domenica, dicembre 4

Come smettere di sottovalutarci


Vi capita, qualche volta, di sentirvi preda di un malessere diffuso che vi impedisce di apprezzare la vita fino in fondo anche se, almeno in apparenza, non vi manca nulla per essere felici?

Molto spesso la tristezza che offusca la nostra vita, nasce da una sorta di guerra interiore frutto del costante auto-criticismo e dell'atteggiamento di condanna per le nostre debolezze ed i fallimenti personali (o di ciò che consideriamo tali).

Spesso, tale stato di scoraggiamento è aggravato  dal fatto che, nella vita in generale, è più difficile vedere gli aspetti postivi che quelli negativi. Aggiungo anche che questa tendenza ci accomuna un po' tutti.

Perchè accade questo?

Dovete sapere che nell'ambiente naturale, le informazioni negative sono molto importanti in quanto segnalano una minaccia; di fronte ad un pericolo pertanto il nostro corpo è pronto a rispondere con quella che viene definita una reazione attacco/fuga. E' una questione di sopravvivenza ed è così che ci siamo evoluti.

Le informazioni positive non sono così cruciali per la nostra sopravvivenza immediata, per cui il nostro cervello dedica meno tempo ed attenzione a questo tipo di messaggi. Fatta questa premessa e tornando ai nostri tratti positivi, le cose si fanno ancora più complesse perchè pensare alle proprie qualità mette a disagio ad esempio coloro che non vogliono sembrare presuntuosi.

Questo perchè l' essere presuntuosi è considerato una possibile minaccia in quanto nasconde il pericolo di essere allontanati dagli altri e quindi di restare soli..

Per questo motivo e per mille altre ragioni molte persone hanno difficoltà ad accettare i complimenti, non riescono proprio a goderseli. Un' altra di queste paure potrebbe essere ad esempio quella di stabilire aspettative troppo alte con il rischio di deludere gli altri.

In fondo c'è una ragione per cui prendiamo sempre le parti dell'eroe modesto e schivo nel film piuttosto che quelle dell'antagonista gradasso e sfacciato. A nessuno piace essere un narcisista, eccetto al narcisista stesso (ne ho parlato nell'articolo sui pericoli dell'autostima che trovate qui). Se prendiamo atto dei nostri aspetti positivi e ne traiamo piacere, non vuol dire che siamo egocentrici ed egoisti? E gli egoisti non sono amabili, giusto? E' un po' un circolo vizioso. 

Allora come celebriamo le nostre qualità ammirevoli senza cadere nella trappola egoistica?

La risposta è nell'apprezzamento di sè.

Nel momento in cui possiamo gioire di ciò che c'e' di buono in noi, riconoscendo che tutte le persone hanno forze e debolezze, ci permettiamo di divertirci con la nostra bontà senza richiamare sentimenti di arroganza, superiorità o eccesso di sicurezza. Fortunatamente possiamo soddisfare il nostro profondo bisogno di essere apprezzati senza dipendere dall'approvazione degli altri.

Possiamo riconoscere la nostra bellezza, non perchè siamo migliori degli altri, ma perchè siamo esseri umani che esprimono il lato bello della natura umana.

Dall'invidia alla gioia empatica


Normalmente le buone qualità degli altri tendono a farci sentire inadeguati. "Quella donna è bellissima quindi io sono brutta. Lui è intelligente, quindi io sono "stupida". Il mostro dell'invidia ci procura sofferenza nel momento in cui gli altri brillano e questo ci fa stare male.

Ma che cosa succederebbe se alterassimo radicalmente le nostre percezioni? Cosa succederebbe se traessimo piacere dai successi altrui, se ci sentissimo sinceramente felici per gli altri?

Ciò aumenterebbe la probabilità di sentirci felici, dato il numero di persone per cui abbiamo l'opportunità di provare gioia.
Per apprezzare pienamente le qualità degli altri dobbiamo però esserne consapevoli. Se do per scontata l'intelligenza di mio marito, il suo senso dell'umorismo o la sua ironia, significa che smetto di essere consapevole delle sue caratteristiche positive. Devo tener conto dei suoi punti forti e dei suoi talenti per apprezzare pienamente e riconoscere che persona straordinaria sia. Per questa ragione, la gioia empatica richiede una piena consapevolezza.

Quando la consapevolezza, l'umanità e la gentilezza sono dirette verso le qualità positive degli altri si manifestano come gioia empatica,  quando sono dirette verso le proprie qualità si manifestano come apprezzamento di sè.

Apprezzare noi stesse




Come la gioia empatica, anche l'apprezzamento di sè richiede piena consapevolezza e quindi un costante e continuo lavoro su noi stessi che necessita di impegno e costanza.

Proprio come dobbiamo accogliere le buone qualità degli altri per poterli apprezzare dobbiamo riconoscere coscientemente i nostri aspetti positivi. Dato il disagio che spesso sorge nel momento in cui ci apprezziamo, qualche volta poniamo uno schermo fra questo tipo di pensieri e la consapevolezza cosciente. Sopprimiamo i nostri sospetti che forse dopotutto non siamo così male, perchè non sappiamo che fare di questi nuovi sentimenti piacevoli.

Come ho già spiegato ad inizio articolo, una delle più potenti  abitudini della mente è quella di focalizzarsi sul negativo piuttosto che sul positivo e questa tendenza è evidente anche quando pensiamo a noi stessi.

Stabilendo l'intenzione di notare cosa c'e' di buono in noi, siamo tuttavia in grado di contrastare questo slittamento verso la negatività.

Alcuni potrebbero essere preoccupati del fatto che, se ci focalizziamo troppo su ciò che c'e' di buono in noi, ignoreremo le aree di crescita necessarie. Ciò è vero solo se ci focalizziamo, appunto "troppo".
Se abbiamo una visione sbilanciata di noi stessi, "sono perfetta e non ho un benchè minimo difetto", sarà certamente un problema.
Purtroppo spesso cadiamo nella trappola di questo modo di pensare o bianco o nero, che ci impoverisce enormemente e non serve a nulla.
Ogni essere umano ha tratti sia positivi che negativi. Piuttosto che fare partire una storia esagerata del tipo buono o cattivo, abbiamo invece bisogno di onorare e accettare noi stessi per quello che autenticamente siamo, né meglio né peggio.

Il segreto è avere sia l'equilibrio che la prospettiva per vedere noi stessi senza distorsioni (cosa non scontata e neppure facile). Quando il sole sorge possiamo apprezzare la nostra luce e quando il sole tramonta possiamo avere compassione per la nostra oscurità.

Dott.ssa Stefania Casadei

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2 commenti:

  1. Grazie di cuore per questo articolo. Davvero molto interessante, soprattutto quando dici che le informazioni positive non sono cruciali per la nostra sopravvivenza mentre quelle negative mettono in uno stato di allerta. Grazie davvero 💚

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    Risposte
    1. Cara Jessica, sono molto felice che questo articolo ti sia stato utile e fonte di spunti di riflessione. Grazie per il tuo commento.

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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)