno una grande difficoltà a dire di NO, a porre loro dei limiti. 
La supervisione sui programmi televisivi, l'accesso a internet, social e quant'altro è solo uno degli ambiti in cui i limiti vengono a mancare.

Il Prof. Massimo Recalcati, psicolanalista, autore di numerosi saggi sulla genitorialità, sostiene che oggi  è difficile in una famiglia dire NO, e fare vivere l'esperienza del limite, poichè siamo immersi in una cultura dell'effimero, che alimenta in ogni modo l'illusione che tutto sia possibile.

Se vogliamo preservare i nostri figli, dobbiamo però imparare a dire dei NO, che siano dei NO.

Perchè, solo se nella vita abbiamo fatto l'esperienza del NO, della regola che non puo' essere infranta, del limite che non si puo' superare, allora il SI avrà un valore del tutto diverso in quanto generatore di gioia e desiderio.
Proprio quel desiderio di vita che manca tanto oggi nei giovani, colpiti in maniera grave e diffusa, da sintomi depressivi di vario genere.
Un NO detto con razionalità e coerenza aiuta il bambino a rafforzare la propria personalità, a passare un'infanzia serena, a sentirsi più amato dai genitori. 

Durante un allenamento di calcio  del più grande dei miei figli, una mamma tutta trafelata, entra in campo e preleva il suo bambino, prima della fine della sessione, perchè  deve accompagnarlo a lezione di musica.
Il figlio molla tutto, corre a fare la doccia, ed in un batter d'occhi è fuori dagli spogliatoi, pronto per l'impegno successivo.
La madre afferma che quest'anno oltre ai 2 allenamenti di calcio, alla partita domenicale, al corso di nuoto del sabato, ci sono anche due sedute di musica. D'altronde, mi risponde, ci tiene a fare tutto e come genitori lo assecondiamo, finché resiste.

Dire di NO non è mai facile, un genitore non gode mai nel dire un NO al figlio, perchè perde amabilità nei suoi confronti. Attenzione però, perchè quel NO, è detto unicamente per salvaguardare il benessere dei nostri figli, è sempre un NO che porta con sé un mondo d'amore. Ed i bambini questo amore lo percepiscono;  hanno bisogno di sentirsi sorretti, protetti e custoditi. Non possiamo demandare ai nostri figli la responsabilità di prendere le giuste decisioni, riguardo ciò che è meglio per loro, quello è compito da adulti.

L'equilibrio da stabilire è sempre lo stesso; tra permissivismo ed eccesso di severità. Il buon genitore è sempre colui che sa di non essere perfetto, di avere delle mancanze, ma è capace di stabilire poche regole, ben chiare.
E' anche colui che sa ascoltare suo figlio e quindi fare le dovute eccezioni alle regole.

Ai genitori non si chiede di incarnare un ideale di vita perfetto, ma di essere coerenti,  di dare peso alla loro parola e soprattutto di assumersi le conseguenze dei loro atti.

Chissà se noi genitori siamo disposti a crescere?





2 commenti:

  1. Ciao, guarda caso, proprio oggi ho letto questo post su Facebook https://www.facebook.com/silvana.demari.5/posts/1776729659241514?pnref=story

    Purtroppo oggi si è passati all'estremo opposto, e così si rischia di crescere figli molli e incapaci di affrontare la vita.

    Grazie per questo post di riflessione.
    Ciao
    Chiara

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