giovedì 18 ottobre 2012

EDUCAZIONE TRA TEORIA E PRATICA


Sono appassionata di pedagogia (vedi qui) , mi piace leggere e consultare libri sull’ argomento ed approfondire questioni sempre diverse.

Di fronte alle difficoltà che tutti noi genitori incontriamo, io sono solita rivolgermi ai testi, leggo autori diversi, cerco di capire, di farmi un’idea, prendo spunti.
In diverse occasioni mi sono ritrovata ad esporre l’opinione dei pedagogisti riguardo determinate problematiche, ma sono stata zittita con un:
si si facile parlare, ma questi autori che scrivono libri sull’argomento e propongono ricette a noi genitori, vedrai che non hanno neppure avuto figli o se li hanno avuti avranno mai incontrato questo tipo di difficoltà, di cui tanto scrivono? Predicare è facile ma poi la realtà e ben diversa”.


Ecco quello che penso io:

Tutti noi esseri umani, condividiamo elementi che ci accomunano in quanto uomini; allo stesso tempo ogni individuo è a sé, in quanto portatore di talenti, di elementi, tratti del tutto peculiari che ci distinguono gli uni dagli altri.
La pedagogia in quanto ‘scienza’ segue delle leggi, e come tutte le leggi è astrazione in quanto considera ciò che è comune a tutti.
Ma a mio parere è proprio da questo che un educatore (insegnante o genitore) deve partire; ovvero dalla conoscenza di tali leggi generali che dovranno poi essere adattate ai singoli casi.
Per fare questo occorre attingere alle proprie risorse interiori; è qui infatti che entrano in campo la creatività (mi piace molto la definizione di educazione come arte) ma anche l’empatia, intesa come capacità di intuire i reali bisogni del bambino, le sue mute richieste.
Sono convinta inoltre che il modo migliore di educare sia essere: testimoniare con le nostre azioni e con il nostro modo di vivere i valori in cui crediamo. 
Ricordiamoci che ciò che trasmettiamo ai bambini, giunge loro non solo attraverso le nostre parole, ma anche tramite il nostro sentire, per tale motivo, per essere davvero educatori efficaci dobbiamo essere interiormente convinti di quello che esprimiamo a parole.
E’ solo con l’autoeducazione, la conoscenza e la sperimentazione (ovvero provando e riprovando strategie diverse), che ci rendiamo come genitori attivi nell’educazione dei nostri figli e ci assumiamo le nostre responsabilità.

NB: nessuno ha mai detto che tutto ciò è facile…..ma c’e’ qualcosa che ha maggiore valore e per cui vale la pena impegnarsi tanto?



5 commenti:

  1. Post bellissimo e verissimo... mi piace molto l'idea di empatia attingendo quindi alle proprie risorse interiori che alla fine altro non è che l'istinto di una mamma ;P

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    1. grazie mille!
      Io sono convinta che piu' una mamma sa ascoltare se stessa piu' sarà in grado di cogliere le necessità di suo figlio, chiaramente partendo da una solida base di conoscenze dalla quale non si puo' assolutamente prescindere!

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  2. Non potevi scrivere parole più vere.Per quanto ci informiamo e leggiamo(che cmq resta la base )non possiamo educare bene se non sentiamo dentro di noi di poterlo fare nel modo migliore possibile perchè siamo noi a volerlo fare.Cioè se non abbiamo amore in quello che facciamo anche la nostra teoria presa dai libri sarà vuota.Io mi sono accorta che per quanto si possa applicare,tanto alla fine i nostri figli faranno quello che "sentono"da noi.Anche non volendo noi gli trasmettiamo quello che siamo.
    Poi gli errori si fanno ma più che errori li chiamerei esperienze e la vita è questo.
    Grazie Ste.

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    1. Sono proprio d'accordo! senza errori non ci può essere apprendimento!
      E' solo la morale comune che gli dà una connotazione negativa...

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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)