martedì 15 luglio 2014

AUTISMO: UN PROGETTO PILOTA NEL MONTEFELTRO

                                                                   foto dal web


Oggi vi presento la psicologa, Dott.ssa Daniela Mainardi, ideatrice di un  progetto che desidero sostenere,


Il soggiorno è un progetto pilota, pensato per le famiglie con bimbi autistici, che desiderano concedersi una vacanza. Sarà possibile trascorrere nel verde un fine settimana all'insegna del benessere e della formazione; infatti durante il week end i genitori avranno la possibilità, se lo desiderano, di frequentare  4 seminari dedicati all'autismo ed al benessere della coppia, tenuti da due psicoterapeuti specializzati.

Educatori qualificati  si prenderanno cura dei bambini, in modo da permettere ai genitori, di ritrovare tempo per loro stessi, da dedicare alla scoperta del territorio, al relax presso le terme o alla frequentazione di laboratori esperienziali.( VEDI QUI TUTTE LE PROPOSTE)

Ho chiesto alla Dott.ssa Mainardi, psicologa con una lunga esperienza come educatrice speciale, di parlarmi dell'autismo. Ne è nata questa bella intervista:

Che cosa è l'autismo?

La sindrome autistica è una realtà clinica che coinvolge tre sfere del comportamento: la relazione sociale, la comunicazione e gli interessi.

Quali sono i "sintomi"?

L’assenza di reciprocità nella relazione è il vero campanello d’allarme dell’autismo. Per un genitore non è facile accorgersi che il bambino non lo guarda negli occhi, non lo imita, non lo cerca e non risponde adeguatamente a quei giochi tanto piacevoli quali: “Come fa il gufo?”, “Cosa c’è qui?”.
Lo sguardo del bambino autistico sembra vuoto, lontano: l’espressione delle emozioni di gioia, piacere, sorpresa o collera è assente, mentre l’angoscia è espressa più frequentemente.
La persona autistica ha inoltre delle difficoltà nella comunicazione in modo particolare nella produzione del linguaggio.
A volte questa capacità è del tutto assente, in alcuni casi si  limita alla “ripetizione a pappagallo” della parola pronunciata dall’ interlocutore. 
Quando  impara a parlare, le frasi prodotte sono semplici e ciò che colpisce è l’assenza di espressività o prosodia.
Per aiutare le persone autistiche a capirci occorre fare richieste semplici e avviare conversazioni che fanno riferimento ad oggetti concreti.

Quando si ha a che fare con una persona autistica occorre tenere presente la sua particolare sensibilità sensoriale: potrebbe non rispondere quando viene chiamato per nome, perché è catturato dal rumore dell’acqua che scorre da una fontana o dall’ aspirapolvere.
Capita che si spaventino ad esempio per la comparsa di rumori improvvisi e che mostrino grande interesse per la forma di oggetti particolari. 
Anche  le richieste alimentari spesso sono ben precise: si parla infatti di selettività, intesa come esclusivo interesse verso alcuni specifici cibi, con sapori  o forme che attirano la loro attenzione, senza troppi condimenti e serviti magari in piatti di un certo colore.

Ed i loro interessi? 

La gamma degli interessi delle persone autistiche è molto ristretta e tende alla ripetitività ed alla stereotipia: far ruotare incessantemente un sassolino sul palmo della mano, far girare la ruota di una macchinina, ascoltare il suono di un oggetto, toccare le superfici ruvide, ecc. 
Sebbene questi interessi assumano le sembianze di rituali automatici (ed in gran parte lo sono), l’esperienza mi ha insegnato che a volte possono evolvere in comportamenti più complessi e motivati!
Ricordo infatti un ragazzino con deficit molto gravi che amava trascorrere il tempo a strappare la carta, ma non fogli qualsiasi, bensì le pagine dei libri!
Nel giro di pochi anni quel ragazzino stava letteralmente decimando la biblioteca di casa. Per salvare  i testi rimasti, i genitori misero un lucchetto alle ante a vetro della libreria. Tuttavia, inaspettatamente, ovunque i genitori nascondessero la chiave, in poco tempo il bambino la trovava. Prendeva poi una sedia, vi si arrampicava, apriva il lucchetto e sceglieva il volume. Per non farsi scoprire, il bambino aveva anche imparato a nascondere i pezzi di carta strappata sotto il divano. Quando si dice la motivazione….


Autismo e livello intellettivo: ci dici due parole?

I film famosi come “Rain Man” e “Forrest Gump” possono dare una idea delle straordinarie capacità selettive possedute da alcune persone autistiche.
Tuttavia ricerche epidemiologiche del 2000 dimostrano che solo 1 persona autistica su 4 presenta un quoziente intellettivo nella norma (QI = 70 o maggiore di 70); al contrario due terzi della popolazione autistica sviluppa una insufficienza intellettiva moderata o grave (QI inferiore a 50). 
Come dimostrano le storie dei film sopra citati, le persone autistiche con un livello intellettivo adeguato continuano ad avere difficoltà nella relazione con gli altri nonostante alcuni di loro, rivelino doti cognitive sorprendenti: capacità di calcolo e di memorizzazione ( ad esempio sanno individuare il giorno della settimana di una data remota o futura) ed uno straordinario talento nel disegno o nella musica.

Personalmente ricordo numerose e clamorose sconfitte al gioco del “Memory” con i bambini autistici che seguivo nel pomeriggio. Adoravo le torri di cubi che un ragazzo autistico costruiva incessantemente e con entusiasmo in un centro diurno. 
Soprattutto ricordo commossa il giorno in cui una ragazza autistica è riuscita finalmente a prendere con le mani la palla che le avevo appena lanciato e a rilanciarmela a sua volta subito dopo!
Erano passati quasi due anni dal primo tentativo.


Ringrazio la Dott.ssa Mainardi per la sua disponibilità e invito tutti a visitare il sito.

La Dott.ssa Mainardi è  inoltre disponibile  ad organizzare soggiorni per tutte le famiglie che vogliano concedersi un periodo di relax!
Potete contattarla a questo indirizzo mail:     danimaina74@gmail.com




2 commenti:

  1. Bella intervista, brava.
    Rossella

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  2. Sono molto contenta che ti piaccia, e soprattutto tengo molto a questo progetto!

    RispondiElimina

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