mercoledì 30 settembre 2015

COME LIBERASI DALLA RABBIA


Capita a tutti ma proprio a tutti, anche ai più zen di arrabbiarsi. E' normale e umano. 
Quando si è preda della rabbia perdiamo il lume della ragione e ci sentiamo invadere da sentimenti anche molto intensi, di cui spesso ci stupiamo....o addirittura vergogniamo.

Un monaco buddista cinese intorno all'anno mille diceva:

"le azioni degli uomini sono macchiate da numerosi sbagli e mancanze: 
una cosa che né i saggi né i mediocri possono evitare.
Ma soltanto i saggi possono correggere i loro sbagli
e trasformarli in qualità, mentre i mediocri nascondono i loro errori
e camuffano i loro difetti"


Scaricare la rabbia aggredendo l'altro, serve unicamente a rovinare il rapporto e non conduce a nulla di costruttivo. Questo l'ho provato in passato sulla mia pelle.
Trattenendola invece la trasformiamo in rancore.

Un antico detto recita:

"la mia mente non sperimenterà pace
se nutre penosi pensieri di odio"

Di fatto la rabbia ci avvelena la vita, ci toglie la serenità e, per effetto della somatizzazione, spesso ci procura anche fastidiosi malesseri fisici.

Un medico che esercita la  medicina cinese mi ha dato un valido consiglio per smaltire la rabbia, che io pratico ogni volta che ho bisogno di buttare fuori questo sentimento molesto.
Voglio condividerlo con voi perché è semplice ed efficace.

Come liberarci dalla rabbia



Prendo un foglio bianco e lo riempio di parole.
Senza tenere conto della calligrafia, del buon italiano corretto, semplicemente scrivo tutto quello che mi passa per la testa senza censure.
Senza vergogna anche i pensieri più violenti, perfidi, le intenzioni più basse. 
Scrivo fino a quando la scrittura non assume un aspetto più "ordinato"; allora significa che la rabbia se ne sta andando e sto recuperando il mio equilibrio.

La scrittura permette una presa di distanza da quello che stiamo vivendo, a partire dal momento in cui iniziamo ad imprimerlo sul foglio bianco.

Terminata la scrittura mi precipito a bruciare, rigorosamente senza rileggere, lo scritto.

Osservo il fuoco che riduce in cenere e purifica tutto quanto portando con se anche le mie emozioni.

E' un gesto semplice, molto simbolico, che ha un effetto sorprendente.

Solo dopo che abbiamo placato la rabbia, è possibile tornare alla situazione che l'ha scatenata, per osservarla e riflettere con la giusta razionalità.
Questo è il momento giusto per indagare e capire fino in fondo quali sono le radici profonde di questo sentimento.

Perché ci siamo tanto arrabbiati?
Quale è la verità che sta nascosta dietro quella rabbia? 
Quale è la ferita che l'ha scatenata?


Perché in fondo quella rabbia ha a che fare più con noi stessi che con l'Altro.... 



E voi? Come ponete nei confronti della rabbia? come la placate?





6 commenti:

  1. Metodo da provare...
    Io in genere parlo con mia mamma, lei con poche parole mi tranquillizza...

    Maira

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  2. Ciao Maira! è proprio vero la mamma è sempre la mamma..chi meglio di lei può accogliere i nostri sfoghi. Grazie per essere passata.

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  3. Non sono una persona che si arrabbia facilmente, ma sicuramente questo può essere un metodo giusto per sfogare anche qui momenti un po' NO!!

    Grazie per i consigli
    Sara
    This is Sara

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  4. Io ho imparato ad uscire dalla stanza, distrarmi ed accantonare il pensiero finché non mi sono calmata.
    Cambiare il contesto e non rimuginare su fa bene. E se mi viene da ripensarci mi dico: è un'inutile spreco di energie, lascia perdere!

    Molto volte funziona, a volte no, allora ne parlo con mio marito o mia mamma...

    RispondiElimina
  5. Io ho imparato ad uscire dalla stanza, distrarmi ed accantonare il pensiero finché non mi sono calmata.
    Cambiare il contesto e non rimuginare su fa bene. E se mi viene da ripensarci mi dico: è un'inutile spreco di energie, lascia perdere!

    Molto volte funziona, a volte no, allora ne parlo con mio marito o mia mamma...

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  6. Grazie Silvietta per essere passata a condividere con noi il tuo metodo per liberarti dalla rabbia!

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