domenica 18 febbraio 2018

Di cosa hanno bisogno i nostri figli?




Lo sviluppo del bambino è strettamente legato alla comprensione che la madre ed il padre hanno del loro ruolo educativo, quindi l'influenza che esercitano i genitori è uno degli aspetti determinanti dell'educazione.
Ma cosa si aspetta il bambino dai suoi genitori? 

Nell'essere genitori si da' senza sapere se si otterrà qualcosa in cambio. Si rinuncia a molti desideri personali, necessità ed agi per andare incontro alle necessità del bambino.

Come adulti ci dobbiamo rendere conto dei diritti e delle aspettative che egli ha in quanto creatura non ancora autosufficiente. 
Maternità e paternità nel loro aspetto ideale sono ruoli intercambiabili, nel senso che l'uomo può acquisire qualità materne come l'intimità, lo spirito casalingo e può prendersi cura del bambino altrettanto quanto la madre è in grado di esprimersi pienamente in un ruolo professionale lavorativo. 
L'importante è che ciascuno possa prendere queste parti serenamente, in modo libero e non obbligato.

Molte donne oggi si accorgono di non essere mature a sufficienza per adattarsi ai limiti e alle ristrettezza delle pareti domestiche, alle parziale perdita di libertà che la maternità comporta, seppur all'inizio abbiano desiderato e accolto con entusiasmo il ruolo di madre. 
Questa allora diventa l'occasione giusta per fare salire a coscienza e dare risposta a domande fondamentali:
  • Perché NON sono scontenta della mia situazione?
  • Questa situazione può rappresentare per me una reale occasione per imparare qualcosa?
  • Che effetto potrà fare al bambino la mia insofferenza?

Queste ed altre domande possono contribuire a creare lo strumento  attraverso cui la crisi esistenziale trova una via di uscita verso una trasformazione positiva.

Il valore del ruolo materno




La madre impegnata in un lavoro deve per necessità affidare il proprio bambino ad altre figure, poichè egli ha bisogno notte e giorno delle cure di una figura adulta. 
La madre che sceglie di occuparsi del bambino allora si mette in gioco giorno e notte. Tanto questo è meraviglioso per il bambino tanto è faticoso per la madre.
E' molto importante che la madre, per evitare un esaurimento fisico, possa prendersi delle pause di tempo libere da impegni e dalle necessità altrui. Queste pause possono essere ritagli di tempo all'interno di ogni singola giornata, oppure un pomeriggio o una sera a settimana, un fine settimana al mese; si tratta di spazi in cui può lasciare da parte ogni incombenza per dedicarsi a sè stessa ai propri hobby e passioni per ritornare carica di energia e positività con tanta voglia occuparsi dei propri figli.

Quando gli impegni sono troppi




Le difficoltà non mancano neppure per le mamme lavoratrici soprattutto quando il lavoro non è la loro passione, ma solo un mezzo per procurarsi uno stipendio.
Anche in questo caso è importante che la mamma si possa ritagliare degli spazi in cui coltivare  i suoi interessi, frequentare le amiche, rilassarsi e dedicarsi a sé stessa come Donna.

Attenzione però a non farsi prendere la mano: questi momenti hanno lo scopo di ricaricare le energie fisiche e psicologiche ma diventa indispensabile fare attenzione a ciò che il nostro corpo è in grado di sopportare.
La priorità spetta ai nostri figli, e se torniamo a casa stressate dai troppi impegni, affaticate e mostriamo una particolare intolleranza ai loro capricci, alle loro esigenze occorre non sottovalutare il sintomo e rivedere i nostri impegni.


Di cosa hanno bisogno i nostri figli




Nel primo settennio soprattutto è di fondamentale importanza creare un ambiente sereno e tranquillo attorno ai  nostri figli. 
Il bambino in questa fase è totalmente coinvolto da ciò che gli accade intorno e non può prenderne le distanze come l’adulto con l’aiuto della facoltà pensante, poiché questa è saldamente ancorata all’ esperienza corporea.
Un clima famigliare sereno, una madre rilassata e riposata che possa prendersi regolarmente degli spazi per sé senza eccedere, saprà essere molto più ricettiva nei confronti dei propri figli e dei loro bisogni.

Se il bambino fa i capricci che senso ha chiedere a lui cosa ha fatto? Quale è il problema?

Attraverso il pianto ed il capriccio manifesta un malessere che non è in grado di verbalizzare perchè non ha ancora sviluppato le necessarie forze di pensiero. Non può ancora decifrare le proprie emozioni ne tanto meno esporre il proprio sentire attraverso la parola.
Questa alfabetizzazione emotiva e di pensiero avviene solo più avanti con l'età a partire dagli 11-12 anni, come spiega Piaget nella sua teoria sulla sviluppo mentale del bambino.

Il compito di noi genitori è quello di comprendere cosa è nascosto dietro gli atteggiamenti dei nostri figli.
Stanchezza, stress, troppe assenze della mamma e quindi necessità di attirare l'attenzione? Troppe tensioni in casa che loro assorbono senza riuscire a decifrarle?

A questo proposito è importante ricordare che sul bambino agiscono sempre due tipi di impressioni: quella che padre e madre esercitano su di lui con il loro comportamento e quella che deriva dall'immagine che il padre ha della madre e viceversa.
Il bambino si forma infatti l'immagine fondamentale sul funzionamento dei rapporti sociali attraverso le esperienze del rapporto che i genitori vivono tra di loro e con lui, per questo motivo è importante prestare la dovuta attenzione al rapporto di coppia e, nel caso in cui questo si sia interrotto, stabilire una collaborazione che metta al centro il benessere del bambino. 

Oggi noi genitori "moderni" diamo così tanta importanza alle attività pomeridiane da far svolgere ai nostri bambini, ricadendo troppo spesso nell'eccesso e finendo per stressarli e stancarli oltre misura, oppure alla scelta della "miglior"  scuola, anche a costo di notevoli sacrifici (economici e di tempo), senza fermarci a fare un bilancio di vantaggi e svantaggi per il bambino e sulle ricadute che stress e fatica comportano al nostro equilibrio psico-fisico e quindi alla serenità del nostro ambiente famigliare. 

Non facciamoci allora distrarre da specchietti per le allodole e teniamo bene a mente che:

il benessere dei nostri figli dipende sempre dalla presenza di qualcuno che è in grado di farsi carico di loro, di ascoltarli profondamente, confortarli con grande sensibilità, in modo tale che possano sentire l' amore del genitore e soprattutto abbiano la certezza di potersi appoggiare a lui.

La genitorialità modello




Come possiamo quindi definire un modello di genitorialità da cui prendere indicazioni?
Se riuscissimo a definire un modello di genitore potremmo impostare le nostre valutazioni misurando gli scarti, gli scostamenti dal modello stesso.
Di fatto, però, se ci mettiamo in cerca di un modello di genitorialità, in letteratura non troviamo che approssimazioni per difetto, genitori quasi perfetti o sufficientemente buoni.
Tutto concorre nel metterci in guardia dalla perfezione o dalla sua ricerca o da chi vuole farci credere nell'ideale del genitore perfetto.

E' molto utile invece diventare sempre più consapevoli di noi stessi, dei meccanismi del nostro inconscio e  dello stile educativo che abbiamo adottato.

Ecco quindi qualche consiglio pratico tratto dal libro "Benedetti genitori: guida alla crescita interiore del genitore consapevole di M e J Kabat-Zinn":

1) Fare il genitore equivale a continuare a crescere nella conoscenza e consapevolezza di sé. Questo è un lavoro continuo che ciascuno puo' portare avanti in qualunque modo gli sembri più adatto (con la psicoanalisi, con l'introspezione, la meditazione...etc).

2) Considerate i vostri figli perfetti così come sono. Accettateli per quello che sono, senza pretendere che aderiscano ad un'immagine ideale.

3) Anteponete i bisogni di vostro figlio ai vostri ogni volta che è possibile, poi vedete se c'e' terreno comune in cui anche i vostri bisogni possano essere soddisfatti.

4) Ascoltate attentamente ciò che vostro figlio vi dice. Ascoltate con le orecchie, con la testa e con il cuore.

5) Ci sono momenti in cui bisogna essere chiari, forti e non equivoci. Ponete delle regole facilmente identificabili e costanti, ma ammettete, solo occasionalmente, una certa flessibilità.

6) Cerate di vedere il mondo dal punto di vista di vostro figlio. Mettete da parte tutte le idee che vi siete fatti su di lui e riflettete su chi è vostro figlio, quali sono le piccole grandi prove che affronta quotidianamente e come le affronta?

7) Ogni figlio è speciale ed ha bisogni speciali. Non trattate i vostri figli tutti nello stesso modo perché non ne esiste uno che sia uguale ad un altro.

Bibliografia di riferimento:

  • La salute del bambino di W.Goebel e M.Glockler
  • La trasformazione delle famiglie di G. Mierolo
  • I bambini fuori-legge di F.Pelligra e F. Tognassi
  • Benedetti genitori: guida alla crescita interiore del genitore consapevole di M e J Kabat-Zinn

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2 commenti:

  1. Buonasera Stefania e grazie per queste riflessioni per in argomento cosi'delicato come l'essere genitori.
    Io sono tra quelle mamme che ha avuto dei momenti di crisi, ma sono sempre aperta al miglioramento come genitore, all'ascolto del bambino, al passare del tempo di qualita' con loro.
    Complimenti anche per la trasmissione televisiva :) ho visto il video che hai inserito nella newsletter e sei stata bravissima con la tua lezione di ordine e pulizia !
    Roby

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  2. Grazie mille Roby sono felice che ti sua piaciuto l articolo. Sono argomenti che mi stanno molto a cuore,essere genitori e' un compito difficile che comporta rinunce e prese di responsabilità, ma esiste gioia più grande che veder crescere sereni i nostri figli? Io credo proprio di no. Un bacio grande.

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