mercoledì 31 ottobre 2012

Meglio sposati o separati/single?


Il matrimonio è un compromesso?
Chi non è in grado di accettare compromessi non è fatto per il matrimonio?
Meglio soli perchè la libertà non ha prezzo?

Un uomo sposato afferma: "mia moglie è un'ottima madre ma non lo è altrettanto come donna e amante".

Una donna separata sostiene: " non ho nessuna intenzione di perdere di nuovo me stessa per servire e compiacere un uomo, preferisco la solitudine, anche se non è sempre facile..."

Queste che ho riportato sono alcune affermazioni e domande tratte da 'discorsi' captati tra amiche, tra colleghi etc, ma corrispondono anche a diffusi luoghi comuni.

Voi cosa ne pensate?
Avete voglia di condividere?


11 commenti:

  1. ciao io sono fortunata. Non mi faccio tante paranoie ed accetto mio marito con i suoi pregi e difetti (lui fa anche di più perchè io sono una vera iena ... così dice mia mamma) e mi godo ogni giorno senza farmi troppo problemi.
    sono felice e fortunata perchè dovrei rovinare tutto andando a cavillare su cose che poi alla fine non sono così importanti?
    Questo è il mio pensiero, però visto quello che sento in giro anche io mi pare che non sia molto condiviso.
    e tu come la pensi?

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    1. Come diceva Diotima a Socrate nel Simposio di Platone: dapprima ci si innamora del corpo dell'altro, poi si ama il calore della sua anima, poi la luce del suo spirito...
      L'innamoramento avviene spontaneamente; l'amore va coltivato innanzitutto dentro di sè.
      Non mi piace la parola compromesso...
      Credo che il presupposto per un buon matrimonio sia l'attenzione verso l'altro, l'apertura, ma soprattutto significa fare sì che l'altro non diventi strumento del nostro egoismo ma il fine del nostro amore.
      Infine, amo l'altro quando amo la mia libertà non meno della sua: l'amore non è un diritto e non è un dovere, non è un diritto perchè chi accampa diritti non ama, non è un dovere perchè è un dono del tutto gratuito

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  2. Io sono contenta di essere sposata.
    Mi sembra una grande avventura e ogni giorno mi impegno ad amare di più e meglio.
    Non credo sarei più felice da single, sto bene con lui, mi mancherebbe troppo.

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    1. sono proprio daccordo con te è una grande avventura, certo non facile, che riseva pure delle sorprese, dei momenti di crisi, delle difficoltà, ma ne vale davvero la pena...!
      capisco anche che convinvendo ci si possa rendere conto che l'altra persona non è adatta a noi e ritengo lecita a questo punto la separazione...è anche vero che un rapporto andato 'male' non significa che si debba passare la vita in solitudine....

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  3. Io vorrei proprio sposarmi... O almeno convivere! Credo che dipenda molto dal carattere di entrambi, comunque....

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    1. eh sì certo il carattere ha il suo bel peso...

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  4. io sono stata singleton per molto anni della mia vita,ora convivo ed ho una bellissima bimba.non è sempre facile la convivenza perché devi fare i conti in due e i caratteri a volte cozzano.i miei anni da sola me li sono goditi,e non ho mai sofferto di solitudine,anzi ci stavo dentro proprio bene.ma quello che ho ora è imparagonabile.a volte ti viene da dire che da sola sarebbe più facile ma sono più le volte che apprezzi ciò che hai perché hai il cuore pieno di amore.

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    1. .....io sono sposata da talmente tanto tempo che non ricordo neppure più cosa significa vita da single....ihihihihihih

      per questo la tua testimonianza è davvero molto gradita!!
      grazie

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  5. Ho letto solo stamane l'articolo.
    Dunque, per rispondere alla domanda ne pongo io una: chi si lamenta, si è mai innamorato?
    E che rapporto ha con sé stesso/a?
    Sembrerà una cosa strana, ma se non sei in grado di amare te stesso/a, di apprezzarti, di supportarti (e anche darti una strigliata quando ritieni che possa servire) inizi a "dipendere" dall'altro/a e ad affidargli interamente la tua felicità.
    Il ché è egoismo: non potrei affidare interamente la mia felicità a mio marito, lo amo e voglio che sia felice ma per poter far sì che lo sia, è giusto che io stessa lo sia (e lui di rimando) solo se siamo in grado di stare bene con noi stessi possiamo stare bene con gli altri.
    Se si è felici da soli, quando ci si innamora (la base di un buon legame, indipendentemente da sesso/età/nazionalità/eccetera è l'amore, quello vero, quello sincero, quello che ti investe e ti devasta, che ti fa mettere tutta te stessa in discussione e ti fa dire Ok, mettiamo ciò che siamo stati da soli sul tavolo, e vediamo insieme fin dove riusciamo ad arrivare) si diventa potenti.
    Si diventa una forza della natura, perché essendo forti e amorevoli da soli, si è forti e amorevoli con lui/lei e quindi ci si supporta a vicenda.
    E se questo manca, si può sempre ottenere insieme.
    Se c'è amore, c'è tutto ciò che occorre.
    Ogni coppia poi è a sé stante: ci sono i poligami, i monogami, gli indecisi, quelli che si sposano perché ci si aspetta che ciò avvenga, chi non crede nell'amore come base ma nell'amicizia per un matrimonio (perché come molti negli ultimi secoli hanno associato il sesso ad un impulso carnale e l'amore solo all'aspetto platonico e bardico del cuore umano, cavolata colossale visto che sesso e amore sono una cosa sola e se vivi bene l'amore impari a vivere bene il sesso con la controparte e viceversa).
    Una cosa è certa: come hanno già scritto, se l'amore è nel tuo cuore, lo riversi ovunque compreso il tuo matrimonio.
    E tendi naturalmente a creare una barriera protettiva per proteggerlo da terzi.
    I terzi non sono desiderosi di rovinarti la vita perché sono stronzi di natura (anche se potrebbe sembrare) ma anelano al legame che unisce te e la tua controparte d'amore, e quindi cercano di infilarsi in mezzo.
    In quei casi, una mano sulla spalla, un sorriso gentile e un "Vai a trovare la tua felicità altrove, qui non c'è posto per te."

    Questa è parte della mia esperienza matrimoniale di quasi una decade (a gennaio sono 10 anni) e madre (di un draghetto di 18 mesi e mezzo)

    Spero di essere stata esaustiva

    Saluti e buona vita

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    1. Salve Silvana, molto bello ciò che hai condiviso. Hai proprio ragione l'amore verso se stessi è il presupposto per amare il prossimo. Se manca questo manca tutto. Solo amando noi stessi possiamo amare anche l'altro nella sua diversità, solo in questo modo possiamo conoscere le sue vere esigenze, il modo in cui lui desidera essere amato, che non è necessariamente uguale al nostro. Amare l'altro vuole dire avere a cuore la sua libertà, lasciargli la possibilità di esprimere se stesso, di realizzarsi perchè comunque in ogni caso la sua felicità sarà sempre anche la nostra, quando la condivisione è vera e profonda.
      Grazie per il tuo commento, un caloroso abbraccio a te e alla tua famiglia.


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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)