domenica 15 aprile 2018

Pedagogia steineriana: principi e basi



Vivere e toccare con mano la realtà di una scuola Steineriana; ecco cosa mi è accaduto durante il seminario di Sandra Alberti, che dal 1992 è responsabile della Formazione degli Insegnanti Steineriani presso l'Accademia Aldo Bargero "Scuola Carlo Rizzi" di Oriago (VE). 
Attraverso i lavori dei bambini e le parole così cariche di esperienza di Sandra Alberti sono entrata completamente nell’atmosfera di queste scuole e dei contenuti così profondi della pedagogia steineriana. Ve li narro oggi in forma discorsiva, perché non ho voluto modificare le parole di Sandra, e perché  sono convinta che le immagini dei lavori arriveranno dirette al vostro cuore più di qualsiasi altra spiegazione.


Durante la crescita il bambino attraversa diverse fasi evolutive che si articolano in settenni e che la pedagogia steineriana analizza a fondo, mettendone in risalto le peculiarità e le singolari necessità educative. 
Anche  il grande pedagogista e psicologo Jean Piaget ha individuato nell’ambito del processo di sviluppo diversi stadi che si articolano nelle diverse fasce di età, ma fanno riferimento unicamente allo sviluppo cognitivo.
La pedagogia steineriana invece considera lo sviluppo nel suo triplice aspetto:

  • Fisico
  • Psichico 
  • Di coscienza


Ad ogni trasformazione fisiologica corrisponde sempre anche un cambiamento in ambito psicologico e di coscienza, per questo motivo è importante osservare i bambini  con attenzione.


Cosa accade a 7 anni? Cosa a 14?


E’ di fondamentale importanza saperlo per poter supportare il bambino attraverso la didattica, sostiene Sandra Alberti.

Primo settennio (0-7): in questo periodo troviamo un forte impulso all’imitazione, recenti studi dimostrano che già dopo 20 giorni dalla nascita i bambini imitano.
Imitando essi non solo colgono il significato del gesto ma anche, il sentimento che c’è dietro. Con i bambini non si può fingere, mettere maschere poiché sono in grado di leggere oltre.

Il bambino accoglie l’esperienza del mondo in modo talmente profondo che arriva a modificarne anche il DNA; ogni esperienza si ripercuote anche sugli organi interni contribuendo alla loro formazione. Ecco perché è così importante chi sta attorno al nostro bambino, chi lui imita.
Il più grande regalo che possiamo fare ai nostri bambini è di offrire loro la possibilità di  imitare attività sensate (fare il pane, i biscotti, prendersi cura delle piante etc) perchè questo genera circonvoluzioni cerebrali, in altre parole  si crea intelligenza.



Davanti alla TV, all’I pod cosa costruisce? Cosa si porta dentro?



In questo particolare periodo di vita diventa di centrale importanza  il rapporto Io-Tu; il bambino ha bisogno di autorità, egli non può sapere da solo, essere solo nel sapere cosa deve fare (ecco qui la più grande differenza  con il metodo Montessori e scuola libertaria). E’ necessaria un’autorità amorevole che lo guida verso ciò che è giusto per lui in relazione all’età, alle sue esigenze ed al suo vissuto del momento.
All’asilo tutte le attività seguono un ritmo, i bambini in questo modo si sentono accolti e sicuri perché sanno ogni giorno cosa li aspetta. Il ritmo è salute e all’interno di questo ritmo si inseriscono  anche le celebrazioni delle grandi festività,  che trasmettono un vissuto ricco di sentimento e danno un senso non solo al loro lavoro ma anche alla vita di comunità.

ll Settennio: la pedagogia del sentimento (7-14).  Nel secondo settennio lo scopo è quello di educare il sentimento.
A scuola sino ai 9 anni lettura, scrittura e tutte le arti (musica, canto, disegno, lavori manuali) hanno un ruolo centrale.


Perché le attività artistiche?




L’arte fa vivere, nobilita, educa l’anima. La vita di sentimento agisce sul fisico  e ciò che si apprende attraverso il sentimento si ricorda più facilmente.
S.Greenspan (autore del libro "l'intelligenza del cuore") sostiene che il bambino pensa in immagini, non per discorsi astratti e queste immagini si trovano nella letteratura, nella poesia, nell’ arte ed anche nel sogno.
Nelle fiabe la strega ed il principe sono tutti archetipi del bene e del male ed il bambino ne ha bisogno per formare la sua anima. 
A scuola si esercitano portando il bello sul nei quaderni, perché il bello educa l'anima.
Le arti accompagnano l'insegnamento e aiutano la memorizzazione. I bambini non hanno libri di testo, ma sono gli insegnanti a raccontare e sono i loro magnifici quaderni a diventare libri di cui i bambini stessi sono gli autori.

A 9-10 la vita emotiva del bambino subisce un cambiamento che va accompagnato  e sostenuto attraverso  l'insegnamento. Egli sente se stesso come un essere distinto che vive nel sub-conscio non viene manifestato. Cerca un nuovo rapporto con il mondo da cui ora si sente separato; inizia il processo di individualizzazione.
Hanno bisogno di noi adulti perché si sentono soli, sorgono le paure (anche della morte), è il momento dei dubbi (ma sono stato adottato?) ed iniziano a guardaci con occhi diversi, a vedere anche  i nostri difetti.
Per questo motivo dobbiamo saperli riconquistare perché hanno comunque ancora bisogno  “dell'autorità” amata.




12 anni: si indurisce lo scheletro aumenta la pesantezza, il disordine (caos interiore) il pensiero diventa causale e da questo sorgerà la comprensione e quindi la gioia di avere capito qualcosa! Ecco che nelle scuole steineriane si introduce l'insegnamento della storia, fisica, chimica etc, che richiedono lo sviluppo di questa facoltà del cervello, della sua capacità analitica.
Questo periodo viene definto da Steiner la maturità terrestre.

L’insegnamento anche per queste materie non è mai unicamente astratto; prima osservano, poi descrivono e disegnano, solo dopo segue la riflessione così che, guidati dal maestro, capiscono che possono arrivare a trovare le leggi  a capire i nessi tra i fatti: questo processo permette loro di acquisire la facoltà di pensiero.



Per la pedagogia steineriana, il mondo non puo’ essere presentato al bambino in forma razionale ed astratta, priva di vitalità rivolgendosi unicamente alla sua capacità intellettuale ma è necessario rivolgersi soprattutto alla sua vita di sentimento (intelligenza emotiva e sentire del cuore) attraverso le immagini, i simboli, il lavoro artistico; solo in questo modo è possibile uno sviluppo dell'uomo nella sua totalità fatta di mente e cuore.

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2 commenti:

  1. Ciao, è la prima volta che ti scrivo, ti seguo sempre con molto interesse in ogni cosa. Grazie per questi interessanti articoli che mi hanno permesso di conoscere meglio la pedagogia steineriana. Ti scriverò in privato per avere un consiglio su quali libri posso acquistare per approfondire la conoscenza.
    A presto.
    Nadia

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    Risposte
    1. Ciao Nadia, mi fa sempre molto piacere sapere che apprezzate i miei articoli, soprattutto quelli di pedagogia che è la mia grande passione. Vorrei infatti dedicare maggiore spazio a questo argomento all'interno del blog. Aspetto la tua mail, a presto e grazie per essere passata.

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La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)