giovedì 11 maggio 2017

6 comportamenti tossici che ci impediscono di vivere in pace con noi stessi e con gli altri


Come pensiamo, come agiamo e ci comportiamo quotidianamente hanno un ruolo fondamentale nel determinare il nostro stato d'animo. Spesso, sono solo le abitudini tossiche che mettiamo in campo, per lo più inconsciamente, che sottraggono gioia e serenità alla  nostra vita.

Una volta individuati questi comportamenti possiamo lavorare sulla creazione di nuove abitudini, per incominciare a vivere in modo più pieno ed appagante.
Certo non è facile sradicare in noi modi di agire che si sono cristallizzati nel corso degli anni e con i quali ci identifichiamo senza quasi rendercene conto, ma non dobbiamo stravolgere completamente e subito la nostra vita.
La marchesa Deffand  sosteneva che:

"La distanza non conta: è il primo passo che è difficile"

Proviamo quindi a leggere di che comportamenti si tratta, se non altro per verificare se qualcuno di questi ci appartiene; riconoscerli è già un primo passo.
Siete d'accordo?

6 comportamenti tossici che ci rubano serenità e gioia



1) Confrontare noi stessi con gli altri.  Misurarci continuamente con gli altri è fonte di notevole stress e frustrazione, sia che il confronto risulti positivo che negativo.
E’ importante invece ricordare che ognuno di noi è diverso dall’altro, unico ed irripetibile ed è questa la ricchezza dell’umanità.
Ciascuno di noi è portatore di talenti ed al contempo di limiti e mancanze.
Purtroppo siamo immersi  in una cultura della competizione, figlia un po’ del materialismo che contraddistingue l’epoca moderna, e siamo abituati a ragionare sempre in termini di più e meno:
“ io sono più bravo di …”,
“ lei è meno intelligente di…”,
“io raggiunto questo traguardo qui, lui/lei invece è fermo là”.
E si potrebbe continuare all’infinito.
Di certo le relazioni interpersonali sarebbero meno complicate se dalla logica “quantitativa” si passasse a quella qualitativa, imparando a considerare l’altro come una risorsa in virtù della sua diversità,  piuttosto che un rivale.
L’altro non vale più di noi, ne meno; è semplicemente diverso. Cambia completamente la prospettiva non trovate?

2) Prendere le cose sempre sul personale. Con questa affermazione intendo l’abitudine a riferire azioni, gesti e parole degli altri sempre a noi stessi. Questo, a seconda del tipo di azione o comportamento agito dall’altro, può suscitare in noi rabbia, sconforto, dolore, calo di autostima, sfiducia etc…
Qualche tempo fa ho trovato in rete questa frase, di cui purtroppo non ricordo l’autore:

Quando qualcuno è sgarbato con te o ti tratta male, non prenderla sul personale. Non dice nulla su di te, ma molto su di lui”.

Certo è difficile non farsi coinvolgere quando qualcuno ci urla contro aggredendoci, esprime un giudizio o una critica malevola o ci manca volontariamente di rispetto. In questo caso per me è stato di enorme aiuto pensare questo: le persone felici non attaccano gli altri.
Mi aiuta a mantenermi distaccata dalla situazione, mentre cerco di concentrarmi sulle persone che invece mi apprezzano e che si relazionano con me in maniera empatica ed accogliente. Sono certa che ognuno di noi ne ha incontrate nella vita.

3) Partecipare al conflitto.  Questo non significa che dobbiamo costantemente porgere l’altra guancia, incassare e tenere dentro. Molte persone hanno timore dei conflitti perché li associano ad atti di violenza, anche se solo verbale (altrettanto deleteria di quella fisica).

Siamo abituati ad una modalità di conflitto che ha come finalità quella di affermare  la propria posizione come giusta, il proprio comportamento come corretto, in cui è sempre l’altro ad essere sbagliato.

Quindi per affermare noi stessi e le nostre ragioni, aggrediamo l’altro. Di contro quando una persona si sente violata reagisce a sua volta, facendosi coinvolgere in questa spirale deleteria.
Lo scontro mette in moto energie che solo apparentemente sembrano farci stare bene, perché buttiamo fuori ciò che ci portiamo dentro da troppo tempo.
In realtà questi scoppi di rabbia non fanno altro che debilitarci emotivamente. Si tratta di eventi  che spesso degenerano, in cui perdiamo il rispetto degli altri e quindi anche di noi stessi.
La bella notizia è che questo tipo di conflitto non puo’ sopravvivere se noi non accettiamo di partecipare; se ci rifiutiamo di farci ingurgitare da questa spirale distruttiva.
Il conflitto invece, se ben gestito e vissuto, è sicuramente un’occasione preziosa per fare crescere il rapporto o la relazione.
E' fisiologico che in un rapporto di lavoro, d’amore, d’amicizia si  abbia a che fare con una diversità di vedute, in virtù delle differenze che ci distinguono gli uni dagli altri e che ci rendono così unici.
Incassare e restare in silenzio, ingoiando il rospo, è deleterio tanto quanto attaccare la persona con rabbia e veemenza.
Un buon conflitto è quello in cui ciascuno può restare fedele a se stesso nel momento in cui esprime il suo punto di vista, in cui muove delle osservazioni sul comportamento altrui, in cui spiega l’accaduto dal proprio punto di vista evitando giudizi negativi sull’altro. L’intento non deve essere mai quello di trovare il colpevole e neppure di ricostruire dettagliatamente i fatti, ma di trovare assieme un punto di accordo che tenga conto dei bisogni di entrambi.

4) Rimanere ancorati al passato. Il passato è passato. Non avremo più la possibilità di modificarlo. Nonostante ciò tendiamo a rimanervi aggrappati, a riviverlo. Certo noi siamo fortemente condizionati dagli eventi che abbiamo vissuto e dalle esperienze che abbiamo fatto; ognuno di noi ha affrontato nella vita difficoltà, ostacoli, ciascuno ha incontrato il dolore nelle sue mille sfaccettature.
Nessuno escluso. Ignorare il passato non è certo la soluzione, come non lo è continuare a rivangarlo per giustificare i propri comportamenti o per finire nella spirale del confronto con chi ha sofferto meno, con chi ha avuto di più.
E’ importante invece abbracciare il nostro passato per poi lasciarlo andare.
Ci sono molte tecniche che ci possono aiutare, come la meditazione, l’ecoterapia e tutte le attività che ci riportano nel qui e ora.

5) Vivere il sogno di qualcun altro. Ogni giorno siamo influenzati dalle aspettative degli amici, della famiglia, della società. Spesso è difficile sentire la nostra voce interiore, quella che chiede di essere ascoltata che è portatrice dei nostri desideri più profondi.
L’abbiamo ignorata per tanto tempo che facciamo davvero fatica ad udirla e forse non la comprendiamo nemmeno più.
Ma questa è la nostra vita, il nostro momento di brillare. Troviamo il tempo per chiederci se quello che stiamo facendo è ciò che desideriamo davvero, se abbiamo dei sogni nel cassetto, delle aspirazioni che da troppo tempo teniamo nascoste. Mettiamo le ali ai nostri sogni, facciamoli volare, buttiamoci e viviamo!
E’ importante sognare in grande, avere obiettivi intelligenti e lavorare sodo per realizzarli ma non restiamone ingabbiati. Disegniamo a matita il nostro progetto ed utilizziamo sempre la gomma per adattarlo alle circostanze, agli eventi, alle nuove esperienze.

6) Ricercare la perfezione. La perfezione è un’illusione. Sempre.  Nulla soffoca la creatività e ci nega la possibilità di essere felici quanto la ricerca della perfezione, tanto in noi stessi quanto negli altri. La ricerca della perfezione ci spinge a rifiutare il fallimento, l'errore, la mancanza.
Nessuno di noi potrà di certo negare quanto le esperienze negative e gli insuccessi nella propria vita siano state comunque esperienze fonte di apprendimento e di crescita.
Il fallimento,  non è solo insuccesso, sconfitta, sbandamento ma è un’opportunità per conoscere e conoscersi.
Thomas Edison, l’ inventore della General Electric, disse: “Non ho mai fallito. Ho semplicemente trovato 10.000 modi che non hanno funzionato”.

La vita è una cosa seria ma, allo stesso tempo, siamo qui per divertirci, per imparare, fare errori.
Tutto questo lo facciamo accanto agli altri che sono qui anche loro per trovare la loro strada, proprio come noi.
E allora perché non goderci il viaggio?

Leggi anche:









4 commenti:

  1. Che bel post, Stefania! Grazie per aver attirato l'attenzione su queste abitudini così velenose e allo stesso tempo diffuse - alcune purtroppo difficili da smantellare, se penso a me stessa. Hai regalato come al solito degli utili spunti di riflessione, e anche qualche grattacapo :-)

    RispondiElimina
  2. Bellissimo bellissimo davvero, mi unisco a Scacciapensieri nel farti i complimenti. Sei sempre chiara, diretta e vai al punto. Questi tuoi post li considero preziosissimi perchè sono spunto di riflessione ed anche di autoconoscenza. Aiuta a diventare più consapevoli ed hai ragione è davvero il primo passo. Grazie ancora. Patty

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie davvero mi avete reso davvero felice con le vostre parole!

      Elimina

DIMMI COME LA PENSI.
Per commentare utilizza un account Google/Gmail, altrimenti la modalità "anonimo".

La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)