martedì, gennaio 21

Quando i figli crescono e si allontanano: la testimonianza di Morena


Talvolta come mamme ci sentiamo esauste, per le continue richieste dei nostri figli che, specialmente quando sono piccoli, assorbono tante delle nostre energie. Bramiamo momenti per noi, per poterci dedicare con calma ai nostri interessi ma anche semplicemente ad un sano riposo.
Crescere i figli richiede “sacrifici” è un luogo comune a tutti ben noto. Ho voluto indagare però il vero significato della parola sacrificio, che nel tempo è stato erroneamente associato a privazioni, rinunce, mortificazioni .
In realtà letteralmente  “sacrificio” significa compiere un’azione sacra (sacrum ficium- sacro fare). Il sacrificio  in quanto tale, celebra il sacro, celebra ciò che è importante, il valore che dà un senso a noi stessi e alla vita e non va trascurato, soprattutto nella quotidianità.
E cosa puo’ avere più valore nella vita di due genitori se non i figli? E allora è chiaro che l’impegno che ci richiedono, per quanto gravoso e necessario, ha la più grande ricompensa:  rende la vita sacra, ovvero “non ordinaria”, ci offre l’opportunità  di esprimere la parte migliore di noi.

Ce ne rendiamo conto concretamente quando i figli, una volta cresciuti, se ne  vanno di casa; in particolare noi mamme, possiamo soffrirne così tanto da cadere vittime di uno stato di angoscia, di una sensazione di malessere e tristezza che viene comunemente definita come “sindrome del nido vuoto”.

Voglio approfondire questo discorso attraverso una testimonianza, quella della mia cara amica Morena, che quest’anno ha affrontato l’allontanamento di entrambe le sue figlie.
Fidanzate oramai da qualche anno hanno lasciato casa, per costruire la loro famiglia, a distanza di pochi mesi l’una dall’altra.

Sono costantemente in contatto con Morena ed ho vissuto da vicino questa nuova fase della sua vita, che mi ha personalmente molto arricchita. Ho ammirato profondamente la serenità cui lei ed il marito hanno affrontato questa separazione dalle figlie  e potrete constatarlo anche voi leggendo l’intervista.

Morena è una madre che non ha mai rinnegato il suo essere Donna; ha continuato a coltivare i suoi interessi (ha le mani d’oro) e la sua spiritualità senza concentrarsi in maniera assoluta e totalizzante sulle sue figlie.  Non sì è fusa con le sue figlie vivendo attraverso le loro vite, ma le ha lasciate libere di essere, di sbagliare, di crescere attraverso le esperienze che la vita portava loro incontro. Ha saputo restare al loro fianco, senza esigere, senza domandare, senza anticipare, senza soffocare, sostenuta da una profonda fiducia in loro, la stessa che le figlie nutrono per lei.

Una mamma che non hai mai rinnegato il suo essere Donna: l'intervista a Morena.



Stefania:  come hai accolto la notizia che le tue figlie avrebbero presto lasciato casa a così breve distanza l’una dall’altra?

Morena: era da tanto che sapevo che sarebbe dovuto arrivare, inevitabilmente, questo momento e nel giro di sei mesi se ne sono andate entrambe. Una vicina, l'altra un pò meno; ma il cellulare, i messaggi, ci tengono tutte e tre costantemente in contatto pronte l'una per l'altra, così che la lontananza non la sento. Certamente ci si vede meno, ma sappiamo di essere in questo modo ancora insieme.


Stefania: come hai vissuto i preparativi ed il momento della separazione? 

Morena: per quanto riguarda i preparativi ho aiutato nell'organizzazione con i consigli e l'esperienza che una mamma può offrire, consigli prontamente accolti dalle ragazze; il momento della separazione è stato scandito da una specie di conto alla rovescia nei giorni prossimi alla data da loro fissata, mentre il momento del saluto non è stato traumatico/drammatico, ma amorevole da ambo le parti, anche se qualche lacrima è scappata.

Stefania: come ti sei preparata mentalmente a questa separazione? 

Morena: ho guardato il lato positivo delle cose per me e mio marito e soprattutto per loro; noi avremmo avuto sicuramente la casa molto vuota (visto che è una casa grande), ma avremmo avuto più tempo in quanto il lavoro di gestione, pulizia/cibo cucina sarebbe stato più leggero. In due tutto è più facile da gestire: orari, cibo, attività.
Per le ragazze era giusto che iniziassero il loro percorso di vita con i  compagni, così come tempo fa abbiamo fatto noi e tutti i genitori. Assaporare e vivere la vita in modo differente, dare uno scopo ad essa, viverla anche per l'altro e per creare qualcosa di nuovo: ecco lo scopo dell'amore.

Stefania: c’è stato un momento particolarmente difficile?

Morena: no, è stato tutto dolce, molto tranquillo, una conseguenza logica dello stato delle cose.

Stefania: ora che tu e tuo marito siete rimasti soli in casa, avete riorganizzato la vostra quotidianità, avete fatto nuovi progetti per il futuro?

Morena: purtroppo siamo legati dal fatto di avere due cagnolini in casa con noi che non sappiamo a chi lasciare; abbiamo così deciso di continuare a dedicarci ai nostri rispettivi hobby e di goderci un pochino di più la piccola casetta che abbiamo in montagna.

Stefania: come vivete tu e tuo marito questa nuova fase della vostra vita? 

Morena: serenamente, sappiamo per ora di essere sempre disponibili con le ragazze, così come loro e i rispettivi compagni lo sono con noi, per qualsiasi cosa. Puntiamo ora un poco di più sul noi come coppia e come singoli; avremo l'opportunità di coltivare nuovi interessi per i quali prima non c'era abbastanza tempo. E se avrò bisogno di un bacio o di un abbraccio so che loro sono abbastanza vicine da darmeli a breve.
Tutti noi viviamo momenti tristi e negativi nella vita: sta a noi trovare il bene e il bello che questa ci offre e se cerchiamo li troviamo.

Grazie a Morena per questa intervista così sincera e aperta.

E voi che tipo di mamme siete? Avete concesso spazio sufficiente alla Donna che è in voi? 
Siete riuscite a lasciare andare i vostri figli mano a mano che crescavano, favorendo la loro autonomia?

***

Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli ultimi articoli e le risorse gratuite



5 commenti:

  1. Una bellissima poesia di KHalil Gibran sui figli

    I TUOI FIGLI NON SONO FIGLI TUOI

    I tuoi figli non sono figli tuoi,
    sono i figli e le figlie della vita stessa.
    Tu li metti al mondo ,
    ma non li crei.
    Sono vicini a te,
    ma non sono cosa tua.
    Puoi dare dimora al loro corpo,
    ma non alla loro anima,
    perchè la loro anima,
    abita nella casa dell' avvenire
    dove a te non è dato entrare
    neppure con il sogno.
    Puoi cercare di somigliare a loro
    ma non volere che essi assomiglino a te,
    perchè la loro vita non ritorna indietro
    e non si ferma a ieri.
    Tu sei l' arco che lancia i figli verso il domani.

    (KHalil Gibran)

    Da "IL PROFETA"

    RispondiElimina
  2. Anche i miei sono cresciuti in fretta e quando non li vedo è come se una parte di me rimanesse in sospeso, il difficile è non fare capire loro quanto soffriamo di non poter condividere il quotidiano ma restargli vicino pronti al bisogno, a presto, Ely

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Ely....certo non è facile lasciarli andare rientra forse tra i compiti più difficili di noi genitori... Lo vedo già ora che alle soglie dell adolescenza già prendono la loro strada, le loro amicizie e sono meno presenti in famiglia... Ma è giusto così, come dici tu, è necessario restare loro vicino lasciando che spicchino o il volo.

      Elimina
  3. Ammiro tanto la serenità di Morena, che in questo momento della vita, indubbiamente difficile, ha saputo cogliere il lato positivo. I miei figli sono ormai dei ragazzini, hanno le loro amicizie, i loro impegni. Io mi sono sentita sola...in un primo momento perchè tutto cambia non devi essere più così presente...li segui da lontano possiamo dire.L'aspetto positivo come dice Morena che ho potuto riprendere in mano la mia vita...non è facile...assolutamente...ma piano piano si svolta...

    RispondiElimina

DIMMI COME LA PENSI.
Per commentare utilizza un account Google/Gmail, altrimenti la modalità "anonimo".

La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)