lunedì, aprile 17

La spiritualità è la via per il benessere o solo un'illusione?


Molti di noi, alle prese con le difficoltà che la vita ci porta incontro, cercano o hanno cercato rifugio e sollievo nelle diverse forme di spiritualità che da anni dilagano sul web e fuori, spesso figlie di quella corrente di pensiero definita "New Age" sorta nel mondo occidentale alla fine del XX secolo.

Ma la spiritualità è davvero la Via che ci condurrà ad nuova forma di consapevolezza e quindi ad una vita piena e serena oppure si tratta dell'ennesima illusione?

Ho cercato di dare una risposta a questo interrogativo andando ad approfondire quelle che io definisco le 3 questioni di base:

  • quale è il vero problema della spiritualità oggi
  • quando la spiritualità diventa illusione
  • cosa è la spiritualità autentica

Innanzitutto è indispensabile accordarsi sul significato del termine "spiritualità".

Cosa si intende per spiritualità? 



La spirituralità è la vita dello spirito nel suo rapporto con l'infinito, l'assoluto e l'eternità. Le due parole spirito e spiritualità derivano entrambe dal latino spiritus, che designa anzitutto il soffio vitale e, in seconda battuta, l'ispirazione, il genio, l'arguzia. Possiamo anche intenderla come un particolare stato di coscienza o un atteggiamento nei confronti della vita.

Andrè Compte -Sponville nel suo libro "Spiritualità per atei" sostiene che dopo venti secoli di occidente cristiano, siamo abituati a vivere in società dove la "spiritualità" è sempre stata associata ad una religione, tanto che abbiamo finito per credere che religione e spiritualità siano sinonimi.

Certo le religioni costituiscono una certa forma di spiritualità ma tra le molte possibili. In Europa e non solo, si crede sempre meno ed il fenomeno definito della "scristianizzazione" dilaga. Certo sono sorte "nuove forme religiose", fioriscono sette e movimenti di ogni genere, ma la vera questione è che troppo spesso "materialismo" e "spiritualità" viaggiano su binari paralleli senza incontrarsi nella quotidianità.


Questo cosa significa?


Significa che, da una parte l'uomo moderno vive e subisce le leggi della scienza, dell'industria e della finanza,  con l'unico obiettivo di moltiplicare i suoi averi e rafforzare il suo potere ad ogni costo e accanto a questa realtà, che non vuole mettere in discussione, vive il mondo della spiritualità ritirandosi magari mezz'ora al giorno a meditare, praticare yoga, pregare o fare beneficienza.

L'uomo moderno, sopratutto se si ritiene intelligente ed al passo con i tempi, desidera vivere entrambe le esperienze, quelle della vita materiale e quelle della vita spirituale (e non ci sarebbe nulla di male in questo); il problema però non è volerle entrambe ma viverle una accanto all'altra, ben separate. 

Queste due realtà non si incontrano mai. La spiritualità resta un mondo a parte, non viene traferita e agita nella quotidianità con l'intento di migliorare i rapporti con gli altri ed il mondo ma spesso è solo un mezzo per ritirarsi dal mondo, un parlare vuoto che non dà vita a nessun tipo di azione o cambiamento.

Ed è questo il più grande problema.

Esiste sia ai più alti livelli di politica ed economia, così come nelle nostre famiglie, nel gruppo di amici o nel mondo del lavoro. Parliamo tanto di libertà, uguaglianza, generosità, rispetto e poi nei piccoli gesti di vita quotidiana ci dimentichiamo totalmente di prestare attenzione a chi ci sta accanto, spesso non li vediamo, non ci accorgiamo di ciò che stanno vivendo troppo presi da noi stessi, dal nostro bisogno di emergere e affermarci e dai nostri circoli viziosi emozionali spesso celati dietro un perbenismo critico e giudicante.


Quando la spiritualità diventa illusione


La spiritualità diventa illusione quando è una via di fuga dalla realtà, da sè stessi oppure quando si trasforma in uno "strumento" per sentirsi migliori degli altri ed imporre così il proprio volere. Purtroppo quando ciò si verifica, la nostra vita non ne risulterà arricchita perchè è difficile godersi ciò che si fa mentre si cerca di sfuggire da qualcosa di minaccioso dentro di noi (pensieri ed emozioni su cui preferiamo non fare luce).

La "spiritualità" vissuta in questo modo diventa quindi uno strumento attraverso il quale cerchiamo di controllare la nostra esistenza, di fuggire la paura, l'ansia, lo stress, il dolore e tutte le emozioni che inevitabilmente attraversano le nostre vite.

Eppure, più cerchiamo di fuggire dal disagio (distraendoci nei modi più vari offerti dal "mercato") più ci sarà difficile realizzare cambiamenti importanti nelle nostre vite.  Il cambiamento comporta dei rischi, ci richiede di affrontare le noste paure e di uscire dalla zona di comfort; entrambe queste azioni danno origine a sensazioni spiacevoli. La spiritualità autentica puo' essere la risposta a questo disagio.


La spiritualità autentica


Quella che io definisco spiritualità autentica ha a che fare con una dimensione più grande e profonda, con un ordine in cui viene trasceso il livello personale in cui le azioni che guidano i nostri comportamenti riguardano le grandi questioni che da secoli interrogano l'essere umano: chi sono? quale è il mio scopo?

Si potrebbe definire una forma di espansione di coscienza, in cui l'individuo percepisce di partecipare ad uno stato universale di Essere, mantenendo però allo stesso tempo vivo il senso di identità individuale, in altre parole sente di essere pienamente sè stesso.

Per alcuni aspetti possiamo considerarlo anche un "punto di vista" dal quale osservare pensieri e sentimenti, un luogo in cui i pensieri ed i sentimenti si possono muovere liberamente. Si tratta di uno stato dal quale notiamo che stiamo notando, diventando consci della nostra esperienza senza esserne coinvolti.

Alcuni lo definiscono "stato di pura consapevolezza", poichè permette la connessione con un senso di sè trascendentale che è separato da pensieri ed emozioni e che fornisce un punto di vista sicuro e continuo dal quale osservarli e accettarli. L'accesso a questo stato è la chiave per porre fine alla fuga dal nostro dolore; ci permetterà di affrontarlo e di traformarlo in un dono attraverso cui cambiare in meglio le nostre vite e, perchè no, portare più felicità nel mondo.

La pratica della spiritualità autentica è consentito a tutti; per alcune persone il percorso è più facile e immediato, altri hanno bisogno di essere accompagnati e supportati ma è a disposizione di ciascuno di noi.


Dott.ssa Stefania Casadei

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2 commenti:

  1. Meravigliosa e molto profonda questa riflessione e l'individuazione della definizione di "spiritualità autentica" offre davvero una visione ampia che mi ha fatto pensare. Uno spunto di grande valore di cui ti ringrazio profondamente.

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    1. Ciao Denise, grazie per questa tua condivisione sono molto felice che ti l'articolo ti sia piaciuto.

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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)