martedì 16 aprile 2019

Sentirsi degni d'amore semplicemente per quello che siamo


Il non sentirsi accettati per quello che siamo è la ferita principale che genera conflitti interpersonali e una quantità di guai nelle relazioni famigliari.
"Quando le persone non si sentono amate, cercano qualcuno a cui dare la colpa, qualcuno su cui riversare i loro cattivi sentimenti", sostiene John Welwood, psicologo e psicoterapeuta.

I nostri matrimoni, le nostre famiglie, le scuole ed i posti di lavoro sono diventati campi di battaglia dove le persone spendono una gran quantità della loro preziosa energia vitale per combattersi a vicenda.
Anche se all'apparenza possediamo molto amore nella nostra vita, tuttavia se guardiamo bene in noi stessi è possibile individuare un angolo scuro e nascosto dove non ci fidiamo interamente dell'amore.
Ed è proprio lì che attecchisce il nostro risentimento; un posto in cui ci contrapponiamo ostilmente ad un mondo che non ci sembra amico.

Ma allora l'amore perfetto non esiste?

Tutti abbiamo diritto all'amore perfetto. Il problema è che lo cerchiamo nei posti sbagliati: fuori di noi, nelle nostre relazioni imperfette con persone imperfette, ferite come noi. E' inevitabile che ne usciamo frustrati e delusi.
A me è capitato e continua a capitare, a voi?




L'amore relativo




L'amore puro e assoluto non è qualcosa che possiamo inventare o fabbricare. E' ciò che ci attraversa naturalmente quando ci apriamo del tutto ad un'altra persona, a noi stessi, alla vita.
Ma l'amore non puo' scorrere in noi liberamente se le nostre ferite rimangono nascoste; ecco perchè abbiamo a che fare con un'amore relativo.

Come un cielo  parzialmente nuvoloso, l'amore relativo è incompleto, incostante e imperfetto. Lo splendore pieno dell'amore assoluto vi puo' solo trasparire in brevi e fugaci momenti.

Così anche le relazioni sono sempre instabili, trovano un terreno comune e poi se lo vedono scivolare sotto i piedi perchè le loro differenze le tirano in direzioni diverse.
Questo si rivela un problema solo quando ci aspettiamo che le cose vadano diversamente, quando immaginiamo che l'amore debba manifestarsi come una condizione fissa.
Così se si conta su una stabile sintonia con un'altra persona ci si predispone a frustrazione, delusione e dolore perchè è una condizione impossibile.
Non solo abbiamo bisogni e punti di vista differenti, spesso vogliamo anche essere amati in un modo particolare, che riesca a curare le nostre ferite emotive del passato.

Eppure è una richiesta assurda poichè parte dal presupposto che gli altri dovrebbero costantemente adattare il loro modo d'amare in maniera da farlo coincidere con il nostro.

Ma la questione è:


Stiamo agendo anche noi con amore quando proviamo a fare sì che gli altri ci amino nel modo in cui secondo noi dovrebbero? Non è forse questa una forma di controllo?
Le aspettative nei rapporti spesso possono rappresentare una richiesta agli altri di conformarsi al nostro volere.

La grande illusione




Una delle più grandi illusioni è che la fonte di felicità e benessere sia fuori di noi, nell'accettazione da parte degli altri, nell'approvazione e nell'attenzione.
Da bambini era senz'altro così, poichè all'inizio la nostra vita dipendeva completamente dagli altri.
Anche se nel profondo i nostri genitori ci hanno amato in modo incondizionato, non era possibile per loro esprimerlo in modo costante, dati i loro limiti umani. Come tutti noi erano contenitori imperfetti di un amore perfetto.
Questa sensazione di non avere sperimentato costantemente un amore incondizionato genera una ferita e crea un risentimento contro gli altri che ha per lo più una funzione difensiva.

Ci aspettiamo che l'amore umano relativo sia assoluto, dotato di un flusso stabile e affidabile di sintonia, accettazione incondizionata e comprensione.
Quando questo non accade, lo prendiamo come una cosa personale e ne imputiamo a qualcuno la colpa; a noi stessi perchè non siamo abbastanza bravi, agli altri perchè non ci amano abbastanza.

La relazione come opportunità



Fintanto che ci fissiamo su ciò che i nostri genitori non ci hanno dato, su come i nostri amici non si facciano mai vivi, su come il nostro partner non ci capisca, non ci radicheremo mai in  noi stessi e non cureremo la ferita del cuore.

Leggi anche. Amicizie: quanto è difficile creare relazioni equilibrate

Per questo motivo l'amore non va cercato all'esterno bensì dentro di sè. Ma l'amore puo' toccarci solo quando il nostro cuore è accessibile.
E' l'amore per noi stessi che ci fornisce la base più forte di tutte per amare gli altri. Lasciare noi stessi essere l'essere che siamo ci aiuta a riconoscere l'importanza di lasciare che anche gli altri siano quello che sono.
Uno dei più grandi atti d'amore è di permettere agli altri di essere diversi da noi e liberarli così dalle nostre richieste e dalle nostre aspettative.

Niente come una relazione ci mostra dove siamo congelati e chiusi, dove facciamo fatica ad entrare in contatto, dove abbiamo paura e dove rifiutiamo di accettare la realtà.
Nient'altro porta così velocemente alla superficie la nostra ferita profonda esponendo tutti i modi in cui continuiamo a sentirci non amati o indegni d'amore.

Ogni volta che mi chiudo nei confronti di qualcuno, è un'occasione di guardare in faccia la mia vulnerabilità e di vedere dove sono chiuso nei confronti di me stesso.
Ecco perchè imparare a cavalcare i turbolenti su e giù dell'amore relativo ci rende più tolleranti, più comprensivi, più umili e più saggi.


Bibliografia: ho tratto  i contenuti di questo post dal libro "Amore perfetto, relazioni imperfette" di John Welwood. E' stato per me di estrema importanza per fare una sorta di "autoriflessione" e torno spesso a leggere le parti che ho sottolineato. 
Per me è stata una lettura molto stimolante, che mi ha offerto numerosi spunti di pensiero. Per questo motivo ho deciso di condividerli, sarete poi voi a decidere se rifletterci ed approfondire.





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4 commenti:

  1. Bellissimo post Stefania, grazie per lo spunto di riflessione. Molto spesso cerchiamo nel prossimo le cause della nostra infelicità e non abbiamo né il coraggio né la forza di fare dell’autocritica. Per quanto mi riguarda un momento fondamentale è stato diventare mamma, ho potuto capire,perdonare e accettare l’amore imperfetto dei miei genitori ;soprattutto ho capito che tutti commettiamo degli errori e bisogna “accettare l’imperfezione altrui”-come scrivi tu. Questo mi ha permesso di ri-centrare l’attenzione su me stessa, su come voglio amare e su come permettere ai miei prossimi di entrare nella mia sfera sentimentale, rispettando me stessa. Ti abbraccio Stefania e ti auguro una buona vacanza❤️ Viola

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    1. Grazie Viola, capisco benissimo quando scrivi "come permettere ai miei prossimi di entrare nella mia sfera sentimentale, rispettando me stessa". Per me questo è stato uno scoglio molto difficile da superare, e sono certa di non averlo ancora fatto completamente, mi rendo conto che sono in continua "ridefinizione" su questo aspetto del mio rapporto con gli altri. Tante cose sono cambiate negli ultimi anni e ancora tutto è in movimento...Un abbraccio.

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  2. Sai che mi stampo tutti questi tuoi articoli un po' più "particolari", sul benessere della psiche diciamo...che invitano alla riflessione. Li stampo perchè poi ogni tanto vado a rileggerli, mi fanno bene al cuore ed allargano la mia visione del mondo. Grazie.

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    1. Che bello grazieee le tue parole mi riempiono di gioia!

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