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lunedì, maggio 29

Fare l'orto sul balcone con i bambini



Non avrei mai pensato che i miei bambini si facessero coinvolgere così tanto dalla realizzazione di un piccolo orto/giardino sul balcone.
Certo è sempre una magia vedere sbocciare la vita, giorno dopo giorno. Ma è stato altrettanto commovente vedere con quanta dedizione e costanza i bambini si sono presi cura dei loro semini, annaffiandoli regolarmente più volte al giorno.
A scuola avevano già fatto questa esperienza e devo dire che li ho trovati piuttosto preparati, hanno anche voluto raccogliere l'acqua piovana, per "nutrire" al meglio le loro piantine.

L'aspetto educativo di questa pratica va quindi ben oltre il comprendere come nasce un seme, da dove viene il cibo di cui ci nutriamo, dell'importanza della luce e dell'acqua, nozioni per lo più tecniche, ma arriva sino in profondità nell'anima del bambino stimolando quel desiderio di "prendersi cura" che richiede un interesse vivo ed un sentimento vero profondo.

Tutti i compiti quotidiani eseguiti con costanza, cura ed amore, vanno a stimolare le forze legate alla volontà, che viene così indirettamente esercitata e piano piano anch'essa matura, diviene forte.
La volontà è alimentata dal desiderio, ne è lo strumento primario, indispensabile per la realizzazione dei propri sogni. 
Troppo spesso la volontà è sottovalutata, si tratta invece di una delle qualità più preziose per l'uomo. E' infatti la forza della nostra volontà lo strumento sul quale si fonda la possibilità di vivere una vita ricca e piena, per noi stessi e per gli altri.

Leggi anche: Educazione:come vincere la paura


Ho dato ai bambini corrette indicazioni per la semina di fiori (nasturzio, pisello odoroso e girasoli) e di erbe aromatiche (rucola, basilico, maggiorana, timo).
Giorno dopo giorno le hanno annaffiate; hanno controllato costantemente lo stato del terriccio ed aggiunto la preziosa acqua piovana se questo era troppo asciutto.
Fino a che sono iniziati a spuntare i primi germogli e da questi le piccole piantine.





Ho spiegato ai bambini che il lavoro è ancora arduo, questo è solo l'inizio, le piante hanno bisogno di ancora di tanta attenzione e cura per poter crescere ed offrirci i loro fiori, profumi e sapori.

E voi, avete mai realizzato un piccolo orto con i bambini? Come è andata?

***

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martedì, luglio 19

Giochi da fare in spiaggia con i bambini



I bambini si divertono sempre moltissimo a giocare con la sabbia. Manipolarla inoltre li aiuta ad esprimere la loro creatività, in quanto attiva l'emisfero destro del cervello.

La sabbia può essere considerata un materiale di gioco duttile, sorprendente e stimolante poichè è in grado di suscitare sensazioni tattili particolari e diversificate, a seconda che sia asciutta o sbagliata.

Oggi voglio condividere con voi i giochi che i miei figli amano fare in spiaggia e grazie ai quali trascorrono ore serene.
Se ne avete altri da suggerirmi, vi invito ad indicarli nei commenti, mi farebbe molto piacere arricchire il mio repertorio!

domenica, gennaio 25

EDUCAZIONE: PERCHE' COINVOLGERE I BAMBINI NEI LAVORI DOMESTICI



"Uno dei principali compiti, che all'educazione moderna s'impongono, è appunto quello di sviluppare l'istinto sociale del fanciullo, risvegliando in lui le tendenze del vivere socialmente con i suoi simili" (Maria Montessori, Il bambino in famiglia)

Avevo già parlato QUI di come coinvolgevo mio figlio nei lavori domestici.
Ora anche il "piccolino" di casa è cresciuto ed è giusto che anche lui collabori con tutta la famiglia nello svolgimento dei lavori domestici.

Coinvolgere i bambini nelle faccende è un ottimo modo per insegnare loro l'importanza di mantenere la casa pulita e sana, ma soprattutto è un'occasione per imparare a lavorare in squadra.



E' un modo per responsabilizzarli, per favorire il rispetto dell'altro e per sviluppare la loro autostima.

Impostare un routine di lavori, li aiuterà anche a rafforzare la loro volontà e questo li renderà più forti nell'affrontare la vita.

Con l'esercizio i bambini diverranno più abili e questo li farà sentire "grandi", capaci, un aiuto concreto per i genitori.

E' di estrema importanza presentare al bambino le cose in maniera divertente, non come una punizione. 



Occorre rispettare alcune semplici regole nell'assegnare i compiti ai nostri figli:

1) non aspettatevi che tutto sia eseguito alla perfezione, ringraziate sempre e suggerite loro le strategie per eseguire al meglio le attività assegnate.

2) i bambini tenderanno a dimenticarsi. Approfittatene per esercitare la vostra pazienza e ricordate loro di eseguire il compito. Cercate di evitare i conflitti. Se il bambino è stanco o particolarmente capriccioso, stabilite di comune accordo di rimandare.
Oppure, se necessario, offrite loro una valida motivazione, un premio, un beneficio extra.

3) assegnate ai vostri figli i compiti in base alla loro età, qui sotto una lista con alcuni suggerimenti :



Dai 3 ai cinque anni :

Riordinare la loro stanza / mettere in ordine i loro giocattoli 

Mettere i loro vestiti nella cesta bucato

Aiuto nello spolverare

Mettere gli asciugamani puliti in bagno

Aiuto nell'apparecchiare e sparecchiare la tavola

 ..................................................................................

Tra i 5 ed i  10 anni:

Tutti i precedenti

Rifare il letto 

Lavare i piatti/ caricare e scaricare la lavatrice

Passare l'aspirapolvere

Aiuto in cucina

.................................................................................. 

Oltre i 10 anni:

Tutti i precedenti

Caricare la lavatrice

Pulire i bagni

Cucinare piatti semplici

Pulire la macchina

................................................................................

Date fiducia ai vostri figli e vi stupiranno.
Vedervi orgogliosi di loro è la massima ricompensa per i vostri figli.

Mio figlio maggiore da un paio di mesi prepara la colazione per lui ed il fratello, cuoce alla perfezione le uova in camicia, lava i piatti, passa l'aspirapolvere, spolvera.
Vi garantisco che esegue il tutto senza brontolare e ne è tanto orgoglioso.

Il fratello minore (5 anni) che lo imita in tutto, vuole fare la sua parte, ed anche se è meno costante dimostra comunque buona volontà.

Alcune attività le richiedo ogni giorno altre, saltuariamente, al bisogno. 

Il messaggio che cerco di trasmettere è che siamo una famiglia e quindi ci aiutiamo a vicenda.


Non tutto è rose è fiori sia chiaro. Spesso mi prende male quando vedo lavare i piatti e l'acqua che schizza dal lavello...oppure il letto rifatto in fretta e furia.....
Che dire...."faccio zen" mi prendo un minuto e valuto il da farsi per porre rimedio senza arrivare ad uno scontro distruttivo.
A volte è difficile ricordare che comunque sono bambini e non " adulti in miniatura", e fare i conti con la loro incostanza.
Spesso mi dico che farei molto prima e meglio da sola...ma l'educazione è un'arte ..che richiede autoeducazione.

Quello che mi da la forza e la giusta motivazione è riassunto in questa bellissima frase di Madre Teresa di Calcutta:

"Quello che noi facciamo è solo una piccola goccia nell'oceano ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno".

E voi che lavoretti assegnate ai vostri figli?




venerdì, gennaio 31

INGRESSO A SCUOLA A 5 ANNI?



Oggi sono tanti i genitori che vorrebbero inserire i figli alla scuola elementare a 5 anni.
Anticipare i tempi, metterli subito a fare qualcosa di 'più utile' rispetto ai giochini  della scuola materna.

Avevo già parlato nel post GENITORI ESIGENTI, FIGLI STRESSATI delle pretese e aspettative dei genitori moderni e di come queste si ripercuotono sulla salute psico-fisica dei nostri figli. 


Mi è capitato di leggere un articolo  dello psicoterapeuta dell'età evolutiva, Federico Bianchi di Castelbianco, che condivido volentieri con voi, perchè lo reputo molto interessante.


Lo psicoterapeuta sostiene che:

" i bambini sono intelligenti, ma pretendere da loro anticipatamente  comportamenti e prestazioni non è pedagogicamente corretto".

L'ingresso alla scuola elementare a 6 anni, non è legato al grado di intelligenza raggiunto, ma al livello di maturità del bambino.
Questa la si vede solo dai comportamenti dei bambini ed è frutto delle esperienze che il bambino deve vivere nell'ambito della scuola materna.


Ma cosa rischiano i bambini che anticipano l'ingresso alla scuola elementare?


Il Dott. Bianchi evidenzia che:

"una percentuale estremamente più elevata di bambini anticipatari presenta difficoltà di apprendimento, disturbi d'attenzione e stati di disagio sintomatici."


Le patologie che coinvolgono i  bambini, come sottolinea lo psicoterapeuta, stanno aumentando a causa delle pressioni sociali.

I piccoli oggi sono sottoposti a pressioni sociali estremamente stressanti che  determinano in loro reazioni diverse, che vanno dalla fobia scolare ai disturbi di condotta, dalle difficoltà attentive sino alla depressione.

I tre anni di scuola materna sono pertanto necessari al fine di preparare i bambini  ad arrivare alla scuola in situazione ottimale in modo da evitare loro confusione stress e senso di inadeguatezza.

E voi cosa ne pensate?







lunedì, luglio 8

IL GIOCO INFANTILE TRA REGOLE E LIBERTA'


Da ciò si deve trarre quanto sieno importanti le benchè minime
impressioni della fanciullezza e quanto gran parte della vita futura
dipenda da quell’età di giochi ed invenzioni.”
G. Leopardi  

Il sociologo Callois ordina i giochi attorno a due poli antagonisti:

-da un lato regnano i principi quali il divertimento, la turbolenza la Pienezza di vitale, la libertà l’improvvisazione : è la Paidia

-dall’altro regno i principi delle regole, delle convenzioni, delle abilità, degli schemi: è il Ludus.

I nostri bambini, almeno sino ai primissimi anni della scuola elementare, sono di fatto la più evidente espressione di Paidia, ovvero turbolenza, pienezza vitale, improvvisazione, divertimento e libertà.
Allo stesso tempo gli educatori (genitori ed insegnanti) sono portatori del Ludus,  interpreti, garanti e depositari delle convenzioni, degli schemi, delle abilità, delle regole del gioco....e della vita...

IL Ludus, quello proposto dall’educatore è uno solo, ma le Paidie sono tante quante sono i bambini con cui ci relazioniamo.
Ogni bambino è diverso dall’ altro, anche se i genitori sono gli stessi.

E se fossero allora i giochi con le regole a doversi adattare ai bambini?
E l’educare solo il mediatore di tale operazione?.....
...un educatore che sappia porgere la mano….come cantava Povia:

Tutti i bambini fanno OH!
dammi la mano
perché mi lasci solo
sai che da soli non si puo’
senza qualcuno
nessuno puo’ diventare un uomo.

Un educatore che sappia proporre un modello di gioco che preveda per i bambini azioni di confronto con gli altri e con se stesso, abilità, situazioni d’incertezza, capacità d’interpretazione, variazione di situazioni, ricerca continua di equilibrio, emozioni, scoperte e invenzioni.

Un educatore, un genitore che, al di là delle regole, dei manuali, dei consigli degli esperti, sappia EMOZIONARSI  e CONDIVIDERE le scoperte dei bambini, accompagnandoli alla conquista di nuove, diverse e sempre più complesse forme di GIOCO che divengono poi esperienze di vita.

Riprendendo le parole di Povia, dovremmo insomma essere capaci di  canticchiare a noi stessi :

Ma che scemo
vedi però però
che mi vergogno un po’
perché non so più fare OH!
non so più andare
sull’altalena,
di un fil di lana
non so più fare
una collana.


Troviamo il tempo per tornare bambini assieme ai nostri figli, credo sia il regalo più bello che possiamo fare a noi stessi e a loro.


lunedì, gennaio 14

BAMBINI E SPORT


Con questo post, realizzato grazie alla collaborazione di mio marito (istruttore di atletica e calcio), voglio fare chiarezza sul senso e lo scopo dell’attività fisica per i bambini, al fine di aiutare i genitori a scegliere con consapevolezza e cognizione di causa le attività extra scolastiche dei figli.

sabato, luglio 14

I quattro libri di lettura di Tolstoj


Ho acquistato recentemente questo libro: ' I quattro libri di lettura' di Tolstoj.
Molti lo conoscono unicamente come scrittore, in realtà è stato un grande pedagogista.
Quest'opera è costata all'autore lunghi anni di duro lavoro e come egli stesso dice: "furono necessarie le conoscenze della letteratura greca, indiana,araba di tutte le scienze naturali, dell 'astronomia, della fisica ed un terribile lavoro linguistico".
Essa costituisce un fenomeno unico in tutta la letteratura mondiale. Nella prima edizione, apparsa in quattro parti con il titolo L'ABC del conte L.N.Tolstoj, l'opera conteneva tanto l'abc russo, quanto quello della chiesa slava, l'aritmetica nelle sue varie parti, norme, direttive e osservazioni generali per il maestro.
Il principale contenuto è costituito pero' dai quattro libri di lettura, che ancora oggi hanno conservato il loro valore, ripubblicati in uno stragrande numero di edizioni e tradotti anche in molte lingue europee e asiatiche.
Ogni libro contiene fiabe, novelle, storielle, racconti di storia naturale, brani di poesia popolare, favole e saghe.
Le fiabe sono per la maggior parte tratte da Esopo e da fonti indiane, rielaborate stilisticamente e solo alcune scritte da Tolstoj stesso. I racconti storici sono tratti per lo più da Erodoto e Plutarco, mentre  le fiabe sono scelte principalmente tra quelle popolari russe, solo alcune sono arabe e poche altre  indiane.


Uno spirito etico, quello di Guerra e Pace permea quest'opera, in cui la concezione dominante è che c'e' una legge superiore ed immutabile che domina il mondo, alla quale tutto è subordinato; e questa legge è buona.


A mio figlio Ari che compie tra poco 7 anni, questi racconti piacciono veramente molto.
Li leggiamo assieme, in parte lui in parte io e ci offrono validi spunti di riflessione e di dialogo. 
Insomma sono stati una bella scoperta!

lunedì, marzo 5

Leggere con i bambini



Io e mio marito siamo entrambi amanti dei libri. Abbiamo una libreria ben fornita, che ospita generi letterari diversi.
Anche per i nostri bambini abbiamo voluto ricavare uno spazio, facilmente accessibile, in cui potessero custodire i loro libri.




Ho sempre letto libri ai miei bambini,  poiché li considero una grande fonte di arricchimento.
Sfogliare un libro, insieme alla mamma o al papà, costituisce inoltre, un momento di preziosa intimità fra genitori e figli: una prima forma di trasmissione di cultura, che è resa ancora più coinvolgente dalla forte componente affettiva.
Il libro rappresenta anche un’ottima risorsa nel momento in cui sopraggiunge la noia. Ecco che prendere in mano un libro e sfogliarne le pagine, diventa anche un modo per inventarsi storie, per dare le ali alla fantasia.
E’ importante ricordare che le storie che il bambino si racconta non sono mai casuali, ma sono sempre vicende attraverso le quali rielabora eventi traumatici, risolve i suoi conflitti o mette in atto pulsioni aggressive, desideri o paure presenti nel suo inconscio.
In altre parole gli servono per ristabilire l’ordine nel suo mondo interiore.

Sin dall’adolescenza i libri sono stati per me una fonte a cui abbeverarmi, in cui trovare le risposte, un luogo altro in fui fare viaggiare la mia fantasia, in cui soddisfare la mia curiosità.
Ancora oggi la lettura resta una priorità assoluta nella mia vita, e spero con tutto il cuore di essere riuscita a trasmettere, almeno una piccola parte dell’amore che nutro per i libri, ai miei figli.



martedì, gennaio 31

I giochi dei bambini

                                        (bambole che ho realizzato io per i miei bimbi) 

Lo strumento di gioco più adatto è quello che incita il bambino  ad una vivace attività, che non ha una forma troppo definita, realizzato con materiale il più possibile naturale e che lascia libero il bambino di lavorare con l’immaginazione e la fantasia.
Oggi i bambini sono letteralmente inondati da ingegnosi manufatti che vengono dichiarati adatti all’infanzia, ma molto spesso ciò che promuove realmente lo sviluppo del bambino non corrisponde a quanto l’industria dei giocattoli propone.

domenica, gennaio 22

I bambini e la televisione



Mentre preparavo la mia tesi di laurea sul ‘Deficit dell’attenzione e iperattivià’ sono venuta a conoscenza di uno studio dell’American Academy of Pediatrics riguardo l’influenza che la TV può avere durante la crescita, sulla capacità di attenzione del bambino e sul suo livello di eccitabilità.
L’American Pediatrics ha preso in esame 2623 bambini da uno a tre anni e l’importanza della ricerca è collegata alla dimostrazione che l’esposizione precoce alla televisione è associata a problemi di attenzione.

mercoledì, gennaio 18

IL PIANTO DEI BAMBINI


Il pianto di un figlio crea angoscia in tutti i genitori, poiché viene per lo più associato ad uno stato di malessere del bambino.
Tutti i bambini piccoli piangono in media 2 ore al giorno, anche se sono sani e senza problemi, poiché il pianto è l’unico modo che hanno per attirare l’attenzione.
E’ chiaro che quando il bambino  piange perché ha fame, sete, accusa dolore, è eccessivamente stimolato, ha bisogno di essere cambiato, il genitore deve senz’altro porvi rimedio.
La maggior parte dei genitori sopporta a fatica il pianto del figlio, perché li fa soffrire, e finiscono così per intervenire qualunque sia l’origine del pianto, allo scopo di placarlo.
In questi frangenti si fanno prendere dall’ansia, dall’angoscia, dall’insicurezza, sentimenti che il bambino percepisce e che peggiorano il suo malessere; questo perché spesso il pianto smuove nel genitore emozioni collegate al suo vissuto come; senso di colpa o inadeguatezza, disperazione, rabbia, paura.

Essenziale per un genitore è provare a distinguere  tra quelli che sono i suoi bisogni (es: far cessare le sensazioni sgradevoli, che il pianto provoca in lui) e quelli del bambino.
Solo in questo modo è possibile mettere in atto azioni che si pongono come fine il vero bene del bimbo.
Per chiarire quanto ho affermato riporto un esempio tratto dal libro ‘ I no che aiutano a crescere di Asha Phillips’ :

"James è vivace e sensibile agli stimoli dei genitori, passa molte ore sveglio, si fa coccolare dalla madre, insomma è un bambino delizioso. Però detesta essere messo nella culla e piange appena perde il contatto con la madre. Dorme poco e quindi nemmeno Ellen dorme abbastanza. Il risultato è che sono esausti , e di conseguenza diventano irritabili. Quello che all’inizio era un contatto piacevole si trasforma, per Ellen, nell’incapacità di separarsi dal figlio.
Una sera il padre arrivò a casa prese James e lo mise nella culla, malgrado le sue proteste, e lo lasciò piangere un po’, finchè si addormentò profondamente e più tardi si svegliò fresco e riposato".

Ellen prendendo sempre in braccio il figlio non appena piange, rafforza in lui la sensazione di non farcela a stare nella culla e che solo le braccia della mamma sono un posto ottimale.
Mettendolo nella culla gli si fa capire che invece è un luogo comodo e sicuro, il migliore per dormire.
Lasciandolo piangere e lamentarsi Ellen ascolta le sue proteste, mantenendo dentro di sé la convinzione che quella è la cosa più giusta innanzitutto per James.
Perseverando  trasmetterà queste sensazioni al bambino che rafforzerà così il suo senso del sé.
Concludo ed evidenzio che l’intervallo tra il pianto del bambino e la risposta che gli viene fornita è essenziale per il suo sviluppo.
Nell’intento di essere genitori perfetti si tende a soddisfare troppo presto i suoi bisogni, allo scopo di mettere fine alla sua ‘sofferenza’.
Priviamo così il bambino  di un’ importante occasione di crescita emotiva, la sola che potrà consentirgli di sviluppare la capacità di attingere al proprio interno e sviluppare le proprie risorse per vincere la frustrazione e l’attesa, senza aspettare che siano gli altri a dovere provvedere.

‘’Secondo la direzione data al giovane virgulto, così crescerà l’albero’’. Alexander Pope

***


domenica, gennaio 15

BAMBINI E DISTURBI DEL SONNO: COME AFFRONTARLI


Con lo svezzamento, gradualmente il bambino non ha più necessità  della poppata notturna, ed  i genitori confidano di poter  finalmente godersi un’intera notte di sonno senza interruzioni.
Spesso ciò non accade ed il piccolino continua con i suoi risvegli a disturbare il riposo dei genitori.
Innanzitutto la mamma dovrà cercare di rispondere ad alcune domande in relazione alla sua esperienza concreta:

-come è lo stato di salute del bambino di giorno?
-quale è il suo stato di salute come genitore? Si sente stanca, scontenta, poco stimata, sovraccarica, ha problemi con il marito, soffre di ansia?
-come è l’ambiente in cui vive il bambino? È eccessivamente caotico, troppo caldo/freddo,  sono presenti radio e televisione?
-il bambino ha avuto la necessità concreta per qualche tempo (per es. ha dormito nel  letto della mamma durante una malattia) che ora è diventata un’abitudine tirannica?

Una volta che i genitori hanno esaminato  le diverse possibilità e scoperto perché  il bambino non dorme, la domanda successiva è che cosa fare.( ovviamente dopo avere verificato che la mamma ed il bambino godono di buona salute e che l’ambiente in cui vive il piccolo è accogliente, tranquillo e sereno.)
La regola più importante, spesso sottovalutata dai genitori, è:
 il sonno della madre è sacro e deve essere protetto, da lei  stessa e dal marito altrimenti non potrebbe sopportare, con pazienza e dedizione  il pesante lavoro che il suo ruolo richiede.
Non ci si deve preoccupare molto  per il bambino che ha la possibilità di recuperare il sonno perso durante il giorno.
E’ molto importante sapere che i bambini possono tranquillamente svegliarsi più volte di notte. Questo è assolutamente normale.
Il consiglio è quello di andare incontro con buon senso e comprensione al bambino ma, con fermezza, porgli anche dei limiti.
Questo può significare per es.  lasciare la porta della camera aperta o la luce accesa nel corridoio.
Il bambino va coricato nel suo lettino e salutato  con parole dolci ma ferme:
 ‘adesso dormi  e lascia dormire anche la mamma che ha bisogno di  riposare’.
 Il bambino non capisce il significato letterale di queste parole, specie se e’ molto piccolo, ma ne intuisce il senso e soprattutto il grado di convinzione e sicurezza della madre, nel momento in cui pronuncia quella frase.
E’ perciò importante che la mamma sia veramente convinta di quello che dice e soprattutto interiormente sicura di stare facendo la cosa più giusta per il bambino e per se stessa.
Se  l’esortazione non ha effetto si deve mettere in conto di sopportare il pianto.
Questo modo di fare è sentito da molte mamme come una sorta di fallimento , perché al bambino si vorrebbero dare solo le cose migliori, il massimo affetto. La realtà mostra però che  se questi bambini non incontrano mai un ostacolo e una ferma volontà diventano inquieti, insicuri e timorosi.
La mamma dovrebbe poter reggere  per  cinque-dieci  minuti  la pena interiore che il pianto suscita, poi dolcemente avvicinarsi al lettino e chiedere per es:
 ‘adesso stai meglio?’
 Se continua a piangere ripeterà:
‘ritornerò tra poco quando starai meglio’.
 Indipendentemente dal fatto che il bambino cessi o meno di piangere la mamma tornerà dopo altri 5 minuti.
E’ un errore calmare il bambino prendendolo in braccio, dandogli baci, qualcosa di dolce etc…meglio allora canticchiare una ninna nanna ..il tutto per 5 minuti…poi si ricomincia di nuovo…
L’ atteggiamento dell’adulto deve rimanere conciliante, senza però rientrare dai limiti prefissati.
I risultati di queste azioni sono visibili in pochi giorni e vale per questo la pena di continuare, per la salute del bambino e della mamma.

mercoledì, gennaio 11

LATTE, AMORE E....: ACCOGLIERE LA NASCITA DI UN BAMBINO




Nel prepararsi ad accogliere la nascita di un bambino occorre tenere a mente che egli arriva da un luogo in cui non giunge luce e nel quale ogni rumore è attutito.
Ideale quindi un ambiente il più possibile riparato dai rumori, in cui vi sia sufficiente silenzio e dove la luce si possa moderare e correggere.
La temperatura calda e costante, l'abbigliamento del bambino non eccessivo.
Purtroppo nella società moderna si tende a sottovalutare l'importanza di questi fattori, ed il bambino precipita nelle nostre vite caotiche, frenetiche e troppo spesso poco rispettose di queste anime, che in punta di piedi si affacciano al nostro mondo.
Quando si diventa genitori, soprattutto per la prima volta, è come se ci trovassimo all'inizio di un viaggio meraviglioso e ricco di sorprese ma del tutto sconosciuto.
Occorre  imparare innanzitutto ad osservare il bambino senza nessun preconcetto ma ponendosi delle domande. Questo ci eviterà  sia di:

1) considerare il bambino un essere della natura che si regola da sè

2)  semplificarsi la vita con quello che il mercato ci offre come "adatto ai bambini", riempiendo la casa di ciucci di ogni tipo, culle automatiche, pappe pronte etc...

Prestando attenzione alle comunicazioni del neonato e interpretandole il genitore consente al bambino di sentirsi accolto; senza questa solida base non sarebbe poi in grado di sopportare l'attesa e la frustrazione.
Se da una parte è importante partire dall'osservazione del nostro bambino, dall'altra è opportuno avere chiara l'immagine di noi che teniamo il timone della barca.
La tranquillità viene trasmessa al bambino non solo avendo cura dell'ambiente che lo circonda, ma anche rispettando i suoi ritmi ed i suoi tempi.
Svolgere una giornata seguendo un ritmo, non significa adeguarsi ad una tabella imposta da qualcuno, ma e' qualcosa di vitale.
La mamma che tiene un ritmo durante la giornata è come un direttore di orchestra, pronto a fare suonare a tempo giusto diversi strumenti e a cambiare tempo quando la musica lo richiede.
Credo pertanto che il bambino come impara a respirare e a nutrirsi, deve impare anche a dormire.
Sarà un grande aiuto per lui se la sua mamma proverà a mantenere un ritmo anche negli orari di sonno e veglia oltre che per le poppate sin dai primi mesi.
L'impegno che questo lavoro ha richiesto alla mamma sarà ricompensato da un bambino che dorme e da una mamma più serena.
La Magia è credere in se stessi: se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa. (Goethe)