mercoledì 9 gennaio 2019

Nutrizione e benessere:La forza della cellula, intervista alla dott.ssa Viola Zulian



Oggi ospito sul blog una persona per me davvero speciale, la Dott.ssa Viola Zulian. 
Ci presenta il suo neonato blog dedicato alla salute ed al benessere: "Vis a Vegeto".

Si tratta di uno spazio in cui Viola condividerà con noi il suo sapere, maturato con anni di studi e di pratica come medico specializzato in chirurgia bariatrica e nutrizione.
Suo obiettivo è quello di diffondere informazioni mediche, in modo accurato e semplice, nell’ambito della nutrizione, del sonno e dello stile di vita.

Una guida professionale e competente che ci accompagnerà con la sua innata dolcezza e professionalità, lungo un percorso verso la riconquista di benessere, energia e vitalità.

Conosciamo meglio Viola attraverso l'intervista che mi ha gentilmente concesso.



Cosa hai mangiato stamattina a colazione?


Di solito al mattino prediligo il porridge, ma essendo il week-end, ho cucinato un plum-cake con farina di mandorle, plant-based senza glutine, accompagnato da un caffé-latte di soia e dopo una mezz'oretta ho bevuto una spremuta d’arancia; un ottimo inizio di giornata, completo e gustoso!

Per chi non ti conosce, puoi raccontarci il tuo percorso?


Volentieri. Sono un medico nata a Bassano del Grappa. Ho frequentato il liceo scientifico e durante le lezioni di biologia mi sono innamorata della cellula e del suo funzionamento (ho ancora il ricordo della pagina del libro di testo!). Nello stesso periodo leggevo «La città della gioia» di Dominique Lapierre, che mi ha sbattuto in faccia la triste esistenza delle caste più basse in India. La volontà di cambiare il mondo che ha impossessato Paul Lambert e Max Loeb -due dei tre protagonisti del libro- mi ha spinto ad unire il mio amore per la biologia ad uno scopo ultimo più nobile: curare il prossimo.

Così mi sono iscritta alla facoltà di Medicina di Ferrara, mi sono laureata ed ho iniziato la specialità in chirurgia. Poiché durante i 6 anni di specializzazione non ho operato molto, sono partita per Bruxelles, dove lavoravo 12 ore al giorno e operavo senza sosta (quando troppo e quando niente!).

Il centro in cui ero è conosciuto a livello mondiale per la chirurgia bariatrica, ovvero la chirurgia a cui si sottopone il paziente obeso per perdere del peso. Ho ben presto capito che il risultato dell’intervento dipendeva dal sostegno di un medico nutrizionista, capace di motivare il paziente e di seguirlo durante questo percorso doloroso per evitare la ripresa di peso.

La nutrizione per un medico rimane qualcosa di misterioso poiché non credo di aver fatto nemmeno un’ora di corso su questo argomento durante l’università ed ancora oggi rimane un campo poco affrontato. In sostanza la forma mentis del medico moderno viene descritta perfettamente dalla frase « a pill for every ill”, -una pillola per ogni malattia. Problema=> soluzione.

Per mia fortuna, ho seguito un corso di studi basato sul Problem Base Learning dell’Università di Maastricht, e questo approccio mi ha spesso portato a scavare un po’ più a fondo e ad essere curiosa nel capire il perchè delle cose.
Quindi ho preso un diploma universitario in “nutrizione dell’obeso» per essere più pronta e preparata nell’ aiutare il mio paziente in sovrappeso. Ed eccomi qui!

Com’è nata l’idea del tuo sito?


Ad aprile dell’anno scorso ho partecipato casualmente ad una puntata del “Volo del mattino”, uno dei programmi di punta di radio Deejay. 

Fabio Volo, curioso di natura, mi ha posto molte domande sul rapporto tra cibo, nutrizione ed obesità e mi sono piuttosto divertita. Così ho pensato che forse, le “due” nozioni che conosco per il «tanto studiare”, avrebbero avuto maggior respiro se avessi potuto approfondirle in uno spazio personale con rigore scientifico. Così è nato Vis a Vegeto.

Da cosa deriva il nome del sito?


Vedete, in fisiologia umana, si dice che ogni cuore funziona grazie a due forze: la vis a tergo spinge il sangue dai vasi periferici verso il cuore e la vis a fronte che dal sangue raggiunge ogni singolo capillare e dunque ogni singola cellula.

Beh, come dicevo all’inizio, io ritengo che ogni minuscola unità cellulare sia preziosa e giochi un ruolo vitale (appunto vegetus in latino). È dunque prendendoci cura di ognuna di esse che possiamo beneficiare di un’ulteriore forza (vis in latino) che ci mantenga vitali, integri, risuonanti e freschi (vis a vegeto).

Cosa vuol dire, per te, nutrirsi?


Significa mangiare bene, costruire noi stessi e chi vogliamo essere.

Negli ultimi 20 anni, l’arrivo delle grandi catene dei supermercati, ha diffuso l’abitudine di mangiare velocemente: insalate confezionate, primi piatti pre-cotti, vaschette d’insaccati… non si prende più il tempo di cucinare.

L’industria alimentare ha escogitato innumerevoli modificazioni chimiche per far durare gli alimenti più a lungo o renderli più gustosi (i.e. . l’idrogenazione dei grassi).
Ma tutto quello di cui siamo fatti, è composto da alimenti che abbiamo mangiato, che sono diventati proteine, enzimi, oligoelementi, membrane, neurotrasmettitori. Noi siamo ciò che mangiamo.

Ritengo dunque importante riappropriarci del tempo che era dedicato agli alimenti senza scorciatoie, richieda esso di alzarci mezz’ora prima o rinunciare a un’ora al giorno di social.

Gli alimenti dovrebbero essere meno trattati possibile, più biologici possibile e soprattutto di stagione. Ogni necessità del nostro corpo trova una sua soddisfazione in ciò che madre natura propone: per esempio il bisogno di aumentare la vitamina C d’inverno per far fronte all’influenza, lo riempiono gli agrumi; l’idratazione d’estate viene aumentata da angurie e meloni.

Nei tuoi articoli parli spesso di mind-eatness, cosa intendi?


La mindeatness, o mangiare in piena coscienza, significa prestare attenzione a quello che si sta facendo. Troppo spesso “mangiamo un boccone al volo”, “prepariamo qualcosa rapidamente” o peggio ancora mangiamo in un fast food.

Noi mangiamo per una questione energetica (quindi per un bisogno fisiologico di introdurre calorie) ma anche e soprattutto per un bisogno edonistico, cioè di ricerca del piacere.

Il corpo umano ha bisogno di vedere appagato questo tipo di piacere per considerarsi sazio. Ma come facciamo ad apprezzare la bontà delle nostre orecchiette al pesto se con una mano consultiamo il cellulare, buttiamo un occhio alle notizie del Tg e magari ascoltiamo un collega che blatera in sottofondo?

I recettori del piacere posti sulla lingua hanno bisogno di sentire e gustare gli alimenti, per inviare il messaggio al livello cognitivo superiore. Ciò significa che il boccone deve restare in bocca, essere ben masticato, necessita di un controllo prima di essere deglutito ed il tutto rimanendo concentrati nell’azione del mangiare senza divagare altrove.

In tal modo sentiremo il piacere e saremo pronti ad ascoltare i segnali della sazietà che ci dirà di fermarci e non di servirci un’altra porzione in modo meccanico. 

Io aggiungo sempre che è buona cosa eseguire tre respiri profondi con occhi chiusi e mani sulla pancia, prima di iniziare il pasto.
Aiuta a risintonizzare le frequenze giuste prima di mangiare e dunque, alla fine, di costruire noi stessi e chi vogliamo essere.



Tutto il resto e molto di più possiamo scoprirlo sul sito della Dott.ssa Viola Zulian:




Nessun commento:

Posta un commento

DIMMI COME LA PENSI.
Per commentare utilizza un account Google/Gmail, altrimenti la modalità "anonimo".

La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)