giovedì 25 giugno 2015

LIBERTA' DI SBAGLIARE: QUESTIONI LAVORATIVE



Ci sono quelle giornate che partono "storte". Vi è mai capitato? Quando vi sembra di non combinarne una giusta.

E' martedì. Sono sola in ufficio perchè il periodo delle ferie è già iniziato. Tocca a me occuparmi dell'intero lavoro, anche di quelle attività che di solito non mi competono o di cui mi occupo solo in maniera marginale.

Bastano due minuti, per cancellare in maniera permanente alcuni dati da un prezioso file. 

PANICO

Distrazione, scarsa abilità, fretta....non so dire come sia potuto accadere, ma oramai  è fatta.

In preda allo sconforto mi metto alla ricerca dei dati perduti. Faccio diverse telefonate e resto in attesa delle risposte.

Il mio morale è a terra e mi sento una "tontolona". Paradossalmente perdo ancora di più la mia concentrazione.

Giornata rovinata.

Torno a casa e cerco di meditare sulla cosa. Mi dico che non si tratta di una questione di vita o di morte, ma probabilmente di una cosa a cui, con un pizzico di fortuna, avrei posto rimedio.

Questo evento però ha fatto sorgere in me alcune considerazioni.

Perché nella nostra società viene posta tutta questa enfasi sull' errore?
Perché la persona che sbaglia viene giudicata, condannata e additata?
Perché commettere errori equivale ad una perdita di valore?

Non mi risulta che l'essere umano sia perfetto, per fortuna, o comunque io non ne ho davvero mai incontrati.
Nessuno nasce "imparato" recita un vecchio detto.
Ma allora perché l'errore non è considerato un'opportunità di crescita? Un' occasione per imparare, per fare esperienza?

Perché il più delle volte viene punito con rimbrotti, strigliate o battute acide?

Ci sono momenti di debolezza per tutti, anche per coloro i quali, i loro errori li tengono ben nascosti, per evitare il giudizio degli altri, ma che sono i primi ad accusarti quando ne commetti uno.

Eh si eh perché tutti, ma proprio tutti commettiamo errori. 

Entra in gioco quel meccanismo di pensiero, tanto consolidato nella cultura moderna, che ci porta a credere che esistano differenze di valore tra le persone.
Qualcuno che vale di più e qualcuno che vale di meno.

Tu, che commetti un errore vali di meno...e se tu vali di meno, io valgo di più. 

Ed i più severi giudici di noi stessi siamo noi. Perché a questa cosa, errore = minor valore, ci crediamo.

Volete sapere come è finita la questione?

Ho posto rimedio al mio errore. 
Ieri mi sono accorta che il collega con cui collaboro aveva commesso errori su un file, che solo per un puntiglio avevo deciso di confrontare con il mio.

Quello che mi era successo nei giorni scorsi mi ha spinta ad agire in modo diverso.

Ho cambiato il mio atteggiamento verso l'errore. Mi sono offerta di dargli una mano nella sistemazione del file, l'ho rassicurato sul fatto che è normale sbagliare ed insieme abbiamo portato a termine il lavoro.

Lui è stato meglio, io pure ed il lavoro, in un clima rilassato, ne ha tratto solo benefici.

Lui non è meglio di me, ne io meglio di lui, siamo semplicemente diversi. Ognuno con qualità e difetti propri che abbiamo la possibilità di integrare per dare il meglio insieme.

Ma non si vive meglio così!?

"In ciò che la natura gli concede, l'essere umano non è né buono né cattivo, né bello né brutto...
Ma la verità come sempre sta nel mezzo: la bellezza e la libertà dell'umano vivono in ciò che ognuno riesce a fare liberamente a divenire per conto suo. Il bene ed il male sono una questione di conquista, appartengono ad un divenire aperto e del tutto individuale per ognuno."
P. Archiati, Equilibrio Interiore


E voi cosa ne pensate? avete qualche risposta ai miei interrogativi?





























10 commenti:

  1. c'è un detto che dice " chi non lavora non sbaglia" e già...perchè lavorando si puo' sbagliare ed è umano, l'importante è poter rimediare e poi non è la fine del mondo no? cmq un ambiente di lavoro sereno e collaborativo fa vivere meglio , ma spesso c'è chi rema contro....
    un caro saluto

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    1. Carissima hai proprio ragione! Un ambiente di lavoro sereno ti cambia la vita...

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  2. ma è la giornata degli errori ????
    oggi mi sono accorta pure io di non aver inviato una dichiarazione .....
    uffaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
    Pao

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    1. Allora benvenuta tra i comuni mortali! Diamo il via alla FESTA DELL' ERRORE!

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  3. Ciao il fatto che ognuno sia unico nelle qualita e difetti e` meravglioso peccato che la maggior parte non lo riconosca

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  4. Ciao il fatto che ognuno sia unico nelle qualita e difetti e` meravglioso peccato che la maggior parte non lo riconosca

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  5. Ciao il fatto che ognuno sia unico nelle qualita e difetti e` meravglioso peccato che la maggior parte non lo riconosca

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    1. Hai ragione...però io mi sono detta: se comincio io a cambiare atteggiamento nei confronti degli altri,a mettere in pratica nella realtà del rapporto con il prossimo questa verità..forse chissà che anche nell'altro non si smuova qualcosa che lo porti a rivedere il suo comportamento...

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  6. Se siamo noi i nostri giudici più severi,siamo sempre noi gli unici a poter incrementare la nostra autostima e di conseguenza la nostra sicurezza,anche e soprattutto nell'errore,ma molto piú frequentemente succede che abbiamo anche troppe aspettative e ci basta un piccolo intoppo per scardinare il sistema. Mantenere la calma e vedere l'accaduto da un altro punto di vista aiuta,ma farne un punto di forza come hai fatto tu nell'immediato non é sempre semplice. Io a dire il vero ho ridimensionato molto l'entità dei miei sbagli,da quando sono mamma. Mi rendo conto che le mie bimbe mi hanno portata su un livello diverso di gravità delle cose e questo mi fa sentire e vivere meglio le situazioni. Ció non toglie che nei miei errori non riesca sempre a trovare quella chiave magica di lettura....

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    1. Condivido pienamente quanto hai detto...quanto pesa l'autostima quando entra in campo l'errore....ed è vero il primo lavoro dobbiamo farlo con noi stessi..non è sempre facile...ma vale la pensa provare! Grazie Giorgia per avere condiviso la tua opinione!

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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)