domenica 30 dicembre 2018

Alla ricerca della felicità: il metodo danese (Hygge) e quello svedese (Lagom) a confronto



In tutti i tempi l'uomo si è interrogato sul senso della vita per poterle dare un significato ed al tempo stesso una direzione tale da  renderla quanto più possibile appagante e serena.
I giapponesi hanno un termine specifico "Ikigai" che sta proprio ad indicare la ragione della nostra esistenza,  quello che ci motiva ad alzarci dal letto ogni mattina al di là delle necessità e incombenze quotidiane.
Non dobbiamo però farci ingannare; trovare la ragione della propria esistenza richiede una ricerca interiore che può spesso essere lunga e difficile. In questa prospettiva, diventa quindi importante trovare il tempo ogni giorno per riflettere seriamente su ciò che amiamo fare, sui nostri talenti e su ciò che siamo in grado di offrire al mondo per renderlo un luogo migliore.

Da qualche anno stanno spopolando diversi "metodi" che propongono stili di vita alternativi come l'arte della felicità danese, meglio conosciuto come "Hygge" e la filosofia scandinava per una vita equilibrata e felice o "Lagom".
Ho deciso quindi di studiarli più da vicino, per scoprire i punti in comune e le particolarità e soprattutto per capire se davvero offrano soluzioni concrete o siano solo frutto di abili operazioni di marketing.



L'arte della felicità danese: il metodo Hygge





Hygge è un termine danese impiegato per  designare una particolare atmosfera legata al senso di famigliarità, accoglienza, comodità, favorite da un ambiente che permette di assaporare pienamente i piccoli piaceri quotidiani e cogliere l'importanza di ogni momento qui ed ora.

Per i danesi il segreto della felicità sta tutto in un ritorno alla semplicità, all'intimità, alla riflessione,  allo stare insieme.
E' "Hygge"  ritagliarsi momenti di relax in cui dedicarsi alle attività che si amano, come sorseggiare una bevanda leggendo un libro, fare la colazione a letto, eseguire un rituale di bellezza, gustarsi una cioccolata calda, ma anche accogliere gli amici in un'atmosfera calda e rilassante, cucinare dolci e biscotti da servire ai propri cari, prendere le distanze dagli stress della vita quotidiana, spegnere i telefonini, trascorrere del tempo a contatto con la natura.

Concetti semplici, forse quasi banali; non si tratta di una filosofia di vita che oserei definire "nuova". Eppure, dal 2016 il "metodo Hygge" sta spopolando in Europa ed anche in Italia.

Complici le nostre vite sempre più frenetiche che in qualche modo ci spingono alla ricerca, spesso inconscia, del senso della vita e quindi a cercare all’estero "un'ideologia" da sostituire al modello occidentale oramai definitivamente in crisi. 
Non è da sottovalutare anche il fatto che da anni la Danimarca è in testa alle classifiche sulla qualità della vita: la nazione più felice, quella in cui si vive meglio. 
Ultimo, ma non meno importante, l'eccezionale operazione di marketing che ha accompagnato il successo di questa "nuova filosofia".

Hygge: filosofia di vita o operazione di marketing?


Sebbene i principi siano certamente validi occorre ammettere che la filosofia "Hygge" per molti aspetti è diventata un'etichetta con la quale si cerca di vendere ogni  genere di oggetti dalle candele, ai mobili, suppellettili, coperte, libri e la lista potrebbe procedere all'infinito.

In realtà questo modo di vivere è una risposta a "fenomeni" profondamente danesi: la notte che arriva presto, il freddo, la mancanza di luminosità e l'oscurità dell'inverno, tutto ciò spinge i danesi a chiudersi nelle loro abitazioni piuttosto presto, ad accendere candele per illuminare la casa donandole quella tipica atmosfera calda e accogliente tipicamente "Hygge".
Si tratta di un modo di vivere legato alla loro specifica quotidianità.

I critici di questa filosofia sottolineano questi aspetti e non solo, evidenziando come di certo i danesi non siano poi così perfetti; ad esempio la Danimarca è il secondo Paese in Europa per il consumo di cibi e bevande non salutari.

Cosa ne penso


Personalmente non sono stata conquistata dal metodo "Hygge", probabilmente perchè l'aspetto commerciale ha finito poi per prendere il sopravvento sulle tematiche alla base di questa filosofia, che ha comunque avuto il merito di portare l'attenzione su concetti che per me sono importanti come un ritorno alla semplicità, ai valori veri, agli affetti, al relax e alla riflessione.

La cosa che mi piace meno è questo ricorso quasi ossessivo alle candele ( tra l'altro i danesi sono i maggiori consumatori pro-capite), purtroppo non tutti sanno che il mercato delle candele è strapieno di prodotti realizzati con materie prime non sicure, paraffine sature di policiclici aromatici, benzene o zolfo, profumate con additivi a base di solventi al piombo, stoppini con anime di nylon o piombo, e altro ancora. L'inquinamento provocato da queste sostanze, è in proporzione maggiore rispetto al fumo passivo provocato dalle sigarette. (chi desidera approfondire trova l'articolo completo QUI.)

Quindi ok alla filosofia Hygge ma senza farsi troppo "incastrare" dagli aspetti esteriori  e puramente estetici. Insomma non sono sufficienti una candela, un plaid ed una cioccolata calda per essere Hygge!





La filosofia scandinava per una vita equilibrata e felice:  il Lagom




Secondo il Lagom la felicità sta tutta nell’equilibrio; l’eccesso è sempre bandito, nell'alimentazione, nel lavoro, negli acquisti, nell'arredamento e nel comportamento. E' una filosofia che puo' essere applicata ad ogni ambito della quotidianità, che si tratti di una vita sostenibile, una dieta sana, un uso consapevole delle risorse o un equilibrio armonioso tra vita lavorativa e vita privata.

Evoca il concetto di virtù di Aristotele: dare la giusta misura a tutte le cose.

Secondo questa filosofia, la felicità deriva da piccoli gesti; questo significa prendere le distanze dal consumismo per riscoprire e valorizzare momenti semplici della propria quotidianità.

Gli svedesi mettono in primo piano l’importanza della moderazione nel modo di vivere, fanno leva sulla  semplicità e sulla ricerca di un equilibrio che è comunque strettamente connesso alla salute del pianeta.
Propongono di rivedere le abitudini nei consumi, di ridurre il proprio impatto ambientale, di gestire il proprio denaro in modo più oculato e senza sprechi, promuovono il risparmio, il riciclo ed il riuso. 
Mettono in primo piano la cura di sé attraverso lo sport, l'alimentazione sana, la riduzione dello stress, la conquista dell'armonia famigliare e affettiva.

Tutto questo si riflette sul loro modo di arredare e di vestire, molto semplice ed essenziale con largo spazio ai materiali naturali,  sull'importanza che attribuiscono al fai da te,  alla riduzione dei rifiuti e dei consumi energetici (lampadine Led, meno plastica possibile...), alla coltivazione di verdure ed erbe aromatiche in giardino o sul terrazzo. A tutto questo fa da sfondo una serenità che non è intaccata dall' ansia di emergere  e neppure dalla necessità di conformarsi alla massa.

Cosa ne penso


Di certo preferisco la filosofia svedese a quella danese perchè è  più attiva e si sposa perfettamente con la centralità che nella mia vita hanno l'interesse per la cura dell'ambiente ed il benessere psico-fisico.
Si tratta di due "metodi" che vanno molto di moda e che di certo sono pilotati anche da interessi economici; l'importante è non farsi irretire, mantenere i piedi piantati per terra  e magari approfondire le tematiche che vengono proposte con letture e studi più esaustivi.
Si tratta di temi che già anni fa sono stati portati alla ribalta dal movimento della decrescita e del downshifting, che affondano le loro radici in tradizioni culturali e religiose che meriterebbero di essere rispolverate.


Hygge e Lagom: differenze e similitudini


Mentre la filosofia "Hygge" si focalizza sul qui ed ora, su un momento preciso di felicità, il Lagom è uno stile di vita, un modo di essere e di fare le proprie scelte.

In comune con il metodo danese il Lagom ha la particolarità di non essere di certo "innovativo", anche se i principi su cui si basa sono di fondamentale importanza.
Entrambi danno risalto al valore della semplicità, al piacere che deriva dalle piccole cose, al ritorno alla vita affettiva e di comunità e prendono le distanze dalla frenesia della vita moderna per trovare spazi e tempi da dedicare alla propria vita interiore.

Meno tempo trascorso sui social e più vita reale, fatta di persone vere e di momenti per se stessi.

Gli svedesi rispetto ai danesi si contraddistinguono per un atteggiamento più attivo nei confronti delle problematiche ambientali, per l'attenzione alla salute ed al benessere ed alternano i momenti di relax a sessioni di attività fisica e sport.

Svezia e Danimarca sono da tempo ai primi posti nelle classifiche sulla qualità della vita e questo ha contribuito al successo delle due "filosofie".

Dopo "l'anno di Hygge" , proclamato dalla rivista New Yorker nel 2016, forse sta arrivando "l'anno Lagom", perché già numerose guide alla vita Lagom, libri di cucina, riviste di arredamento e design inondano il mercato.
L'importante è non farsi trascinare troppo e non cadere nell'idealizzazione, non abbiamo bisogno di altre "teorie alienanti" ma solo di selezionare le buone pratiche ed iniziare a metterle in atto.







E voi, avete letto qualcosa in merito? Cosa ne pensate?


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7 commenti:

  1. Interessantissimo post, di queste "mode" ho sentito parlare ed ho letto anche qualcosa; personalmente preferisco il sano buonsenso contadino dei miei nonni: non sprecare, vivere e mangiare secondo le stagioni, apprezzare e condividere tutti di doni che ogni giorno riceviamo da madre natura.
    Felice anno nuovo!

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  2. Parole sante cara Carmen i tuoi nonni non avevano niente da invidiare a svedesi e danesi! un abbraccio e tanta serenità per questo nuovo anno.

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  3. Carissima Ste mi è piaciuto tantissimo questo articolo. Io credo che nel mondo di oggi al primo posto venga posto sempre "il mercato" ed il marketing purtroppo la fa da padrone e noi poveri comuni mortali neppure ce ne accorgiamo. Le tecniche si sono talmente affinate che per lo più finiamo senza accorgercene nelle reti di chi ha come obiettivo quello di creare nuovi modelli, nuove icone, nuovi stili, da imitare con lo scopo ultimo di vendere. Quindi dietro questi fenomeni ed in particolare l'Hygge ci vedo più marketing che altro. Certo è interessante conoscere tradizioni ed usi di altri paesi apre la mente, ma a ben vedere i concetti che vengono proposti non rappresentano certo grandi novità. Per quel che mi riguarda, e so che rischio di apparire presuntuosa, preferisco leggere libri di altro genere, magari più impegnativi (perchè questi sono davvero sempliciotti) che mi richiedono un po' più di sforzo nella comprensione, mi spingono a guardarmi dentro a mettermi in discussione e stimolano la mente. In Italia di autori preparati, che hanno una cultura ampia e profonda ne abbiamo davvero tanti...ed io credo che valga la pena riscoprirli. Ecco ti ho scritto un papiro, so che posso apparire un po' snob...ma in realtà la mia è solo rabbia perchè ci sono fenomeni che hanno così poca consistenza che vendono e contaminano ogni cosa, mentre la cultura, quella vera sembra perdere colpi.
    Un abbraccio.

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    1. Cara Patrizia mi piacciono le persone schiette e sincere ed apprezzo il fatto che tu ti sia aperta in questo modo. Grazie per il tuo intervento. È un dato di fatto che le persone leggono sempre meno e prediligono scritti semplici e di facile comprensione in parte questo genera un certo appiattimento culturale. A me piace guardare il bicchiere mezzo pieno, e queste nuove mode in parte hanno il merito di mettere in luce alcuni aspetti della vita moderna come l' eccesso di stress, mostrando che possiamo tutti fare qualcosa per vivere meglio e cambiare le cose. Poi sta a noi non farsi irretire dal marketing e non cadere preda di false illusioni.

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    2. Non l'avevo guardata sotto questo punto di vista in effetti. Devo dirti che mi piace trovare sul tuo sito oltre a fantastiche soluzioni fai da te anche articoli più riflessivi che spaziano su argomenti diversi, sono sempre un grande stimolo alla riflessione.

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  4. Ciao Stefania , ho letto il libro del metodo danese e l' ho trovato molto autocelebrativo di loro stessi. Io non ho trovato personalmente nulla di utile nella lettura del libro. Non conoscevo il concetto svedese. Ma sono stata diverse volte in Svezia e avevo percepito questo loro modo di essere. Essenziali e tranquilli. Tuttavia amo la mia vita e benché ci sia molto da migliorare e molto da fare , trovo che anche io da italiana me la stia cavando dai . Proprio come te del resto. Grazie Stefania per il tuo prezioso lavoro . Credo che a volte vediamo sempre il meglio negli altri stati ma io nonostante tutto non andrei da nessun' altra parte.. .Chiara

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    1. Grazie Chia per la tua condivisione. Sai come dice il vecchio proverbio l' erba del vicino è sempre più verde....Ogni Paese ed ogni popolo ha le sue virtù ed i suoi difetti...ma di certo conoscere gli altri non può che allargare i nostri orizzonti. Il fatto che queste filosofie possano piacere o meno dipende anche dal tipo di vita che conduciamo...quanto siamo consapevoli dell' importanza di ridurre lo stress, di tornare a stili di vita più semplici e tutto ciò che questo comporta.

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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)