domenica 15 febbraio 2015

UNA DOMENICA "PULITA": EDUCARE I FIGLI AL "FARE"


Qualche sera fa mi trovavo a conversare con un insegnante di matematica ora in pensione, appassionato di filosofia.

Mi parlava della compassione  e dell' amore e delle riflessioni scaturite dal suo pensare su queste "parole".
La compassione deriva dal latino cum patior, ovvero soffrire con. In pratica significa sentire dentro di sè la sofferenza dell'altro.

Ciò puo' destare in noi pena verso l'altro ma anche desiderio di alleviare il suo stato.
Qui si ferma la compassione. 
L'amore invece, mi spiegava l'insegnante: "lo sento come volontà di bene individualizzata e disinteressata."

Qualcosa che va oltre la compassione, il pio desiderio, che si trasforma in un atto vero, concreto.
Individualizzato perchè ognuno mette in pratica "il bene" a mezzo delle sue inclinazioni, capacità creatività.

Non è più un semplice stare a guardare ma è un diventare attivi.

"Le strade dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni" diceva anni fa un relatore ad una conferenza ..ma sino a quando non si trasformano in atti pratici e concreti lasciano il tempo che trovano.

Tutto questo mi ha fatto riflettere.
Spesso siamo animati da buoni ideali, ma poi la pigrizia, la poca convinzione, la paura del giudizio degli altri, ci frenano. E siamo bravissimi a trovare giustificazioni per i nostri mancati comportamenti.

Ma veniamo alla mia domenica.

Vivo in un piccolo paesino, e vado spesso a camminare. Come me tantissime altre persone percorrono ogni giorno a piedi quel tratto di strada.
Beh lungo il fosso un accumulo di lattine e immondizia.
Sono mesi che passo e vedendo l'immondizia, penso "guarda che gente maleducata che sporca in questo modo", ma passo avanti e stop.
Come me tante altre persone.

Ma questa domenica no. Qualcosa è cambiato. La conversazione con questo insegnante ha fatto scattare qualcosa dentro di me.
Basta lamentarsi. Agire.

Ho finito la camminata, sono tornata a casa ho chiamato mio figlio maggiore (9 anni) e muniti sacco e guanti siamo partiti per l'operazione "domenica pulita".


Abbiamo riempito il nostro sacco ed una volta a casa abbiamo differenziato la raccolta:


Cinque minuti di lavoro ed un fossato pulito.

A mio figlio non ho fatto nessun discorso noioso e moraleggiante, penso che in alcune occasioni sia sufficiente fare, in silenzio.
Era sporco ed abbiamo pulito.
Ora è molto più bello.

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3 commenti:

  1. Bravissimi!!!! E' vero sarebbe sempre meglio rimboccarsi le maniche che non parlare per nulla..bella lezione!!!

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  2. Il gesto silenzioso ha fatto sicuramente breccia nel profondo di tuo figlio come hanno fatto breccia le parole dell'insegnante nel tuo di profondo.
    Quel che deve cambiare nel profondo di tutti invece e' la sensibilizzazione, che deve partire dalle scuole, in maniera seria, nelle famiglie...perche' quel lerciume non arriva dalle vostre mani ma dai maiali di turno che passano e buttano non curandosi della natura e della pulizia. Un menefreghismo assoluto.
    Cio' nonostante avete agito e questo certamente cambia in meglio lo scenario della mente altrui <3

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  3. Grazie per i vostri commenti. Questo episodio è solo uno spunto. Soffermandomi a pensare sono tante le occasioni in cui potremmo agire andando oltre ai buoni propositi. Non solo nei confronti delle "cose pubbliche" ma anche verso gli amici, i parenti a perchè no anche i semplici conoscenti.
    Gesti che costano poco ma che hanno tanto valore per chi li riceve.
    Anche un detersivo fatto in casa con prodotti naturali è una buona intenzione che si trasforma in un atto concreto. Sono piccole cose, per lo più semplici che tutti siamo in grado di fare.

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