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giovedì, giugno 24

Perché camminare fa bene alla mente


Di certo sapete già che l’esercizio fa bene, ma forse non siete a conoscenza del fatto che influisce in maniera estremamente positiva anche sul nostro cervello.

In questo articolo quindi cercherò di darvi una visione a 360° delle ricerche e dei fatti che collegano il cervello all’attività fisica e di come questo legame ci aiuta a migliorare il nostro stato di salute e ben-essere.

Secondo i dati ISTAT, nel 2019 le persone che, pur non praticando un’attività sportiva, dichiarano di svolgere qualche attività fisica (come fare passeggiate, nuotare, andare in bicicletta) sono il 29,4%  mentre i sedentari  sono il 35,6%, quota che sale al 39,5% fra le donne e si attesta al 31,5% fra gli uomini.

All’aumentare dell’età diminuisce la pratica di attività sportive, mentre aumenta la quota di coloro che svolgono qualche attività fisica, raggiungendo i valori massimi tra i 60 e i 74 anni  per poi diminuire sensibilmente. Infatti, a partire dai 75 anni il 67,5% degli intervistati dichiara di non svolgere nessuna attività fisica. 

Il fatto è che non siamo geneticamente programmati per vivere senza praticare un minimo di attività fisica, e se lo facciamo, il nostro cervello paga un prezzo alto, sia a breve che a lungo termine. Pensa solo che i nostri antenati cacciatori-raccoglitori 10.000 anni fa, camminavano ogni giorno almeno 10-20 chilometri (Wrangham in Shaw, 2004).


I 3 benefici dell’attività fisica sul cervello




1) L’attività fisica stimola la formazione di nuove cellule nel cervello

Per molto tempo, gli scienziati hanno pensato che le “abilità” del nostro cervello raggiungessero il picco intorno ai 20 anni per poi declinare lentamente ma inesorabilmente. Una ricerca condotta dai neuroscienziati del MIT (Trafton, 2015) ha scoperto invece che la questione è più complessa. Di fatto non ci sono peggioramenti nel tempo ma piuttosto alterazioni. Ciò significa che a età diverse siamo più portati a certe cose che ad altre.

È stato dimostrato che:


-L'elaborazione delle informazioni raggiunge i picchi intorno all'età di 18 e 19 anni

-La memoria a breve termine raggiunge un picco intorno a 25 e diminuisce intorno a 35

-La memoria visiva a breve termine ha un picco nei primi 30 anni

-La capacità di leggere le emozioni di un'altra persona raggiunge il picco intorno ai 40 /50 

-Picchi di vocabolario alla fine dei 60 anni  o all'inizio dei 70


Ma ciò che a noi più interessa è che il nostro cervello sviluppa continuamente nuove cellule nervose e soprattutto trarrebbe beneficio dalla stimolazione quotidiana (Steljes et al., 1999). Prima di questa scoperta, la maggior parte della comunità scientifica credeva che il cervello fosse incapace di generare nuovi neuroni (Ploughman, 2008).

Questo processo di formazione di nuove cellule nervose è detto neurogenesi.

Devi sapere che quando facciamo attività fisica il nostro cervello è esposto a stimoli esterni che facilitano la neurogenesi!


2) L’attività fisica favorisce la diminuzione dello stress e protegge dalla demenza

Sapete che l’ansia è molto dannosa per il nostro cervello?  Le persone che soffrono di ansia hanno il 48% in più di probabilità di sviluppare demenza!

Questo è dovuto al cortisolo, l'ormone dello stress, che danneggia le parti del cervello coinvolte nella memoria e nel pensiero complesso.

Se siete persone particolarmente ansiose o stressate, l’esercizio fisico potrebbe cambiare a fondo la vostra vita. 

Uno studio condotto da Schoenfeld et al. (2013) spiega come l'esercizio promuova la crescita dei neuroni nell'ippocampo ventrale, pertanto le persone che fanno attività fisica in modo regolare tendono ad essere in grado di gestire meglio lo stress.

Ma cos'è esattamente l'ippocampo?

L'ippocampo è una parte profonda del cervello responsabile dell'apprendimento e della memoria e sembra attivarsi durante l'attività fisica. 

Detto in termini semplici, gli studi e le ricerche (Bergland 2002) dimostrano che durante l’esercizio fisico vengono rilasciate particolari molecole definite “anti-ansia”.

Ciò significa che coloro che si allenavano frequentemente sono più attrezzati per gestire lo stress e controllare meglio le proprie emozioni.


3) L’attività fisica favorisce l’apprendimento e la memoria

L'esercizio aumenta immediatamente il livello dei neurotrasmettitori della dopamina, della serotonina e della noradrenalina. Tutti e tre insieme producono un'iperstimolazione della mente, che si traduce in un aumento della concentrazione dell'attenzione e del tempo di reazione, per almeno due ore.

Interessante vero?

Inoltre, secondo molti studi scientifici, l’esercizio migliora la capacità di apprendimento e di memoria.

Inoltre l’attività fisica favorisce la circolazione sanguigna, che trasporta continuamente sostanze nutritive al cervello, alla pelle e agli organi vitali ed è quindi fondamentale per la salute del cervello e del corpo. Quando vi allenate, aiutate a far circolare il sangue in tutto il corpo. 

Ad esempio le vene varicose, le malattie renali e l'ictus sono tutte correlate alla circolazione sanguigna limitata. La ricerca conferma che la viscosità del sangue mostra una correlazione con il deterioramento cognitivo legato all'età e condizioni come la demenza (Schwarb et al., 2017).

Nel cervello di una persona sana e attiva invece, l'ippocampo è solido e flessibile, conseguenze dirette di un esercizio regolare.

Al contrario quando c'è una diminuzione del flusso sanguigno, l'ippocampo non può svolgere funzioni chiave, come memorizzare e richiamare informazioni.


Conclusioni

Gran parte della comunità scientifica concorda sul fatto che camminare sia una delle migliori e più accessibili forme di attività fisica.

E’ adatta proprio a tutti, indipendentemente dall’età, proprio perché è delicata sulle articolazioni. I benefici per corpo e mente sono notevoli, per questo motivo vale la pena ritagliarsi del tempo da dedicare ad un po’ di moto.

Il mio consiglio è di iniziare in modo progressivo, come ho indicato nel mio e-book Camminare; cambia la tua vita passo dopo passo, aggiungendo un po’ di esercizio alle vostre routine quotidiane, inizialmente a piccole dosi. 




Il segreto non è la quantità, ma piuttosto la costanza e la frequenza della pratica.

Spero, con questo articolo, di avervi offerto buone motivazioni, per migliorare la qualità della vostra vita ed il livello di ben-essere.

Quale è il vostro rapporto con l’esercizio fisico? Avete degli obiettivi che vi piacerebbe raggiungere? Mi farebbe piacere sentire la vostra voce in un commento.


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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)