venerdì, maggio 5

Mancanza di tempo? E se fosse solo una scusa?


Vi è mai capitato di sentirvi sopraffare dalle cose da fare, di avere la sensazione che il tempo a disposizione sia sempre troppo poco, di procedere nella vita di corsa senza avere la possibilità di godersi ogni momento fino in fondo?

Non passa giorno senza che io entri in contatto con persone che si lamentano per  la mancanza di tempo. Lo considerano il vero colpevole del naufragio dei loro sogni e desideri, quelli che potrebbero fare la differenza nella loro vita. Ammettono, con un pizzico di rassegnazione, di trascorrere i loro giorni trascinandosi da un impegno all'altro, costantemente afflitti dalla stanchezza.

Si tratta per lo più persone consapevoli del loro malessere, che desiderano apportare alla loro vita i cambiamenti necessari a migliorarne la qualità ma, di fronte a possibili soluzioni, strade alternative e opportunità, di fatto si tirano indietro accampando una giustificazione dopo l'altra; finiscono così per  restare  agganciate al ritmo di vita di cui tanto si lamentano.

 Perchè accade questo?

Quando la mancanza di tempo diventa una scusa



Le ragioni per le quali la mancanza di tempo diventa una scusa che raccontiamo sopratutto a noi stessi sono diverse.


1) Il bisogno di "fuggire": così come altre attività di tipo compulsivo, (ad es. l'abbuffarsi di cibo) anche riempire il nostro tempo di "cose da fare", di attività, di impegni che ci costringono a correre, ci permette di sottrarci a domande scomode, sui noi stessi, sulla direzione che vogliamo dare alla nostra vita. E' uno "stratagemma" cui inconsciamente ricorriamo anche per evitare di fare spazio ad emozioni dolorose o spiacevoli, a eventi che non abbiamo metabolizzato ed elaborato. Ecco allora che ci si dà alla fuga da un impegno all'altro fino a stremarci dalla fatica, per non sentire, per non vedere.

2) La paura del cambiamento: uscire dalla comfort zone, dalla sicurezza della nostra quotidianità fatta di rituali consolidati, significa prendersi la responsabilità delle proprie decisioni, mettersi alla prova, rischiare di fallire, insomma correre il rischio. Certo questo puo' generare un po' di stress, comporta fatica, mette in circolo adrenalina ma ci regala anche la sensazione di vivere la nostra vita, permettendoci di esprimere tutte le nostre potenzialità e di crescere ed espandere le nostre esperienze arricchendoci come persone. Significa non accontentarsi di quel che "passa il convento" di un trascorrere di giorni sempre uguali in attesa di un futuro migliore che arriverà magari per virtù di chissà quale evento esterno, ma alzarsi dal divano e andarsi a prendere la vita che si desidera.
Tutto questo è faticoso? certo che lo è, ma è anche ciò che rende la vita degna di essere vissuta. 

3) La mania del controllo: la mancanza di tempo spesso è solo la conseguenza di un bisogno profondo di tenere tutto sotto controllo. Questo tipo di atteggiamento spesso viene messo in campo nell'illusione di  tenere a freno ansia e paura di cui per lo più non si è consapevoli. Perfezionismo e rigidità vanno a completare il quadro aprendo la porta ad altri ospiti indesiderati ovvero l'esaurimento fisico e psicologico.


Che fare? 




Il mio approccio come professionista è quello di offrire  soluzioni pratiche e accompagnare le persone affinchè possano apportare alla loro vita quei piccoli cambiamenti che nel tempo faranno una grande differenza.
E' facile ? Assolutamente no, ma chiedere aiuto ad una persona in grado di fornire il giusto supporto per compiere almeno i primi passi spesso è indispensabile.

Ecco intanto alcune strategie che potete mettere in atto sin da subito ed in totale autonomia.


1) Imparare a dire di NO: non riusciamo a dire di no perchè diamo per scontato che il nostro valore come persone dipenda dalla capacità di soddisfare i desideri e le necessità degli altri, a partire dai famigliari per arrivare ad amici e colleghi. In questo caso il nostro dire "SI" nasce da un obbligo e non da un impegno sincero e finirà per sottrarci energia e alimentare il risentimento, compromettendo la qualità delle nostre relazioni.

Per imparare a dire di no agli altri occorre innanzitutto dire SI a noi stessi. Se non ci prendiamo cura di noi stessi, non avremo nulla da dare neppure agli altri. Questo è un aspetto che tendiamo a trascurare. Lo so che alcuni trovano estremamente difficile dire di no ai propri cari perchè pensano che "volere bene" ad una persona significhi essere sempre presenti, pronti a sacrificarsi.

Questo puo' essere vero, in alcune circostanze di vita particolari, ma è altrettanto importante stabilire dei confini, dei limiti anche con le persone care.

2) Ridurre il carico mentale

Se chiedessi a ciascuna di voi chi è nella vostra famiglia che si occupa della maggior parte delle incombenze domestiche, dei pasti, delle varie feste e festività, dei bambini, della scuola e di tutte le attività connesse sono certa che la stragrande maggioranza di voi mi risponderebbe IO. 
Certo che le cose nel corso degli anni sono decisamente migliorate, gli uomini sono molto più partecipi e collaborativi ma resta comunque evidente che nel quotidiano gli sbattimenti sono tutti nostri.
Per sbattimenti intendo il "carico mentale" ovvero il rumore di sottofondo del nostro pensiero che non è mai libero perchè c'e' sempre qualcosa che dobbiamo organizzare (la cena, la spesa, le lavatrici, i compiti dei figli etc) mentre siamo al lavoro, oppure ci occupiamo dei bambini, siamo fuori con le amiche, accompagniamo i genitori alle visite etc. E' difficile per noi donne ricavare un tempo "vuoto" in cui possiamo liberare la testa.
Prometto che riserverò a questa tematica un articolo approfondito perchè merita spazio ed attenzione.

Il primo passo da fare nella direzione della riduzione del carico mentale è quello di condividerlo con i nostri compagni, portando il problema nella coppia e poi provando a ripartire i compiti.
Ogni coppia deve trovare il proprio equilibrio, una modalità particolare di gestire i carichi famigliari attraverso il compromesso.

Nella fase iniziale puo' essere sufficiente delegare anche solo un'attività, però in maniera completa rinunciando al perfezionismo e senza pretendere che il nostro compagno esegua i compiti allo stesso modo in cui lo faremmo noi.

3) Stabilire le priorità: Una grande lezione che ho imparato a mie spese, è che nella vita non si puo’ fare tutto, sapere tutto, volere tutto. Bisogna scegliere, e scegliere significa sempre rinunciare a qualcosa.

“eravamo invasi dalla paura 
di non avere tempo per fare tutto
e non sapevamo che avere tempo
significava precisamente…
“non” avere tempo per tutto!!

Robert Musil, L' uomo senza qualità

Stabilire le nostre priorità ci porta direttamente a fare i conti con i nostri valori, ovvero i desideri più profondi; per crearci una vita ricca, piena e significativa dobbiamo fermarci a riflettere su cosa stiamo facendo e sul perchè lo stiamo facendo.
Rispondere (per iscritto) a queste domande ci aiuta a riconnetterci con noi stessi e a capire quali sono le nostre priorità:

  • Che cose è importante per me?
  • Che tipo di persona voglio essere?
  • Che tipo di relazioni desidero costruire?
  • Se non stessi lottando con le mie emozioni e paure verso quale direzione canalizzerei le mie energie ed il mio tempo?

Non preoccupatevi se non siete in grado di rispondere subito a queste domande, non si tratta di un test per capire quali sono i valori e desideri più "giusti". Quando si tratta di valori non c'e' un giusto e sbagliato, buono o cattivo, quello a cui si dà valore è quello a cui si dà valore. Punto. Nessun giudizio.

Nel provare a dare le risposte a queste domande, tenete presente che le emozioni non sono valori; i valori hanno a che fare con ciò che desiderate fare non con quello che provate.


Se questo articolo vi ha suscitato riflessioni, domande, curiosità lasciate un commento o, se preferite, potete scrivermi una email a scasadei154@gmail.com.

Dott.ssa Stefania Casadei


Bibliografia

Deep Work, Carl Newport, Roi Edizioni
Essentialism, Greg McKeown,Virgin Books


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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)